l’intervento

Data center e sistemi energetici: ecco l’asse della transizione digitale ed elettrica



Indirizzo copiato

L’espansione delle infrastrutture digitali sta incidendo su consumi, reti e scelte di localizzazione. La capacità di coordinare sviluppo industriale, pianificazione e investimenti infrastrutturali diventa un fattore chiave per la competitività nazionale ed europea

Pubblicato il 29 gen 2026

Leonardo Rosetto

Principal at Arthur D. Little



data center e sistemi energetici, strategia italiana data center, servizi per data center, data center Italia

La corsa ai data center sta vivendo una fase di accelerazione globale, spinta da investimenti infrastrutturali senza precedenti e da una crescente concentrazione del calcolo in grandi campus ad alta intensità energetica.
La nuova geografia del digitale sta ridisegnando mappe industriali, filiere di fornitura e priorità infrastrutturali, riportando la dimensione energetica al centro del dibattito.

Consumi elettrici e data center come industria energivora

Nel 2024 il settore ha superato a livello globale i 400 TWh di consumo elettrico e si avvia verso quota 1.000 TWh entro il 2030. Le Big Tech stanno programmando investimenti nell’ordine delle centinaia di miliardi l’anno, 400 previsti nel 2026 escluse le infrastrutture elettriche, e progettando campus talvolta superiori al gigawatt.
I data center diventano così una nuova forma di industria energivora, stabile, h24 e ad alta intensità di potenza, un carico che nessun sistema elettrico può considerare marginale.

Energia e digitale: una convergenza guidata dalle utility

La trasformazione digitale non procede senza infrastruttura energetica: per sostenere la crescita dei nuovi carichi serve un sistema in grado di garantire continuità, pianificazione di rete e forme ibride di approvvigionamento, integrando elettricità e calore.

In questa fase non sono le tech company ma le utility a diventare protagoniste della convergenza digitale-energia.

Europa, limiti dei grandi hub e nuove destinazioni

L’Europa sta entrando in una fase di riposizionamento geografico, e sebbene i tradizionali hub FLAP-D — Frankfurt, London, Amsterdam, Paris, Dublin — restano centri primari per connettività e mercato, si confrontano con limiti crescenti in termini di disponibilità di suolo, pressioni regolatorie, vincoli urbanistici e congestioni delle reti.

La combinazione di saturazione fisica e vincoli autorizzativi sta rallentando l’espansione, spingendo gli operatori verso nuove aree. Italia e Spagna emergono così come mercati sempre più attrattivi.

Italia: boom delle richieste di connessione

L’interesse verso il nostro Paese in particolare è evidente. Nel Paese si osserva una crescita repentina delle richieste di connessione, passate da 30 a circa 80 GW, con una concentrazione significativa nel Nord-Ovest e un polo milanese che da solo sfiora i 12 GW.

Backlog fantasma e fabbisogno reale

Tuttavia, la dimensione della pipeline è profondamente diversa dalla dimensione del fabbisogno reale. Solo 700 MW sono contrattualizzati e 7,5 GW approvati.
È il fenomeno del backlog fantasma: una domanda potenziale molto più ampia della domanda realizzabile. Governare questa differenza è una delle principali sfide per il sistema elettrico italiano.

Scenari di consumo e impatti sulla pianificazione energetica

Sul fronte dei consumi effettivi, il Paese parte da valori contenuti — circa 570 MW IT installati e 3,5 TWh/anno — ma la curva è destinata a crescere rapidamente.
Al 2035 i data center potrebbero rappresentare fino al 13% della domanda elettrica nazionale, imponendo un ripensamento profondo della pianificazione energetica e infrastrutturale.

Approvvigionamento energetico e tecnologie programmabili

Il tema centrale diventa l’approvvigionamento. Le rinnovabili possono coprire una quota importante, ma non sufficiente, spesso limitata a circa un terzo del fabbisogno.

Il resto richiede una combinazione di tecnologie capaci di fornire potenza continua, tra accumuli, cicli combinati, cattura della CO₂ e, nel medio termine, opzioni nucleari modulari.

Nuovi modelli di generazione e ruolo delle tecnologie complementari

Negli Stati Uniti, diversi hyperscaler stanno adottando configurazioni di generazione dedicata on-site. È un paradigma che si affaccia anche in Europa, dove il sistema elettrico è chiamato a conciliare transizione, sviluppo digitale e competitività industriale.
Le tecnologie programmabili emergono non come alternativa alle rinnovabili, ma come componente complementare indispensabile.

Il Decreto Energia e il riconoscimento dei data center come asset strategici

In questo contesto, il Decreto Energia rappresenta un segnale politico-industriale rilevante, introducendo il Procedimento Unico per data center e infrastrutture correlate.
La misura riconosce formalmente queste strutture come asset strategici per la modernizzazione tecnologica e la competitività del Paese.

Recupero di calore e valore territoriale

Parallelamente, emergono modelli che dimostrano come i data center possano generare valore oltre la dimensione elettrica.
A Milano, il progetto Avalon 3 recupererà circa 15 GWh/anno di calore, mentre a Brescia un data center alimenterà 1.350 abitazioni, evitando 3.500 tonnellate di CO₂ annue.

Edge data center e resilienza dell’infrastruttura digitale

Accanto ai grandi campus cresce la componente degli edge data center. L’Europa punta a 10.000 nodi entro il 2030, con fino a 1.000 siti in Italia. Queste strutture rafforzano la resilienza dei sistemi e risultano complementari agli hyperscale.

Le utility come partner industriali del digitale

Per le utility italiane questa trasformazione non è un fenomeno da osservare, ma un nuovo terreno competitivo. In questo scenario le utility assumono un ruolo strategico, diventando partner nell’abilitare i nuovi cicli industriali del digitale.

Il nuovo baricentro competitivo europeo

La domanda digitale non rallenterà e la sua scalabilità dipenderà dalla capacità del sistema energetico di sostenerla.

Se i data center rappresentano la nuova infrastruttura fisica del digitale, le utility ne costituiscono l’infrastruttura abilitante. È questo il passaggio che definisce il nuovo ciclo digitale europeo.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x