Oulu, nel Nord della Finlandia, è uno dei luoghi in cui Nokia sta costruendo, in senso letterale, la traiettoria industriale delle reti mobili di nuova generazione. Nel campus “Home of Radio”, presentato nei giorni scorsi alla stampa internazionale, l’azienda riunisce in un’unica sede ricerca e sviluppo, attività di testing e produzione, dando forma a un modello integrato che guarda al 5G evoluto e al 6G, ma anche alle reti basate sull’intelligenza artificiale e alla capacità europea di realizzare infrastrutture più sicure e resilienti.
Nel sito lavorano circa 3.000 professionisti, in stretta collaborazione con università e partner industriali. Ed è proprio da qui che Rolf Werner, Head of Europe di Nokia, collega la dimensione tecnologica alle dinamiche del mercato, ribadendo la centralità dell’Italia nella strategia dell’azienda e indicando nella co-creazione con gli operatori la leva principale per accelerare l’adozione delle reti di nuova generazione.

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Werner, partiamo da un tema strategico: qual è il valore di un hub europeo completo di ricerca, sviluppo e manifattura come quello di Oulu per la sovranità digitale e tecnologica dell’Europa?
Nokia è un’azienda europea e questo è un dato di partenza importante. Le nostre radici sono qui: parliamo di una storia industriale che risale a oltre 160 anni fa. È naturale, quindi, che continuiamo a investire in Europa e che molte attività chiave rimangano in Europa. Detto questo, rimanendo su un piano pragmatico, credo che le decisioni su dove investire, dove collocare la ricerca e lo sviluppo e dove far crescere capacità produttive dipendono da molti fattori. Tra quelli più rilevanti ci sono l’ambiente e l’ecosistema. E qui a Oulu abbiamo università molto forti e una rete di competenze con cui possiamo collaborare: per un’azienda come la nostra è un elemento determinante.
Il campus riunisce R&D, manifattura e un ecosistema più ampio di innovazione, che include università e attività di testing. È un modello che può rafforzare la capacità di costruire reti sicure e resilienti?
Oulu è un sito storico per Nokia. È attivo dal 1970 e da allora contribuisce a spingere in avanti i confini della tecnologia mobile. Quello che vedete qui è un modello che si è consolidato nel tempo: competenze, sviluppo, test, produzione e collaborazione con l’ecosistema convivono nello stesso luogo. Questo ci consente di lavorare su innovazione e industrializzazione in modo integrato.
In Italia oggi c’è ancora un tema aperto sull’adozione del 5G Standalone e sulle applicazioni avanzate. In che modo Nokia può aiutare le aziende a compiere davvero la trasformazione digitale?
Il rapporto con i nostri clienti è per noi un punto centrale. Noi possiamo portare tecnologia, competenze e capacità di sviluppo, ma sono gli operatori a conoscere davvero le esigenze del mercato e dei loro utenti finali. Per questo lavoriamo attraverso quello che chiamiamo processo di co-creazione. Partiamo dalle richieste e dai bisogni che arrivano dagli operatori e, quando emerge un’esigenza chiara, sviluppiamo insieme le soluzioni. È evidente che non possiamo farlo su scala globale con ogni cliente, ma in determinati mercati e con clienti strategici molto importanti lo facciamo.
Restando sull’Italia: che ruolo ha il Paese nella strategia di Nokia in Europa?
L’Italia è un mercato molto importante per noi. È un Paese che ha un peso rilevante nella mappa Nokia, anche dal punto di vista europeo. Abbiamo clienti storici e negli ultimi tempi abbiamo ottenuto risultati significativi. Parliamo di uno dei grandi Paesi industriali dell’Europa occidentale, che ha ancora molta produzione manifatturiera: automotive, macchinari, industria avanzata. Questo significa che esistono filiere e imprese che possono beneficiare in modo diretto dell’evoluzione delle reti mobili e delle nuove architetture di connettività. È anche per questo che continuiamo a vedere opportunità di crescita nel Paese.
Un tema che emerge visitando Oulu è la sostenibilità. Come si inserisce il campus nell’impegno ESG di Nokia?
Sul piano ambientale ci sono aspetti molto concreti. Qui a Oulu, per esempio, il calore prodotto dal sito viene recuperato e riutilizzato. Quando si visita la fabbrica si nota subito che gli edifici sono ben riscaldati, ma la parte più interessante è che l’energia termica in eccesso non viene dispersa. Viene immessa nella rete e contribuisce a riscaldare circa 20.000 appartamenti. È un esempio di come un’infrastruttura industriale possa essere progettata per essere più efficiente e sostenibile. Inoltre, ci sono iniziative legate alla comunità locale, che si inseriscono nel rapporto con università e istituzioni: è un impegno che fa parte della presenza storica di Nokia in quest’area.








