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Qualcomm, nasce la piattaforma unica per l’Internet of things

Presentata a Barcellona Alljoyn, “grammatica” open source per consentire in futuro alla miriade di device, reti e app di comunicare fra loro

Pubblicato il 25 Feb 2013

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Qualcomm guarda oltre l’Internet of things, verso quello che il presidente e ceo Paul Jacobs chiama “Internet of everithing”, diventato il claim con cui il chip maker di San Diego si è presentato al Mobile World Congress di Barcellona. Ma se miliardi di “cose” dovranno parlare tra di loro, bisognerà trovare un linguaggio comune che consenta a device più diverse, a reti, a piattaforme, alla miriade di applicazioni di parlarsi con un unico linguaggio.

Ed è proprio questa la scommessa di Jacobs che, come ha confermato oggi a Barcellona, punta molte delle sue carte future su Alljoyn, una piattaforma open source che dovrebbe appunto diventare la “grammatica” della mobility degli anni prossimi venturi.

Oggi è stata inoltre presentata la prima “4G Lte Advanced embedded data connectivity platform” che girerà sui più diversi device mobili; altra première di Barcellona la Lte carrier aggregation: una nuova tecnologia, sperimentata con Sierra Wireless e Ericsson, che consente di aumentare sensibilmente la velocità di trasmissione dei dati diminuendo la latenza delle comunicazioni.

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