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Appello di DigitalEurope all’Ue: “Servono investimenti urgenti su reti e filiere tech”



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L’associazione spinge per un mandato più forte, chiedendo risorse, coesione e governance per ridurre le dipendenze esterne e rafforzare la resilienza economica. Il tema coinvolge direttamente le telecomunicazioni, chiamate a sostenere reti e servizi critici in un contesto geopolitico sempre più instabile

Pubblicato il 26 gen 2026



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La sovranità digitale torna al centro dell’agenda europea. Con un appello pubblico, DigitalEurope invita le istituzioni a rafforzare il proprio mandato politico e a mobilitare investimenti urgenti per garantire preparedness, unità e capacità di risposta in un contesto internazionale segnato da tensioni e competizione strategica. Il messaggio punta dritto a uno dei nodi centrali della transizione tecnologica: la necessità di controllare infrastrutture, dati e catene del valore, evitando dipendenze strutturali che frenano innovazione e sicurezza.

Le richieste arrivano in un momento in cui le filiere digitali europee, dalle piattaforme cloud ai semiconduttori, mostrano fragilità evidenti. Gli operatori delle telecomunicazioni vivono una pressione analoga, perché gestiscono gli asset che sostengono servizi essenziali, con implicazioni dirette sulla tenuta economica e sulla sicurezza dell’intero mercato unico.

Le priorità indicate da DIGITALEUROPE

Il documento dell’associazione sottolinea l’urgenza di una risposta comune. DigitalEurope accoglie con favore i recenti segnali di distensione nel rapporto transatlantico, ma ricorda che il quadro internazionale resta fragile. Da qui l’invito a rafforzare il ruolo dell’Unione come attore geopolitico, così da proteggere gli interessi europei e consolidare il sistema industriale.

Nel passaggio chiave dell’appello, la direttrice generale Cecilia Bonefeld‑Dahl afferma: “Un mandato rafforzato dovrebbe essere affidato all’Ue. L’Europa, unita, deve rimanere compatta nella risposta alle pressioni esterne per salvaguardare i propri interessi e la propria credibilità.” Un messaggio diretto agli Stati membri, invitati a superare approcci frammentati per sostenere politiche industriali coerenti, soprattutto nei settori tecnologici più sensibili.

L’associazione ricorda inoltre che le catene del valore digitali tra Europa e Stati Uniti sono profondamente integrate, e che la loro stabilità rappresenta una condizione essenziale per innovazione e competitività. Tuttavia, questa interdipendenza richiede un’impostazione chiara sulla protezione della sovranità digitale, affinché la cooperazione non si traduca in vulnerabilità.

Tecnologie critiche e autonomie strategiche

Il richiamo alle tecnologie critiche è centrale. Semiconduttori, cloud, cybersecurity e connettività costituiscono la base materiale della trasformazione digitale, ma oggi dipendono da un ecosistema globale spesso sbilanciato. La capacità europea di investire in questi ambiti non riguarda solo la crescita industriale: rappresenta una condizione di sicurezza, perché riguarda l’accesso a componenti, piattaforme e servizi indispensabili per l’economia.

DigitalEurope chiede quindi un’azione immediata su due fronti. Da un lato, la semplificazione del quadro regolatorio, così da evitare che l’eccesso di norme ostacoli investimenti e innovazione. Dall’altro, la mobilitazione di risorse per sostenere la competitività delle imprese europee nel confronto con i grandi attori globali.

Le telecomunicazioni si trovano esattamente nel mezzo di questa dinamica. Reti resilienti, interoperabilità, gestione dei dati e sicurezza rappresentano elementi chiave per garantire l’autonomia del mercato unico. La dipendenza da infrastrutture e tecnologie extra‑Ue, soprattutto in ambiti come cloud hyperscale, piattaforme di intelligence operativa e soluzioni di cyber‑resilienza, amplifica il rischio strategico.

Il ruolo delle telco nella costruzione della sovranità

La prospettiva delle telco merita un’attenzione specifica. Le reti sono l’infrastruttura abilitante di quasi tutte le tecnologie critiche considerate nel dibattito sulla sovranità digitale. Senza una modernizzazione continua del backbone europeo – fibra, 5G, edge e piattaforme cloud-native – qualsiasi ambizione di indipendenza rischia di rimanere sulla carta.

Gli operatori devono gestire un sistema altamente complesso, dove traffico, sicurezza e qualità del servizio richiedono investimenti significativi. La capacità di assorbire avanzamenti come l’automazione del core, l’orchestrazione intelligente, il monitoring basato su AI e la resilienza di rete determina direttamente l’autonomia tecnologica dell’Europa.

Inoltre, l’integrazione delle catene del valore digitali rende le telco un attore centrale nella protezione dei dati sensibili, nell’adozione di standard europei e nella creazione di ecosistemi interoperabili. Per questi motivi, le richieste dell’industria digitale coincidono con le priorità di un settore che deve evolvere per sostenere servizi critici, economie di scala e una maggiore indipendenza tecnologica.

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