Il mercato italiano delle soluzioni per la Smart Home tocca la fatidica soglia del miliardo di euro, mettendo a segno per il 2025 un incremento di fatturato dell’11% rispetto all’anno precedente.
Un risultato in linea con quello delle principali piazze europee, dove la crescita si colloca tra l’8% e il 12%, anche se la spesa pro-capite italiana resta inferiore alla media Ue (16,9 euro per abitante contro 34,2).
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I fattori che trainano il mercato tricolore
A dirlo è la ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, secondo cui il comparto corre soprattutto sull’onda delle soluzioni per la sicurezza, con videocamere, sensori per porte e finestre, videocitofoni e serrature connesse, che valgono 305 milioni di euro, pari al 30% del mercato (+22%). Seguono gli elettrodomestici connessi, che generano 195 milioni di euro, grazie alla crescita dei piccoli elettrodomestici smart. E poi dispositivi per il risparmio energetico (14% del mercato, 142 milioni di euro) e smart speaker (11%, 112 milioni di euro).
La rimanente quota del mercato è costituita da casse audio (7%), dimmer & serie civili connesse (6%), lampadine (6%), soluzioni di Assisted Living per la salute degli utenti fragili (2%), dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto (2%) e smart plug (prese elettriche intelligenti, 2%).
Il 2025 segna però un cambio di passo sul fronte dell’offerta: l’intelligenza artificiale diventa un elemento centrale nelle soluzioni Smart Home, abilitando automazione domestica, manutenzione predittiva e ottimizzazione dei consumi energetici. Ma si registra anche un passo avanti nella maturità della domanda di soluzioni per la casa connessa.
Oltre sei italiani su dieci (63%) possiedono almeno un dispositivo smart, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. E ancora più rilevante è l’evoluzione nell’utilizzo: oltre metà degli utenti (51%) ha effettivamente connesso i dispositivi acquistati, segnale di una percezione sempre più concreta del valore generato dalle soluzioni smart.
“Il 2025 ha segnato un punto di svolta per la Smart Home, sempre più orientata a soluzioni AI-based”, spiega Angela Tumino, direttrice dell’Osservatorio Internet of Things. “L’intelligenza artificiale è diventata un elemento centrale non solo per l’automazione domestica, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione dei consumi energetici, ma anche come principale leva di differenziazione tra funzionalità di base gratuite e servizi avanzati ad alto valore aggiunto, sempre più spesso offerti tramite modelli di abbonamento ricorrenti”.
Le dinamiche legate alla gamma di dispositivi connessi
L’altro contributo importante alla crescita del mercato, come accennato, viene dai piccoli elettrodomestici (+20%), grazie al consolidamento delle vendite di robot aspirapolvere e friggitrici ad aria e all’aumento dell’interesse verso altri dispositivi connessi, come i robot tagliaerba a guida autonoma e i distributori di cibo per animali WiFi. Per i grandi elettrodomestici la dinamica è positiva ma più contenuta (+5%): si osserva un ampliamento della gamma connessa, una crescente integrazione in ecosistemi digitali (App proprietarie, assistenti vocali) e l’introduzione di funzioni a supporto della programmazione e per garantire aggiornamenti software Over-The-Air. Complessivamente, gli elettrodomestici connessi generano un mercato di 195 milioni di euro (20% del totale), con una crescita a doppia cifra (+15%).
Prosegue invece la flessione degli smart speaker (-10% rispetto al 2024), anche se mantengono una discreta quota di mercato (11%, 112 milioni di euro). Una delle principali cause è la progressiva saturazione del comparto. Nonostante ciò, sono attese nuove generazioni di assistenti domestici che promettono un salto di qualità nell’esperienza d’uso, con il lancio annunciato di Alexa Plus e di Gemini for Home: l’integrazione di Large Language Models permetterà di abilitare conversazioni naturali e una migliore comprensione. L’assistente sarà inoltre capace di svolgere autonomamente alcune attività come prenotazioni presso ristoranti, gestione di appuntamenti, acquisti online e controllo dei dispositivi intelligenti, con modelli di monetizzazione basati su abbonamento, segnando una chiara strategia di revenue basata sui servizi AI.
Il mercato italiano in prospettiva
Secondo l’indagine realizzata dall’Osservatorio in collaborazione con Ipsos Doxa, il 73% dei consumatori italiani conosce la Smart Home (+4% vs 2024). Sebbene la tendenza sia guidata da Millennials (28-43 anni, 86%), Generazione Z (18-27 anni, 80%) e Generazione X (44-58 anni, 78%), si registra un cambio di passo anche tra i Boomers (59-74 anni), per cui la conoscenza passa dal 45% al 54%.
Il 63% degli italiani possiede almeno un oggetto smart (+4%). Tra questi, il 43% ne possiede da uno a cinque, il 37% tra sei e dieci e il 20% oltre dieci, configurando una realtà di ambienti domestici sempre più intelligenti.
Guardando al futuro, l’interesse dei consumatori resta elevato, in particolare verso applicazioni in grado di migliorare l’efficienza energetica e il comfort abitativo: il 71% degli utenti è interessato a soluzioni per ottimizzare i consumi energetici della propria abitazione. In questo contesto, bonus e incentivi per la Smart Home potrebbero giocare un ruolo determinante, contribuendo a una riduzione dei consumi energetici annuali compresa tra 2.600 e 3.100 GWh su scala nazionale.
“Il mercato della Smart Home in Italia continua a crescere nel 2025, trainato soprattutto da sicurezza e comfort”, conferma Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Internet of Things. “Aumenta la consapevolezza dei consumatori, sempre più convinti del valore delle soluzioni per la casa smart, mentre l’offerta evolve verso ecosistemi più completi, in cui dispositivi, servizi e piattaforme si integrano per garantire esperienze d’uso semplici e coerenti”.












