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Musica italiana, il digitale “sdogana”il business: l’export a quota 20 milioni

Numeri da record per l’industria discografica che nel 2021 a livello internazionale segna un aumento del 66% di entrate da royalty. Ricavi digitali in aumento dell’83%

Pubblicato il 24 Feb 2022

Musica italiana, il digitale “sdogana”il business: l’export a quota 20 milioni
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Il digitale premia la musica italiana all’estero. Sui mercati internazionali l’industria discografica del nostro Paese registra infatti nel 2021 un balzo del 66% di entrate da royalty raggiungendo quota 20 milioni contro i poco più di 11 milioni nel 2020.

Mercato trainato dai ricavi digitali

Lo rivelano i dati Deloitte per Fimi, la federazione dell’industria musicale italiana, secondo cui l’intero mercato è trainato dai ricavi digitali cresciuti dell’83% arrivando a 16,6 milioni di euro di royalty.

In salita anche le royalty su cd e vinili con + 100% rispetto al 2020. Complessivamente tra mercato fisico, digitale, diritti per sincronizzazioni e diritti connessi l’industria discografica italiana ha ricavato 19,1 milioni di euro.

Il balzo della produzione italiana

Il 2021 è stato un anno particolarmente importante per l’export di musica italiana con il successo della band italiana dei Måneskin, entrata nelle classifiche globali.

La produzione italiana è infatti contraddistinta dai forti investimenti realizzati dalle aziende nel repertorio locale, che sono confermati anche dal dominio degli artisti italiani nelle classifiche di fine anno con le top ten album e singoli interamente occupate dalle produzioni locali.

A questi ricavi si sommano anche i relativi diritti d’autore ed editoriali gestiti dalle società di gestione dei diritti e dagli editori musicali.

L’inarrestabile ascesa dello streaming

Secondo i dati 2021 Ifpi (l’associazione che raccoglie l’industria discografica mondiale) in Italia il tempo trascorso ad ascoltare la musica è aumentato: i fan ascoltano infatti una media 19,1 ore settimanali (in crescita rispetto alle 16,3 ore del 2019).

Cresce inoltre del 100% il tempo trascorso ad ascoltare la musica tramite audio streaming in abbonamento: spinto dagli investimenti delle etichette discografiche, l’interesse per lo streaming continua a prosperare dimostrando un valore sempre più centrale per i fan. Ancora, secondo l’86% dei consumatori la musica “ha fornito una dimensione di divertimento e felicità durante la pandemia” e per il 71% dei giovani le nuove release degli artisti preferiti sono stati d’aiuto durante i lockdown.

L’innovazione tecnologica, come gli short video, i live streaming e la commistione con il gaming, è inarrestabile: in Italia il 70% del tempo trascorso su app di short video (pari a 5.2 ore settimanali) è investito su contenuti dipendenti dalla musica come le sincronizzazioni labiali e le sfide di danza; più di un quarto (26%) delle persone ha dichiarato di aver guardato un live streaming a contenuto musicale – ad esempio un concerto – negli ultimi 12 mesi e il 51% dei gamers ha mostrato interesse per i concerti virtuali creati per le piattaforme di gioco online.

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