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Telco sempre più cloud-native: reti distribuite e automazione al servizio del superciclo dell’AI



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Secondo ABI Research, gli operatori lavorano per ottimizzare le operazioni e preparare le loro reti alla prossima fase del superciclo dell’intelligenza artificiale. Wind River, Red Hat e Rakuten Symphony sono emerse come leader indiscussi nella fornitura di soluzioni container-as-a-service (CaaS) per i carichi di lavoro 5G core e radio access network

Pubblicato il 8 gen 2026



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La trasformazione Cloud-Native nel settore delle telecomunicazioni continua a intensificarsi: gli operatori lavorano per ottimizzare le operazioni e preparare le loro reti alla prossima fase del superciclo dell’intelligenza artificiale, guidato dalla distribuzione dell’inferenza dell’AI attraverso la rete.

A dirlo è la società globale di intelligence tecnologica Abi Research, che ha pubblicato i risultati della sua ultima classifica competitiva relative alle piattaforme cloud-native dedicate alle Tlc. Il rapporto, in particolare, evidenzia diverse tendenze chiave del mercato, tra cui l’espansione della cloudificazione della rete oltre il core, i sempre più elevati requisiti di automazione e sicurezza e la crescente importanza degli ecosistemi aperti. I principali fornitori identificati nella valutazione competitiva dimostrano forti capacità in ciascuno di questi ambiti.

Chi sta guidando la rivoluzione delle piattaforme Cloud-Native

Più nello specifico, secondo la ricerca intitolata “Telco Cloud-Native Platforms: CaaS Layers for Core and Ran”, Wind River, Red Hat e Rakuten Symphony sono emerse come leader indiscussi nella fornitura di soluzioni container-as-a-service (CaaS) ottimizzate per i carichi di lavoro 5G core e Radio access network (Ran). Queste piattaforme stanno dettando il ritmo dell’innovazione e dell’implementazione, mentre il settore delle telecomunicazioni si sposta verso architetture cloud native più distribuite, automatizzate e sicure.

“Le piattaforme cloud native per le telecomunicazioni non rappresentano più una visione futura, ma vengono già implementate oggi nel core e nella Ran”, spiega Dimitris Mavrakis, Senior Research Director di Abi Research. “Gli operatori hanno bisogno di piattaforme che combinino l’automazione di Kubernetes con la sicurezza, l’osservabilità e la gestione del ciclo di vita di livello telco. Wind River, Red Hat e Rakuten Symphony esemplificano questo approccio, consentendo ai carrier di scalare in modo efficiente soddisfacendo al contempo rigorosi requisiti di prestazioni e affidabilità”.

In particolare, secondo Abi Research, Wind River si colloca al primo posto nella classifica generale, grazie alle numerose implementazioni presso operatori di primo livello e alla sua capacità di fornire prestazioni deterministiche per ambienti Ran ed edge.

Red Hat segue da vicino con la sua piattaforma OpenShift, che è diventata uno standard de facto per Kubernetes di livello telco, offrendo un’integrazione CI/CD avanzata e una governance delle politiche multi-cluster.

Rakuten Symphony si assicura la terza posizione, sfruttando l’esperienza operativa di Rakuten Mobile per fornire soluzioni basate sull’automazione che riducono significativamente i tempi di implementazione e la complessità operativa.

Che cos’è una piattaforma Cloud-Native?

Le piattaforme cloud-native sono progettate e realizzate appositamente per ospitare e far funzionare le applicazioni negli ambienti cloud, così da sfruttarne l’infrastruttura scalabile, l’archiviazione distribuita dei dati e gli strumenti di gestione automatizzati. Le app Cloud-Native sono solitamente realizzate come microservizi indipendenti che possono essere implementati, gestiti e aggiornati singolarmente. Questo approccio è più flessibile e resiliente rispetto alle tradizionali applicazioni on-premise o monolitiche, rendendolo ideale per ambienti dinamici e su larga scala.

Secondo Boomi, specialista della tecnologia, le piattaforme Cloud-Native comprendono diversi componenti fondamentali che collaborano per consentire la creazione, l’implementazione e il ridimensionamento delle applicazioni in diversi ambienti cloud. Tra i più comuni:

1. Containerizzazione: raggruppa le applicazioni in container, che sono unità leggere e isolate che vengono distribuite in ambienti cloud.

2. Architettura dei microservizi: suddivide le applicazioni in piccoli servizi indipendenti che funzionano separatamente ma collaborano tra loro. Questo approccio semplifica l’aggiornamento, il ridimensionamento e la manutenzione di ogni parte senza influire sull’intera applicazione.

3. Orchestrazione degli agenti AI: utilizza l’intelligenza artificiale per semplificare e automatizzare l’implementazione e il ridimensionamento dei container. Invece di affidarci all’input manuale, possiamo utilizzare gli LLM per aiutarci nell’orchestrazione.

4. Integrazione continua/implementazione continua (CI/CD): automatizza la creazione, il test e l’implementazione per garantire un test efficiente delle modifiche al codice prima dell’implementazione, con conseguenti aggiornamenti più fluidi.

5. Service Mesh: gestisce la comunicazione tra i microservizi per consentire interazioni sicure e affidabili. Semplifica la gestione delle applicazioni con funzionalità quali il bilanciamento del carico, l’instradamento del traffico e le impostazioni di sicurezza.

6. Strumenti di osservabilità: forniscono informazioni in tempo reale monitorando le prestazioni e lo stato di salute delle applicazioni in tutto il sistema distribuito, aiutandovi a identificare rapidamente i problemi.

I sette principali vantaggi delle piattaforme cloud native

Nel complesso, le piattaforme Cloud-Native offrono un nuovo livello di flessibilità nella gestione delle applicazioni, aiutando le aziende a ridurre i costi generali e a rispondere rapidamente alle mutevoli esigenze. I vantaggi chiave sono:

1. Scalabilità: è possibile scalare le applicazioni verso l’alto o verso il basso in base alle esigenze, poiché ogni microservizio opera in modo indipendente, senza causare tempi di inattività.

2. Flessibilità: il team può creare, distribuire e migliorare in modo efficiente le applicazioni per soddisfare le condizioni di mercato, sfruttare nuovi canali operativi e soddisfare le richieste dei clienti.

3. Convenienza: l’architettura basata su container riduce al minimo il consumo di risorse, riducendo la necessità di infrastrutture costose e abbassando i costi operativi.

4. Resilienza: l’architettura e i componenti distribuiti migliorano la tolleranza ai guasti e l’affidabilità del sistema, consentendo alle applicazioni di funzionare anche in caso di guasto di alcune parti.

5. Portabilità: le applicazioni sviluppate su piattaforme cloud native funzionano senza problemi in qualsiasi ambiente cloud con modifiche minime alla configurazione.

6. Time-to-market più rapido: le funzionalità CI/CD automatizzano i processi di creazione, test e distribuzione, accelerando i cicli di sviluppo e consentendo una rapida implementazione delle funzionalità.

7. Maggiore produttività degli sviluppatori: i processi di sviluppo semplificati consentono agli sviluppatori di concentrarsi maggiormente sulla logica di business invece che sulla gestione dell’infrastruttura sottostante.

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