Consip nel 2025 ha registrato una crescita di tutti gli indicatori, raggiungendo con due anni di anticipo gli obiettivi previsti per il 2027. Le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato contratti e mercati digitali per oltre 31,2 miliardi, pari a un sesto dei 185 miliardi di euro della spesa pubblica di riferimento (elaborazioni su dati Istat 2024), con un aumento del +10% e un livello di utilizzo triplicato rispetto al biennio precedente (+3%).
Ora, con il nuovo Piano industriale 2026-29, Consip intende proseguire e accelerare il suo riposizionamento come centrale di acquisto nazionale in grado di far incontrare – per conto del Mef – domanda pubblica e offerta delle imprese e raddoppiare la spesa annua intermediata, entro il 2030, da un sesto a un terzo dei 185 miliardi di spesa pubblica.
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Consip, nel 2025 gare raddoppiate a 37 miliardi
Nel 2025, riferisce Consip, il valore delle gare pubblicate è più che raddoppiato, attestandosi a oltre 37 miliardi di euro, con un incremento del +126%. È cresciuto anche il numero delle pubblicazioni (+10%), il numero dei lotti pubblicati (+50%), il numero delle offerte delle imprese (+121%)
Le imprese abilitate sono arrivate a 290.000 (95% Pmi) con una crescita del +20%, mentre i contratti stipulati– tra gare e mercati digitali – sono stati pari a 900.000 per un incremento del +10%.
Il Piano Industriale 2026-29 costruisce su queste basi.
I pilastri del nuovo Piano industriale
Il ruolo rinnovato di Consip, afferma l’agenzia in una nota, andrà a riqualificare nuove quote di spesa pubblica attraverso un’azione combinata su quantità e qualità, garantendo – da un lato – efficienza nella gestione delle risorse pubbliche; dall’altro – innovazione nei processi di acquisto.
I principali obiettivi del quadriennio del nuovo Piano sono:
- volume di acquisti di beni, servizi e lavori superiore a 165 miliardi di euro, per oltre 3,8 milioni di contratti, da mettere a disposizione di 14.000 PA e 350.000 imprese (95% Pmi)
- gare e lotti più mirati con focalizzazione sulla qualità della spesa pubblica, innovazione e nuovi ambiti di presidio merceologico: +23% gare in pubblicazione nel 2026 e almeno il 70% dei bandi con criteri innovativi
- crescita dello «scaffale di offerta» per tutte le esigenze di acquisto: +59% gare in aggiudicazione nel 2026 con il raddoppio del numero dei lotti per favorire partecipazione del mercato e inclusione delle piccole e medie imprese
- mercati sempre più digitali con nuova offerta merceologica, nuovi servizi e nuove soluzioni: +33% di nuovi bandi Sdapa, processi semplificati per i micro-affidamenti (spesa pubblica pari a circa 5 mld/€), orientamento all’Utente e integrazione di AI agentica.
Le linee principali di sviluppo: allineamento imprese-PA
Tra le linee di sviluppo indicate, la prima sarà estendere servizi di procurement end-to-end sul ciclo di vita dei contratti: Consip vuole offrire processi e strumenti dedicati ad allineare esigenze delle amministrazioni e proposte delle imprese, determinando un’offerta Consip sostenibile per entrambi i lati del mercato.
Inoltre, il piano gare punta ad ampliare la copertura delle esigenze, incrementare la qualità e l’utilizzo e diffondere criteri innovativi nei contratti.
Verranno introdotti modelli innovativi di gara (lotti, frequenza, dimensioni) per ecosistemi omogenei di PA e per progetti strategici, più aderenti ai fabbisogni delle amministrazioni e all’offerta delle imprese, nonché strumenti avanzati di contract management per garantire la qualità in esecuzione e semplificare gli schemi di gestione contrattuale.
Nuovi servizi sui mercati digitali
Una seconda linea guida del nuovo Piano industriale è sviluppare offerta e nuovi servizi sui mercati digitali: “Ampliamento offerta merceologica su Mepa e Sdapa, potenziamento servizi di assistenza per gare in Asp, predisposizione kit di gara «chiavi in mano» per procedure autonome”, indica Consip.
Il Piano prevede anche una nuova proiezione sul territorio nazionale – attraverso l’integrazione di competenze e asset digitali – per una migliore comprensione dei fabbisogni effettivi, rafforzamento dell’offerta, risposte più tempestive alle esigenze di assistenza.
Verranno anche semplificati processi e strumenti dedicati ai micro-affidamenti (inferiori ai 5.000 euro) ed alla qualificazione operatori economici per un processo once-only di abilitazione agli appalti.
Il patrimonio dati Consip sulla spesa pubblica
Una terza linea guida per Consip è la valorizzazione del patrimonio dati sulla spesa pubblica, dalla rete di knowledge-sharing a livello internazionale sul procurement pubblico per condividere le buone pratiche e partecipare al dibattito europeo sugli appalti alle soluzioni di data-governance, integrate e interoperabili, per un utilizzo dei dati a supporto della costruzione delle gare, della gestione dei contratti e delle decisioni di business.
Sono previste applicazioni di intelligenza artificiale che – attraverso la valorizzazione del patrimonio informativo – supportano con efficacia ed efficienza le decisioni nei processi di gara, e servizi che supportino le amministrazioni nel monitoraggio della spesa e nella verifica dei prezzi di riferimento e le autorità nell’accesso ai dati sugli appalti tramite strumenti Consip.
Gli investimenti in persone e tecnologie
Consip proseguirà anche il suo piano di investimenti in persone e tecnologie. L’investimento nelle competenze è mirato a “rafforzare il presidio di processi critici, acquisire know-how per affrontare nuovi ambiti di spesa, sviluppare una cultura fondata su crescita e benessere”.
Sul fronte della tecnologia, Consip intende integrare nei sistemi informativi interni soluzioni di intelligenza artificiale all’avanguardia, efficienti e sicure, attraverso investimenti autofinanziati per un importo di circa 40 milioni di euro (+62% rispetto a quadriennio precedente).
Il MePA aperto alle startup: tecnologie sempre più centrali
A dicembre Consip ha aperto alle startup il MePA (Mercato elettronico della pubblica amministrazione), segnando un ulteriore passo nel percorso di evoluzione del procurement pubblico. Con la pubblicazione del Bando “Startup innovative”, l’agenzia ha infatti introdotto uno strumento pensato per favorire l’innovazione negli acquisti delle amministrazioni, valorizzando competenze, creatività e capacità tecnologiche delle piccole e medie imprese più giovani e dinamiche.
L’obiettivo è quello di rendere il sistema degli acquisti pubblici non soltanto più efficiente, ma anche maggiormente capace di intercettare soluzioni ad alto valore aggiunto, in grado di rispondere a fabbisogni complessi e in continua trasformazione. L’apertura strutturata alle startup innovative segna un passaggio significativo verso un modello di procurement più evoluto, nel quale la dimensione tecnologica diventa un fattore centrale delle politiche di spesa pubblica.












