Pedofilia su Internet Un software scova-transazioni

Secondo i dati della Polizia Postale il 53% dei crimini legati all’abuso online di minori proviene dal peer-to-peer

Pubblicato il 24 Set 2009

Pedofilia su Internet Un software scova-transazioni

Il 53% dei crimini legati all'abuso online di minori si
avvantaggia del P2P. Stando ai dati della Polizia postale, il
luogo virtuale più utilizzato da giovani e adolescenti è anche
il luogo più frequentato da pedofili di tutto il mondo.

"I luoghi rischiosi si sono ampliati – dice Domenico
Vulpiani, consigliere ministeriale presso la Direzione centrale
per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e dei
reparti speciali della Polizia di Stato -. Non solo Internet, ma
anche i telefonini e il Web 2.0 vengono utilizzati per
l'adescamento dei minori". Contro il dilagare di questa
forma di crimine la Polizia postale sta puntando
sull'utilizzo di nuove tecniche per il tracciamento dei
pagamenti di materiale pedopornografico. In questo senso è già
stata avviata una richiesta per ottenere fondi europei mirati
allo sviluppo di un software ad hoc. La Polizia conta anche sulla
collaborazione di Paypal e dell'Abi.  

Nel solo 2008 la Polizia postale ha scoperto 50 "siti
catturati" in Italia e 400 nel resto del mondo. Sempre nel
2008 sono state effettuate 559 perquisizioni. Le persone
denunciate sono state 1.167 mentre gli arresti sono stati 40.
Secondo Vulpiani, oltre al lavoro di individuazione dei
criminali, serve un’operazione di sensibilizzazione delgi
utenti: i pericoli, dice, possono nascondersi dentro ogni pc.

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