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Sport in streaming, il ruolo di Dazn nella digitalizzazione di reti e consumi



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Gli eventi in diretta sulle piattaforme online e il cambiamento delle abitudini di fruizione del pubblico hanno innalzato le esigenze di qualità, continuità e capacità delle infrastrutture tlc, contribuendo alla diffusione delle reti a banda ultralarga. Il Ceo per l’Italia Stefano Azzi: “Sin dal nostro ingresso abbiamo investito nell’innovazione del Paese”

Pubblicato il 30 gen 2026



sport in streaming e reti di telecomunicazioni

In meno di dieci anni, dal 2018 a oggi, il mercato audiovisivo italiano ha attraversato una trasformazione profonda, che ha rivoluzionato infrastrutture, modelli di distribuzione e abitudini di consumo. Il passaggio progressivo della trasmissione degli eventi sportivi verso l’online, con la diretta streaming, avviato con l’ingresso di Dazn, ha rappresentato uno stress test senza precedenti per le reti di telecomunicazioni nazionali, chiamate a gestire picchi di traffico simultanei e ad altissima intensità.

Superata una prima fase di assestamento, la diffusione degli eventi live via Internet può oggi essere considerata un fenomeno maturo. La crescita della copertura in fibra ottica e delle connessioni mobili di nuova generazione ha reso possibile una fruizione stabile e di qualità, aprendo la strada anche ad altre piattaforme che hanno scelto di affiancare ai contenuti on demand la trasmissione in diretta di appuntamenti sportivi, come nel caso di Amazon Prime Video con la Uefa Champions Leage, o Netflix con il Six Kings Slam di tennis, o la neoarrivata in Italia Hbo Max con gli Australian Open, sempre per rimanere al tennis.

Più copertura e utenti coinvolti

Il raggiungimento di questo equilibrio è stato possibile soltanto attraverso un rafforzamento significativo delle infrastrutture di rete, necessario per sostenere un servizio che concentra milioni di utenti nello stesso istante. Non si è trattato esclusivamente di un’evoluzione tecnologica, ma di una sfida di sistema, anche culturale: coinvolgere una platea ampia e trasversale come quella degli appassionati di calcio ha consentito di accelerare l’adozione delle connessioni ultrabroadband, contribuendo a ridurre il divario dell’Italia rispetto ai livelli di take-up medi europei.

Dal broadcast allo streaming

L’affermazione delle piattaforme digitali per la distribuzione dei contenuti, prima on demand e poi in diretta streaming, ha ampliato uno spazio che per decenni era rimasto appannaggio della televisione lineare. Questa transizione ha prodotto un’evoluzione progressiva dell’esperienza dello spettatore, sempre più orientata a modalità di visione personalizzate, interattive e multi-dispositivo.

Con oltre 22 milioni di smart TV presenti nelle abitazioni italiane, il mercato si avvicina oggi a una fase di maturità. La possibilità di comporre il proprio palinsesto scegliendo tra un numero crescente di applicazioni ha trasformato il concetto stesso di zapping, rendendolo una pratica digitale basata sulle app.

Il ruolo delle piattaforme di streaming

Il risultato raggiunto è il frutto di un contributo condiviso tra più attori. Gli utenti hanno progressivamente abbracciato il cambiamento, beneficiando di connessioni domestiche più performanti e di reti mobili di quinta generazione. Gli operatori hanno sostenuto investimenti rilevanti per estendere copertura e capacità sull’intero territorio nazionale. Parallelamente Dazn, nel caso specifico, ha lavorato sul potenziamento delle proprie infrastrutture tecnologiche, incrementando la presenza di server e la loro integrazione con gli operatori e gli internet exchange, che ha reso l’infrastruttura di distribuzione in Italia tra le più evolute in assoluto. 

“Dal punto di vista tecnologico, l’Italia presenta peculiarità specifiche – piega Stefano Azzi, Ceo di Dazn Italia (nella foto) – Per questo, sin dal nostro ingresso abbiamo investito nella digitalizzazione del Paese con un focus continuo sull’infrastruttura di rete, adottando un approccio su misura che tiene conto anche delle dinamiche territoriali e dei cambiamenti nella geografia del tifo”.

Un’architettura distribuita e dedicata per la Serie A

Negli ultimi anni l’obiettivo è stato quello di costruire una rete di distribuzione capillare in grado di gestire in modo efficiente i volumi di traffico generati dalla Serie A lungo la dorsale nazionale. “La collocazione dei server viene monitorata costantemente – spiega Vincenzo Roggio, VP Distribution Engineering di DAZN – e ottimizzata in collaborazione con i fornitori di connettività, attraverso investimenti mirati che evitano di sovraccaricare il backbone italiano”.

La strategia si basa sull’implementazione di un’architettura edge, con server distribuiti in modo strategico sul territorio nazionale. Avvicinare la sorgente dei contenuti agli utenti finali consente di ridurre la latenza, migliorare la qualità video e diminuire il rischio di congestione delle dorsali di rete. Secondo la piattaforma, oggi circa l’80% del traffico generato dalla Serie A su DAZN viene gestito attraverso un’infrastruttura dedicata.

Ottimizzazione e gestione intelligente del traffico

L’adozione di sistemi avanzati permette oggi a Dazn di allocare ogni utente verso il server più performante, sulla base di dati elaborati in tempo reale e dello storico dei flussi. Il processo tiene conto non solo dei parametri tecnici, ma anche della stagionalità degli eventi e delle variazioni geografiche della domanda.

“Questo lavoro continuo di ottimizzazione – conclude Roggio – ha contribuito a incentivare l’adozione di tecnologie DNS avanzate da parte degli operatori italiani, con benefici che si estendono oltre la sola distribuzione video”.

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