SEMPLIFICAZIONE

PA digitale troppo “complicata” per il 38% degli italiani

Alta difficoltà di utilizzo e basso numero di servizi erogati i limiti principali secondo gli utenti. Lo evidenzia una ricerca Salesforce, secondo cui 4 cittadini su 5 sarebbero disposti a condividere più dati con lo Stato in cambio di comunicazioni più efficienti. Spid utilizzato dal 70% degli intervistati

Pubblicato il 31 Mag 2022

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Il 38% degli italiani vuole una PA digitale più semplice da utilizzare per la ricerca delle informazioni. E il 75% sarebbe disposto a cedere un maggior numero di dati se le comunicazioni fossero più puntuali, coinvolgenti e rilevanti. Emerge dalla ricerca di Salesforce Italia – realizzata da all’istituto di ricerca Censuswide – secondo cui il 51% degli utenti chiede più servizi in ambito sanità, il 45% in quella dell’anagrafe e il 40% in quella delle tasse.

Smartphone e Spid al top

Lo smartphone è ormai diventato il dispositivo per eccellenza per la gestione delle attività quotidiane, e anche quando si tratta di Pubblica Amministrazione le abitudini non cambiano: oltre il 60% degli italiani dichiara infatti di utilizzare il proprio smartphone per accedere ai servizi digitali messi a disposizione dagli enti pubblici, mentre poco meno di 1 italiano su 3 accede ancora a queste piattaforme tramite desktop.

Anche lo Spid rappresenta oggi uno strumento imprescindibile per usufruire di questi servizi e gli italiani ormai lo sanno: il 70% degli intervistati ha affermato infatti di accedere ai servizi digitali della PA unicamente tramite codice SPID, mentre il 16% solo tramite Carta d’Identità Elettronica.

Accesso unico per tutti i servizi

Secondo il 36% dei cittadini la PA dovrebbe permettere di avere un unico accesso per tutti i servizi digitali. E 1 italiano su 5 vorrebbe che i processi di registrazione e autenticazione dell’identità venissero semplificati.

Quanto alla valutazione del servizio offerto, solo 1 italiano su 3 lo descrive come ottimo, mentre il 29% sottolinea il basso numero di servizi digitali offerti, mentre il 18% ha evidenziato che sono caratterizzati da un’eccessiva complessità. Una piccola seppur rilevante parte (12%) afferma addirittura di non saper come accedere ai servizi digitali della PA italiana.

La fiducia nella protezione dati

Il 73% degli italiani pensa che le proprie informazioni siano al sicuro sulle  piattaforme della PA digitale. Addirittura 4 italiani su 5 (75%) sarebbero disposti a condividere più dati con lo Stato in cambio di comunicazioni più puntuali, coinvolgenti e rilevanti per loro.

I servizi più richiesti alla PA

Il 51% degli italiani vorrebbe più servizi nell’area della sanità, il 45% in quella dell’anagrafe e il 40% in quella delle tasse.

Altre aree da tenere a mente per aggiunte, secondo gli intervistati, servizi relativi a passaporti, permessi di viaggio e di residenza (38%), servizi di motorizzazione e trasporti (34%), servizi legati all’educazione (32%), e servizi legati al sistema di previdenza sociale (31%).

Anche sul futuro i cittadini italiani hanno le idee chiare: più servizi digitali legati all’emissione di documenti e certificati (rispettivamente desiderati dal 52% e dal 48% degli intervistati), più servizi digitali per il pagamento di canoni e/o sanzioni (40%) e per l’iscrizione a servizi per l’impiego (31%).

Verso l’adozione di piattaforme native digitali

“I cittadini Italiani sono decisamente molto più digitali rispetto a poco tempo e dimostrano anche un buon apprezzamento nei confronti dei servizi messi a disposizione dalla PA Italiana – afferma Bettina Giordani, Area Vp Public Health Sector Salesforce Italia. – Tuttavia le aree di miglioramento sono significative. Le soluzioni Salesforce nascono proprio per alzare il livello delle esperienze di cittadini e consumatori nel momento in cui interagiscono con istituzioni e aziende”.

“Grazie ai fondi messi a disposizione dal Pnrr le amministrazioni potranno erogare servizi in modo nuovo, semplice, veloce, univoco, tracciabile, non dovranno digitalizzare i vecchi processi ma pensarne di nuovi adottando piattaforme nativamente digitali – dichiara Paolo Bonanni, Senior Director, Strategy & Business Development, Public Sector Salesforce Italia. – Il Crm di Salesforce permette alle Amministrazioni di interagire con cittadini e imprese direttamente dove loro si trovano favorendo una relazione trasparente, una comunicazione personalizzata, rilevante ed accessibile attraverso i diversi canali”.

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