Il 2026 sarà l’anno della svolta per il cloud. È quanto emerge dall’analisi di Akamai, che nelle sue previsioni individua un cambio di paradigma: non più espansione incontrollata, ma disciplina e valore. L’intelligenza artificiale resta il motore, ma con un imperativo chiaro: dimostrare ritorni concreti sugli investimenti. In parallelo, prende forma un ecosistema distribuito, dove edge computing e architetture ibride diventano strumenti per ridurre latenza, contenere costi e garantire continuità operativa. A delineare lo scenario è John Bradshaw, Field Cto Cloud Emea, che sottolinea come il 2026 sarà l’anno della fiducia digitale e delle infrastrutture più intelligenti.
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Cloud: un 2026 tra AI, fiducia digitale e architetture ibride
Secondo Akamai, nel 2026 il cloud entrerà in una fase di maturità disciplinata: Roi dell’AI, edge distribuito e modelli ibridi per affidabilità e costi, con effetti diretti su smart home e streaming

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