Si riapre la partita per l’acquisto della telco francese Sfr: i tre operatori concorrenti Bouygues, Orange e Free (Iliad) hanno fatto sapere a Patrick Drahi, il miliardario proprietario del gruppo Altice che controlla Sfr, di essere pronti ad aumentare la loro offerta di acquisto a circa 20 miliardi di euro. In cambio, Drahi li ha autorizzati a esaminare a fondo i conti di Sfr per approfondire le loro trattative.
È un forte segno che la vendita di Sfr sta finalmente procedendo dopo il no ricevuto da Drahi alla precedente offerta di 17 miliardi per l’80% degli asset dell’operatore. Il consorzio ha confermato che “sono in corso trattative con il gruppo Altice in merito alla potenziale acquisizione di una parte significativa delle attività di telecomunicazioni di Altice in Francia” e che “la due diligence è in corso dall’inizio di gennaio 2026″, anche se i termini legali e finanziari dell’operazione non sono ancora stati concordati.
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Sfr di nuovo nel risiko dell’M&A
A metà ottobre la società di telecomunicazioni del miliardario Patrick Drahi ha respinto le proposte dei concorrenti che volevano fare uno spezzatino di Sfr, nonostante il gruppo sia gravato da un forte debito. L’offerta assegnava un valore d’impresa totale di 17 miliardi di euro agli asset di Altice in Francia, con un valore implicito di oltre 21 miliardi di euro per l’intera società. Ma per Drahi le attività francesi vango almeno 30 miliardi e, secondo alcuni analisti, ci sarebbe stato lo spazio per negoziare un’offerta più alta.
Anche nella nuova proposta, Orange, Bouygues e Iliad manterrebbero la stessa suddivisione delle attività di Sfr. Lo sforzo finanziario di ciascuna telco sarebbe di 3 miliardi di euro e il resto verrebbe dalle banche, ma si tratta, al momento, solo di ipotesi riportate dai media francesi.
Intanto, le manovre sul mercato M&A sono gradite agli investitori: Orange guadagna il 3,5%, Bouygues il 3% e Altice il 2,22 per cento (fonte: Ansa).
Le tappe dell’operazione
Le fonti francesi ritengono che i tre concorrenti mirino a formulare un’offerta di acquisizione vincolante di Sfr entro due mesi, il tempo per Bouygues, Orange e Iliad di completare gli audit contabili, legali e fiscali. L’operazione verrebbe dunque notificata all’Autorità della concorrenza al più tardi “fine marzo”.
Il presidente dell’anti-trust, Benoit Coeuré, stima che lo studio dell’acquisizione di Sfr richiederà almeno un anno. L’obiettivo delle tre telco francesi è quindi quello di firmare per l’acquisizione di Sfr prima delle elezioni presidenziali dell’aprile 2027.
Gli asset chiave che fanno gola ai concorrenti
Da parte sua, Drahi si sta muovendo per vendere anche le filiali di Sfr che non interessano i suoi concorrenti. Secondo quanto riferiscono i media francesi, ha appena messo sul mercato ufficialmente XP Fibre, società che distribuisce la fibra in 6.700 comuni. Il miliardario spera di prelevare 2 miliardi di euro in contanti per la sua quota del 50%. I fondi di investimento Ardian, Krr, Gip e Cdpq (Caisse des Dépôts et Placements du Québec) sarebbero interessati ad acquistare.
Drahi potrebbe cedere anche Netco, la rete globale in fibra dell’operatore, e Sfr Business, la sua filiale dedicata alle imprese. Queste due attività interessano, però, i suoi concorrenti; in particolare, Sfr Business è un asset che fa gola a Iliad e Bouygues e che le due telco vorrebbero condividere. La messa in vendita di queste due attività potrebbe permettere a Drahi di fare pressione sui due operatori per ottenere un’offerta il più alta possibile.
Come si riconfigura il mercato francese delle Tlc
Secondo i termini dell’offerta presentata a ottobre 2025 e respinta da Altice, i tre operatori concorrenti di Sfr intendono dividersi il prezzo e il valore nella misura del 43% per Bouygues Telecom, del 30% per il gruppo Iliad e del 27% per Orange.
L’offerta riguardava la maggior parte delle attività di Sfr, ma esclude le partecipazioni in Intelcia, UltraEdge e XP Fibre (che infatti ora Drahi sta vendendo separatamente) e Altice Technical Services, nonché le attività del gruppo Altice nei dipartimenti e nelle regioni francesi d’oltremare.
La proposta di allora prevedeva che il settore B2B fosse rilevato principalmente da Bouygues Telecom e da Free; il settore B2C ripartito tra Bouygues Telecom, Free e Orange; le altre attività e risorse (in particolare infrastrutture e frequenze) ripartite tra Bouygues Telecom, il gruppo Free-iliad e Orange, ad eccezione della rete mobile di Sfr nelle zone meno densamente popolate, che doveva essere rilevata da Bouygues.
Consolidamento a tre operatori?
Le tre telco hanno affermato che l’operazione consentirebbe di intensificare gli investimenti nella resilienza delle reti superveloci, nella sicurezza informatica e nelle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, di consolidare il controllo sulle infrastrutture strategiche in Francia e di mantenere un ecosistema competitivo a vantaggio dei consumatori. Ovviamente il governo intende vigilare sui prezzi per i consumatori e la qualità del servizio.
Se andasse a buon fine, questa acquisizione porterebbe a una totale riconfigurazione del mercato francese delle telecomunicazioni, ponendolo nelle mani di tre operatori, una situazione di consolidamento che non si è più presentata dal 2012.
Già da inizio 2025 circolavano voci di acquisizione nel settore, mentre Altice France, fortemente indebitata, ha ridotto il proprio rosso da oltre 24 miliardi a 15,5 miliardi di euro al 1 ottobre. Il direttore generale di Bouygues si è detto a ottobre “ragionevolmente” fiducioso riguardo al proseguimento del processo, ma ha anche sottolineato che “le tappe da superare sono numerose”.












