LLe reti di comunicazione sono il backbone della società moderna, abilitano funzioni essenziali che spaziano dalle comunicazioni quotidiane ai servizi pubblici e privati critici. Cittadini, imprese e governi dipendono sempre più da queste infrastrutture, interconnesse con settori vitali come energia, sanità e finanza. Uno studio di Copenhagen Economics per Connect Europe lo afferma con chiarezza: sicurezza e resilienza sono condizioni indispensabili per garantire benefici agli utenti, produttività e crescita economica.
Il documento sottolinea che il contributo delle telco alla sicurezza europea non si limita alla protezione delle reti, ma riguarda la capacità di sostenere la continuità dei servizi essenziali e la stabilità del sistema economico. “La resilienza è la nostra licenza per operare”, afferma un security manager intervistato, evidenziando che ogni interruzione mina la fiducia e può generare impatti significativi. Per questo, il report invita a un cambio di passo: investimenti mirati, semplificazione normativa e sviluppo di competenze per trasformare la resilienza da obbligo tecnico a vantaggio competitivo.
Indice degli argomenti
Infrastrutture critiche e interdipendenze
Il ruolo delle telco è strategico perché le reti fisse e mobili sono la base della catena del valore dei servizi digitali. Senza connettività, non esisterebbero cloud, data center, servizi Ott, soluzioni di sicurezza e piattaforme pubbliche. La diffusione di 5G e Vhcn ha ampliato capacità e affidabilità, accelerando la digitalizzazione di settori come energia, finanza, sanità e trasporti. Questa interdipendenza rende la tenuta delle reti un tema di sicurezza nazionale.
Per i cittadini, la connettività significa accesso a servizi bancari, acquisti online e piattaforme pubbliche; per le imprese, collaborazione e supply chain data-driven. Al contempo, per i governi: comunicazioni sicure, e-government e sistemi di allerta. Il report cita episodi in cui blackout di rete hanno bloccato pagamenti digitali o chiamate di emergenza, dimostrando che la continuità operativa è un bene pubblico.
Un rischio complesso e in evoluzione
Gli operatori affrontano un panorama di rischi articolato in cinque categorie: guasti di sistema, fallimenti di terzi, fenomeni naturali, errori umani e azioni malevole. Nel 2024 gli incidenti significativi sono aumentati, spesso legati a fattori esterni come blackout energetici e eventi climatici estremi. Al tempo stesso, le ore utente perse sono diminuite, segnale di una migliore gestione delle interruzioni e di infrastrutture più robuste.
Le azioni malevole includono attacchi DDoS, ransomware e sabotaggi fisici, fino ai rischi sui cavi sottomarini e ai furti di dati cifrati nell’ottica “steal now, decrypt later” legata al futuro del quantum computing. “La sicurezza deve essere integrata in tutti i sistemi e processi fin dall’inizio”, avverte un responsabile intervistato, richiamando l’urgenza di difese proattive.
Sicurezza: prevenzione e protezione
Gli operatori adottano un approccio integrato alla sicurezza, basato su risk assessment e strutture dedicate (Ciso/Cso, Cert/Csirt). Le misure includono vulnerability scanning automatizzato, access management rigoroso, threat detection h24 e formazione continua del personale. Hardware e software sono selezionati secondo standard aggiornati, con controlli di supply chain e protezione fisica dei siti.
La sicurezza si estende agli utenti: mitigazione DDoS, anti-spoofing e soluzioni antifrode, oltre a servizi security-as-a-service per PA e settori critici. L’automazione con AI riduce tempi di risposta e errori. “Attraverso l’automazione possiamo minimizzare l’errore umano e aumentare l’efficienza nella protezione degli asset digitali”, spiega un manager di Telefónica.
Gli operatori investono anche in tecnologie emergenti come la crittografia quantistica per prepararsi a scenari futuri, confermando che la sicurezza è un driver di innovazione.
Resilienza: continuità e risposta rapida
La resilienza si fonda su quattro pilastri:
- business continuity (ridondanze, backup energetici e di dati),
- incident management strutturato,
- disaster recovery testato,
- condivisione di intelligence.
Le reti sono progettate per evitare single point of failure, con doppia o tripla connettività e percorsi alternativi. “Si può migliorare la resilienza imparando dagli incidenti”, osserva un esperto, sottolineando l’importanza di esercitazioni congiunte tra operatori, autorità e settori critici.
Costi e sfide di sostenibilità
Garantire sicurezza e resilienza comporta costi elevati, difficili da isolare perché integrati in ogni fase del ciclo di vita della rete. “Tutto ciò che facciamo ha una componente di sicurezza, quindi è impossibile separarne i costi dal resto del business”, afferma un security officer. Il report segnala che la spesa è destinata a crescere per effetto delle minacce e delle nuove normative, mentre la frammentazione del mercato europeo limita le economie di scala.
Policy: investimenti, semplificazione, competenze
Il documento indica tre priorità di policy. Primo, rafforzare la capacità di investimento del settore, anche valutando il ruolo di sicurezza e resilienza nelle analisi di concentrazione e prevedendo iniziative di risk-sharing dove l’interesse pubblico supera quello commerciale. Secondo, semplificare la regolazione: oggi gli operatori affrontano sovrapposizioni tra Nis2, Cer, Cra e norme settoriali come Dora, con reporting duplicati che sottraggono risorse alle misure sostanziali. Terzo, colmare il gap di competenze: la carenza di profili cybersecurity in Europa limita la scalabilità della protezione e aumenta i costi del lavoro. Serve una strategia Ue per skill futuri e programmi di formazione congiunti.
Nel complesso, il messaggio del report è chiaro: la sicurezza europea dipende anche dalle telco. Non sono semplici fornitori di connettività, ma infrastrutture strategiche che sostengono economia, servizi essenziali e difesa sociale. Investimenti, regole intelligenti e competenze sono la chiave per trasformare resilienza e sicurezza in un vantaggio competitivo, facendo delle reti europee un bene comune al servizio di società e mercato.













