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Banda ultralarga, l’Italia avanza (ancora) a due velocità: il digital divide pesa



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La Corte dei Conti ha analizzato lo stato dell’arte del Piano per le aree bianche. Continuano i progressi su Ftth e Fwa ma il percorso verso i target del 2026 è lungo. Sotto la soglia Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta

Pubblicato il 15 gen 2026



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Continuano i progressi del Piano banda ultralarga italiano: a fine ottobre 2025 risultavano coperti dall’Ftth (Fiber to the home) il 77% (4,8 milioni effettivi) degli immobili attesi e dall’Fwa (Fixed wireless access) il 61% (1,25 milioni) degli immobili attesi. È invece pari al 99,8% la connessione realizzata per le sedi delle Pubbliche amministrazioni e delle aree industriali (27.141 sulle 27.183 previste), con un avanzamento che, rispetto a novembre 2024, ha registrato, sul versante Ftth, la crescita del 14% per il tasso di copertura nelle abitazioni civili e del 20,8% per quello delle sedi PA/aree industriali.

Lo evidenzia la Corte dei conti nella Delibera n. 71/2025/CCC, in cui i magistrati del Collegio del controllo concomitante hanno analizzato lo stato di avanzamento del Piano Banda Ultralarga – Aree Bianche. La Corte ha valutato anche le misure adottate dal Ministero delle imprese e del made in Italy a seguito delle raccomandazioni già formulate nel 2024 dalla magistratura contabile, nonché degli aggiornamenti al cronoprogramma (con slittamento in avanti di circa un anno) presentati da Open Fiber nell’ambito della programmazione delle attività residue.

In tutto sono 8,3 milioni di unità immobiliari interessate dal Piano banda ultralarga, di cui 6,3 milioni da connettere in tecnologia Ftth e 2 milioni in Fwa.

Le nuove tempistiche del Piano Banda Ultralarga

Nonostante i sensibili progressi registrati, osserva la Corte, la nuova tempistica legata allo slittamento del cronoprogramma dovrebbe considerarsi definitiva, prevedendo l’ultimazione dell’88% dei collaudi entro il 2025 e del restante 12% nel 2026. Per sostenere questo obiettivo il Mimit ha rafforzato il sistema di governance, intensificando il monitoraggio, il coordinamento tra Infratel, concessionario e amministrazioni territoriali e la definizione dei target.

Segnali tangibili di tali azioni sono rinvenibili, oltre che nella riduzione del numero dei comuni definiti critici (dai 136 di agosto 2025 ai 116 di ottobre dello stesso anno), nella revisione dei piani economico-finanziari di fine 2024, che ha riequilibrato la sostenibilità dell’intervento mediante l’aumento del contributo pubblico (+660 milioni di euro), nella proroga delle concessioni e nell’introduzione di meccanismi di subentro, con un incremento medio del valore contrattuale pari a circa un quarto dell’aggiudicazione originaria.

Le criticità: solo otto regioni sopra il 90% di copertura

Il percorso verso il conseguimento dei target previsti per il 2026 risulta però ancora lungo, prosegue la Corte, soprattutto in alcune realtà regionali. Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta si collocano, infatti, sotto la soglia di realizzazione del 70% per gli obiettivi legati alle abitazioni civili (Liguria ed Emilia-Romagna, anche per quelli riferiti alle sedi PA).

In otto regioni, invece, il tasso raggiunto è tra il 70 e il 90% e solo nelle otto residue risulta superata la soglia del 90%.

Nel complesso, va comunque considerato che un’importante quota aggiuntiva di unità immobiliari (oltre 441.000, pari al 7% del target) risulta già in fase di collaudo e un ulteriore milione (circa il 16%) in fase di lavorazione, con 5.144 Comuni italiani effettivamente raggiunti dall’infrastruttura di rete Ftth e 4.671 coperti in Fwa.

La raccomandazione al Mimit: rafforzare i controlli

Su un altro versante, il ricorso alle penali per governare i ritardi registrati sul fronte attuativo (nelle fasi progettuali e autorizzative) ha mostrato un’efficacia ridotta. Solo il 2% di esse è stato incassato e più della metà risulta oggetto di contenzioso.

La Corte ha quindi raccomandato al Ministero delle imprese, anche tramite il concedente Infratel Italia, di rafforzare ulteriormente controlli e interventi correttivi per assicurare il rispetto del nuovo cronoprogramma.

Perché l’Ftth è strategico

La connettività in fibra ottica fiber to the home (Ftth) permette alle imprese di utilizzare strumenti digitali che aumentano la loro produttività, competitività e capacità di innovare. Automazione dei processi e industria 4.0, analisi dei dati in tempo reale e Internet of things, cloud computing e intelligenza artificiale: tutte queste applicazioni sono possibili ed efficienti solo con la banda ultralarga garantita dalla fibra al cento per cento. In Italia, però, le imprese, spesso di dimensioni medio-piccole, sono sparse sul territorio e non sempre raggiunte da reti di ultima generazione (le cosiddette Ngn).

L’Indagine sulla connettività Ftth delle Pmi italiane svolta da Agcom con l’Osservatorio Pmi della School of management del Politecnico di Milano rivela un livello di connettività potenziale pari al 49%, una percentuale inferiore rispetto al 59,6% delle abitazioni italiane servite dalla stessa tecnologia (dati Desi 2023). Questa differenza del 10% indica che molte imprese si trovano in aree dove la copertura di rete è limitata, ostacolando la loro capacità di implementare soluzioni digitali avanzate.

È un gap che il governo italiano sta cercando di affrontare con il Piano Italia a 1 Giga e il Piano banda ultralarga per le “aree bianche”, che mira a portare la connettività Ftth e Fwa nelle zone a fallimento di mercato, tramite la realizzazione di un’infrastruttura di rete da parte di Open Fiber, gestita da Infratel sotto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

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