Sielte e Polo Pubblico della Formazione Professionale, nell’ambito del protocollo di intesa siglato tra Asstel e Città Metropolitana di Roma Capitale, hanno dato vita a un’iniziativa strategica per la formazione professionale nella filiera delle telecomunicazioni. Il progetto, presentato oggi a Palazzo Valentini, prevede la nascita di una Academy con i corsi formativi che si svolgeranno presso gli spazi del centro di formazione professionale “Luigi Petroselli”. Dell’importanza dell’iniziativa ne parliamo con Salvatore Turrisi, presidente di Sielte.
Turrisi, qual è l’obiettivo più concreto della nuova Academy con il Polo Pubblico della Formazione Professionale, costituito da Roma Capitale e la Città Metropolitana di Roma Capitale: ridurre il mismatch di competenze nella filiera TLC, creare occupazione stabile o contrastare dispersione scolastica e abbandono? E come misurerete l’impatto già nel primo anno?
L’obiettivo dell’Academy è tenere insieme tutte queste dimensioni, senza contrapporle. Il punto di partenza è certamente la riduzione del mismatch di competenze nella filiera delle telecomunicazioni, che oggi soffre di una carenza strutturale di profili tecnici specializzati su rame, fibra ottica e infrastrutture di rete. Il percorso, nato nella cornice di un accordo promosso dalle associate Asstel e Città Metropolitana di Roma Capitale, vuole sanare una criticità che riguarda l’intero sistema Paese e che incide direttamente sulla capacità di realizzare le reti e accompagnare la transizione digitale. Allo stesso tempo, il progetto nasce all’interno del sistema pubblico di istruzione e formazione professionale e del sistema duale, e quindi ha una chiara funzione sociale: offrire ai giovani in obbligo formativo – tra i 14 e 17 anni – un percorso concreto, professionalizzante e orientato al lavoro, contribuendo a contrastare la dispersione scolastica e l’abbandono. L’impatto nel primo anno sarà valutato su elementi molto concreti: la partecipazione e la continuità degli studenti nel percorso, l’effettiva acquisizione delle competenze previste dai profili formativi, la qualità delle attività di laboratorio e di alternanza e le prime ricadute occupazionali che emergeranno al termine del ciclo formativo.
Per i profili che lavoreranno materialmente nei cantieri, quali saranno i moduli chiave del percorso e quanta formazione pratica “sul campo” è prevista rispetto all’aula?
Il percorso, che partirà ad ottobre 2026 presso gli spazi del centro di formazione professionale “Luigi Petroselli” a Roma, è stato progettato partendo da una formazione tecnica e più vicina alla realtà grazie ai laboratori 3D. Nel triennio sono previste circa 1.000 ore annue, con una componente tecnica che cresce progressivamente già dal primo anno. I contenuti riguardano la sicurezza e la preparazione del cantiere, la posa e la giunzione della fibra ottica, il cablaggio strutturato, le attività di collaudo e certificazione delle reti, l’utilizzo degli strumenti di misura, la diagnostica dei guasti e i lavori in quota nel rispetto delle normative di sicurezza. A partire dal secondo anno entrano in modo strutturale lo stage e l’alternanza, fino ad arrivare nel terzo anno a un numero significativo di ore di esperienza pratica. Nel quarto anno, in sistema duale, la formazione si divide in modo equilibrato tra aula e azienda, con attività svolte anche su impianti reali e con l’affiancamento diretto dei tecnici Sielte, per garantire un apprendimento pienamente aderente alla realtà operativa.
L’accordo parla di percorsi in sistema duale, alternanza e apprendistato di I livello: quali strumenti userete per trasformare la formazione in inserimenti lavorativi? Potete indicare un tasso obiettivo di placement o un numero di assunzioni attese?
Gli strumenti sono quelli propri del sistema duale e sono già integrati nella struttura del percorso. Alternanza, stage e apprendistato non sono elementi accessori, ma parte integrante del progetto formativo. Sielte partecipa come partner tecnico, contribuendo alla docenza specialistica in modo da rendere il passaggio dalla formazione al lavoro un processo naturale e continuo. I documenti non fissano un tasso numerico di placement predefinito, perché il progetto è impostato come una sperimentazione nel primo ciclo triennale. Tuttavia, l’esperienza maturata da Sielte negli ultimi anni dimostra che questo modello funziona: le Academy aziendali hanno già portato all’inserimento di oltre mille giovani professionisti e, più recentemente, all’assunzione di apprendisti e tecnici specializzati. L’obiettivo è trasferire questo approccio all’interno del sistema pubblico, adattandolo al contesto territoriale e istituzionale di Roma.
È previsto un comitato di indirizzo che monitori qualità ed efficacia e quali indicatori utilizzerete per evitare che il progetto resti sulla carta? Sì, l’accordo esecutivo prevede una governance chiara e un monitoraggio continuo. È previsto un comitato di indirizzo con il coinvolgimento della Città Metropolitana di Roma Capitale, di Roma Capitale e di Sielte, con responsabilità definite e momenti di verifica strutturati. L’attenzione sarà posta sull’andamento dei percorsi formativi, sulla qualità delle attività laboratoriali e di alternanza, sul rispetto degli standard di sicurezza, sull’acquisizione delle competenze previste e sulle ricadute occupazionali. Durante il periodo sperimentale triennale saranno valutati gli esiti formativi e l’efficacia complessiva del modello, e solo sulla base di questi risultati si deciderà se estendere o replicare l’esperienza in altri contesti del territorio metropolitano.












