IL DOSSIER

Fibercop: scatta la caccia all’Ad, Sarmi studia il riassetto



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Kkr ha incaricato Egon Zehnder per individuare il nuovo amministratore delegato a seguito dell’uscita di scena di Ferraris. Fra i papabili ci sarebbero gli ex numero uno di Tim Luigi Gubitosi e Laura Cioli di Sirti che però è candidata per una poltrona nel cda di Swisscom

Pubblicato il 18 feb 2025



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C’è ancora tempo per capire chi occuperà la poltrona più importante in Fibercop, quella lasciata vacante da Luigi Ferraris che dopo pochissimi mesi dall’insediamento si è dimesso dall’incarico di amministratore delegato. A tenere le redini dell’azienda c’è il presidente Massimo Sarmi e stando a quanto si apprende Kkr avrebbe incaricato Egon Zehnder per individuare il nuovo Ad. Come da copione scatta il totonomine ma è presto per tirare le fila. Due i papabili su cui si sono accesi i rumors, l’ex Ad di Tim Luigi Gubitosi e l’ex numero uno di Sirti Laura Cioli la quale nei giorni scorsi è però stata candidata per entrare a far parte del cda di Swisscom, la casa madre di Fastweb.

Il comitato manageriale

Intanto Massimo Sarmi è al lavoro sulla strategia: in calendario per il 25 febbraio il cda per l’approvazione del budget in vista della messa a punto del piano industriale atteso entro il mese di marzo. Ad occuparsi di definire gli step il comitato manageriale composto da Simone Bonannini che ricopre l’incarico di Chief revenue e data officer, dal Chief technology e operations Stefano Paggi e da Alberto Boffelli e André Rogowski rispettivamente Chief corporate e Chief Financial officer.

Il riassetto

Il piano di riassetto prevede anche una ridefinizione del numero dei dipendenti e dei manager: già fatto l’accordo collettivo con Federmanager (prima delle dimissioni di Ferraris) per l’uscita di 50 manager ed entro febbraio sono previste fino a 1.800 uscite volontarie per effetto dell’accordo siglato con Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil lo scorso settembre.

Le centrali in fibra

Secondo quanto rivela Radiocor, Radius Global Infrastructure (che fa capo al fondo infrastrutturale svedese Eqt Active Core Infrastructure Fund e al fondo pensione canadese Psp) avrebbe acquistato altre 150 centrali in fibra ottica Fibercop già cedute da Tim a fondi di investimento e privati per 220 milioni. Il gruppo americano, guidato in Italia da Carlo Ramella, avrebbe concluso l’operazione portando a circa 300 le centrali ex Tim in portafoglio in Italia per un totale di circa 1,3 miliardi di investimenti complessivi nel nostro Paese – la società ha in pancia torri di trasmissione e terreni sempre funzionali alle infrastrutture di Tlc.

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