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Reti mobili, l’Europa rallenta nella corsa globale al 5G avanzato



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L’analisi di Ing Think mostra un Vecchio Continente in affanno rispetto ai competitor globali, mentre l’evoluzione verso la tecnologia standalone procede a velocità diverse. Le scelte di investimento degli operatori, unite ai vincoli regolatori e alla difficoltà di tradurre la tecnologia in nuovi servizi scalabili, rischiano di frenare la produttività digitale

Pubblicato il 3 feb 2026



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Le reti mobili europee entrano nel 2026 in una fase decisiva. Il rallentamento della spinta sugli investimenti, sommato alla crescente complessità dell’evoluzione tecnologica, espone il Continente al rischio di perdere ulteriore terreno nella competizione globale sul 5G. Un quadro che emerge chiaramente dalle ultime analisi di settore, una delle quali pubblicata da Ing, secondo cui Asia, Stati Uniti e Medio Oriente mostrano una capacità di avanzamento più rapida, soprattutto nell’adozione del 5G standalone, architettura chiave per lo sviluppo di nuovi servizi digitali ad alta efficienza.

Il dato più critico riguarda la velocità delle connessioni mobili. I report internazionali mostrano come diversi Paesi non europei abbiano già raggiunto dorsali di rete in grado di sostenere applicazioni industriali avanzate, mentre in Europa la qualità resta spesso disomogenea. La conseguenza, per aziende e pubbliche amministrazioni, è la difficoltà di attivare servizi digitali che richiedono prestazioni di rete elevate e costanti.

Copertura ampia, ma non sempre prestazionale

Negli ultimi anni la copertura 5G ha compiuto progressi significativi. Molti cittadini europei accedono con regolarità alle reti di nuova generazione, e in diversi Paesi la disponibilità supera quella delle tecnologie precedenti. In Svizzera e Danimarca la connettività 5G è ormai una condizione diffusa, favorita da una combinazione di politiche regolatorie e iniziative industriali. In Danimarca, ad esempio, l’obbligo di copertura rurale e un accordo di network sharing tra operatori ha accelerato la distribuzione della rete in modo efficiente.

Tuttavia, la percezione di buona copertura non coincide con livelli di performance elevati. Alcuni mercati come Hong Kong e Corea del Sud, dove la disponibilità delle reti 5G risulta già molto ampia, hanno iniziato a sfruttare il vantaggio competitivo per sviluppare servizi evoluti basati su elevata capacità trasmissiva e bassissima latenza. Qui le reti mobili non sono soltanto diffuse: sono in grado di supportare servizi avanzati per industria, mobilità e intrattenimento.

ùL’assenza di dati completi sulla Cina non impedisce di cogliere la tendenza. Pechino ha attivato reti standalone su larga scala, segnando un passo avanti significativo nel modello operativo e consolidando la sua posizione come punto di riferimento tecnico.


Il nodo del 5G standalone e dei servizi cloud-native

Il 2026 rappresenta un anno decisivo per il passaggio al 5G standalone, che consente di abilitare pienamente le funzionalità previste dagli standard più recenti. Gli analisti internazionali rilevano come Paesi quali Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Singapore e Stati Uniti stiano già sfruttando appieno i vantaggi del nuovo framework. Si tratta di reti cloud-native progettate per offrire slicing avanzato, latenza ridotta e maggiore affidabilità.

In questo contesto l’Europa appare più lenta. Gli operatori stanno comunque ampliando i progetti infrastrutturali e i dispositivi compatibili crescono rapidamente. Gli smartphone con iOS 17 e Android 12, infatti, supportano già la selezione dinamica delle slice di rete, rendendo più semplice per gli operatori sviluppare servizi personalizzati per settori specifici.

Secondo diversi osservatori, proprio lo sviluppo del 5G standalone potrebbe rappresentare l’occasione per recuperare competitività. Tuttavia, la capacità di tradurre l’innovazione in casi d’uso concreti resta un tema aperto, soprattutto in un contesto di redditività limitata per molti operatori europei.

I tre pilastri dei nuovi servizi digitali

Lo standard definito dal 3Gpp individua tre aree applicative principali. L’evoluzione delle reti mobili passa da qui, ed è proprio su queste tre direttrici che si gioca il vantaggio competitivo dei prossimi anni.

  • La prima è l’Enhanced Mobile Broadband, che potenzia la capacità di traffico e abilita applicazioni come il Fixed Wireless Access. Questa tecnologia offre una soluzione complementare alla fibra, utile per garantire banda larga dove il cablaggio risulta lento o complesso. In parallelo, il settore media sta avviando sperimentazioni che coinvolgono video ad altissima risoluzione, applicazioni immersive e servizi per la gestione di grandi affollamenti, come stadi o metropolitane.
  • La seconda area riguarda i servizi IoT avanzati, associati al Massive Machine-Type Communications. Il mercato cresce rapidamente grazie alla disponibilità di dispositivi a basso costo e alla possibilità di integrare reti, logistica e servizi di tracciamento in piattaforme verticali. Proprio la capacità di gestire grandi volumi di connessioni simultanee rappresenta uno dei principali elementi differenzianti del 5G standalone.
  • Infine, la terza direttrice riguarda le comunicazioni a latenza ultra-bassa e ad alta affidabilità. Si tratta di servizi essenziali per applicazioni critiche come il controllo remoto di macchinari industriali, la gestione dei flussi logistici e l’automazione avanzata. Molte aziende stanno valutando la possibilità di attivare reti private, che offrono maggiore sicurezza e prestazioni costanti. Nonostante l’interesse crescente, gli esempi scalabili sono ancora limitati. Nei prossimi mesi la maturità del mercato potrebbe però aumentare.

La sfida della qualità del servizio e delle interruzioni di rete

Nel 2025 diversi Paesi europei hanno affrontato disservizi di rete che hanno coinvolto milioni di utenti. L’impatto reputazionale è stato notevole e ha richiamato l’attenzione dei regolatori, soprattutto nei mercati dove le telecomunicazioni rappresentano un’infrastruttura critica per la continuità operativa di imprese e istituzioni.

Il miglioramento della stabilità delle reti mobili europee diventa quindi una priorità, anche se la pressione competitiva rende difficile trasferire nuovi costi agli utenti finali. Gli operatori dovranno bilanciare investimenti, qualità del servizio e sostenibilità economica in un contesto regolatorio che potrebbe diventare più stringente.

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