L’ANALISI

Pagamenti digitali e norme Ue, una banca su due investirà sulla compliance



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Il report di EY: meno del 50% degli istituti di credito e dei fornitori di servizi ha finora valutato gli impatti delle normative. L’Italy Technology Transformation Leader Enrico Ugoletti: “Il panorama regolamentare in evoluzione avrà ripercussioni sulla futura competitività”

Pubblicato il 9 ago 2024



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Bonifico Sepa, direttiva sui servizi di pagamento Psd3, regolamento sui servizi di pagamento, framework per l’accesso ai dati finanziari ed euro digitale: sono queste le principali materie regolamentate recentemente dall’Europa che avranno un impatto sugli istituti bancari e sui prestatori di servizi di pagamento. Ad approfondire il tema ci ha pensato una ricerca condotta da EY e che ha coinvolto gli addetti ai lavori in Europa, per capire che conseguenze il comparto possa aspettarsi in termini di modelli di business e di livelli di consapevolezza e preparazione degli operatori.

Poca consapevolezza sui cambiamenti

Tra i dati più interessanti che emergono dall’indagine c’è il fatto che una parte rilevante del campione abbia difficoltà a individuare quali cambiamenti saranno necessari per arrivare a una compliance piena rispetto alle regole Ue. Più in generale il 67% degli intervistati prevede che le nuove iniziative europee favoriranno l’ingresso di nuovi player nel mercato e un aumento della concorrenza, mentre tre su quattro si aspettano un aumento dei pagamenti digitali e un miglioramento della user experience, a costo però di una modifica e un aggiornamento delle infrastrutture esistenti (63%).

Gli addetti ai lavori, ma anche in questo caso a vari livelli a seconda della posizione che occupano in azienda, dicono di conoscere bene alcuni aspetti, con un risultato che varia tra il 70 e l’80% del campione su Psd3 e Psr, ma meno pronti sull’euro digitale o su sulle norme che regolano l’accesso ai dati finanziari.

Le priorità di investimento.

“Nonostante la C-Suite sembri avere una conoscenza limitata delle nuove normative europee, quasi la metà (48%) degli intervistati stima che esse saranno una delle 10 principali voci di investimento nei prossimi anni e che potrebbero avere un impatto significativo sulla strategia – spiega EY in una nota – Molte organizzazioni stanno sottovalutando l’impatto delle iniziative europee. Meno della metà degli intervistati afferma che la propria azienda ha effettuato una valutazione d’impatto del regolamento FIDA (37%) e dell’euro digitale (41%)”.

Nuovi modelli di business

Secondo gli intervistati, inoltre, open finance (48%), euro digitale (48%) e PSR (41%) saranno destinati a rimodellare in modo significativo i modelli di business, modificando le aspettative dei clienti grazie a una maggiore personalizzazione e trasparenza da parte di banche e prestatori di servizi di pagamento. Sarà quindi necessario per gli addetti ai lavori migliorare le infrastrutture e dedicare una grande attenzione agli impatti sui ricavi e sull’aumento dei costi operativi, che secondo il 35% del campione potrebbe essere compreso tra il 5% e il 20%.

In ballo la futura competitività

“Più di un terzo degli istituti finanziari e dei payments provider intervistati nell’ambito della nostra survey ritiene che la compliance alle prossime iniziative UE potrebbe avere un impatto sui ricavi in ambito pagamenti fino al 20% – conclude Ugoletti – richiedendo forti investimenti iniziali finalizzati alla conformità normativa, al monitoraggio delle frodi e agli aggiornamenti tecnologici. Nel lungo termine, le aziende che affronteranno efficacemente questi cambiamenti otterranno un vantaggio competitivo e si troveranno in posizione ottimale per proteggere la propria attività e offrire servizi migliori ai propri clienti”.

La sfida per la C-suite

“Il panorama regolamentare in rapida evoluzione del mondo dei pagamenti ha chiare implicazioni per la futura competitività delle banche e dei prestatori di servizi di pagamento europei – spiega Enrico Ugoletti, Italy Technology Transformation Leader, Financial Services, EY – È quindi molto importante che il tema entri nell’agenda del top management. Un’insufficiente preparazione all’impatto delle nuove normative e iniziative dell’Unione Europea potrebbe avere conseguenze negative sui ricavi, accrescere la concorrenza da parte di nuovi operatori e incidere negativamente sull’esperienza del cliente”.

“Molti Top Manager stanno ancora familiarizzando con le nuove iniziative UE in tema di pagamenti, quali l’open finance e l’euro digitale – aggiunge Susan Barton, Executive Director, Financial Services, EY – Meno della metà delle organizzazioni che hanno risposto al nostro sondaggio hanno completato le relative valutazioni d’impatto. Considerati i potenziali effetti di questi cambiamenti, che probabilmente richiederanno importanti aggiornamenti dell’infrastruttura digitale in tutte le organizzazioni – conclude – è fondamentale che la C-suite comprenda le potenziali implicazioni e, cosa perfino più importante, che definisca una strategia per affrontare queste iniziative

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