La sfida dell’innovazione non può prescindere dall’implementazione di sistemi che raffinino i dati trasformandoli in informazioni di valore. E in uno scenario del genere “la capacità di gestire e mettere in sicurezza questi volumi di dati è essenziale per preservare la fiducia dei cittadini e accompagnare la crescita digitale del Paese“.
A dirlo è l’amministratore delegato di Sogei, Cristiano Cannarsa, che in un’intervista esclusiva rilasciata a Roberto Arditti per Urania TV ha analizzato le principali sfide e opportunità che l’Italia si trova ad affrontare nel percorso verso una piena sovranità digitale.
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Il ruolo di Sogei nel potenziamento della data protection
Nel corso del confronto, Cannarsa ha innanzitutto illustrato il ruolo strategico di Sogei nel rafforzamento della protezione dei dati pubblici, evidenziando come l’ottimizzazione dell’intelligenza artificiale rappresenti un passaggio chiave per rendere più efficienti, sicuri e moderni i processi di gestione delle informazioni. “Sogei è in prima linea nell’adozione delle tecnologie più avanzate, con l’obiettivo di garantire che i dati dei cittadini siano non solo adeguatamente protetti, ma anche valorizzati per migliorare la qualità dei servizi pubblici”, ha dichiarato Cannarsa.
L’amministratore delegato ha inoltre descritto la complessità dell’ecosistema informativo gestito da Sogei, caratterizzato da flussi quotidiani di dati provenienti da molteplici canali, tra cui piattaforme telematiche e web. Informazioni che vengono raccolte, organizzate e analizzate all’interno di database strutturati, consentendo un monitoraggio puntuale e analisi affidabili a supporto delle istituzioni.
Progetti come quelli legati all’Anagrafe Tributaria e all’Anpr hanno comportato per esempio l’investimento in basi dati centrali, sicure, interoperabili e affidabili, progettate per essere accessibili da molteplici amministrazioni. “Dal punto di vista istituzionale è stato determinante il riconoscimento del ruolo di un soggetto tecnico pubblico come Sogei, capace di garantire continuità, sicurezza e neutralità tecnologica, spostando l’interazione tra Stato, cittadini e imprese verso una logica più integrata”, aveva precisato lo stesso Cannarsa in un’altra intervista, pubblicata la scorsa settimana su Il Riformista.
“Interoperabilità e sicurezza non sono obiettivi in contraddizione, ma devono essere progettati e garantiti a priori”, aveva precisato Cannarsa. “Il punto di equilibrio è un modello di apertura controllata, basato su principi di privacy by design e security by design. Significa consentire lo scambio dei dati solo quando esiste una base giuridica chiara, una finalità pubblica esplicita e sistemi avanzati di gestione degli accessi che garantiscano tracciabilità e controllo”.
Data protection, servono tre livelli di intervento
In questo senso, per rendere il dato un vero asset pubblico servono, secondo il numero uno di Sogei, tre livelli di intervento. “Sul piano normativo occorre chiarire titolarità, responsabilità e finalità d’uso, superando approcci difensivi e settoriali. Sul piano tecnologico è necessario investire in qualità del dato, interoperabilità, standard comuni e piattaforme sicure che ne consentano l’utilizzo trasversale. Ma il passaggio più complesso è culturale: il dato deve essere percepito non come una proprietà da proteggere, ma come una risorsa da valorizzare nell’interesse collettivo. Questo”, ha rimarcato Cannarsa, “richiede una leadership pubblica competente e una formazione costante del personale”.












