Il 6G entra nel vivo della discussione internazionale e porta con sé un tema sempre più pressante: la disponibilità di spettro. Il nuovo rapporto di Abi Research evidenzia che le bande superiori dei 6 GHz e l’intervallo 7–8 GHz emergono come blocchi cruciali per la prima fase di sviluppo della tecnologia. Tuttavia, lo studio sottolinea anche i limiti delle strategie di spectrum sharing, già complesse nel caso della banda Cbrs statunitense e ancora più difficili da applicare su scala nazionale per una rete 6G. Il contesto si intreccia con le stime elaborate dalla Gsma, che in un’analisi pubblicata a novembre indica la necessità di disporre di 2-3 GHz aggiuntivi di mid-band entro il 2035 per sostenere servizi avanzati e boom di traffico. Il quadro complessivo mostra un’urgenza crescente e decisioni che non possono più essere rimandate.
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6G, il nodo dello spettro 6-8 GHz riaccende il confronto: Abi Research avverte sui limiti dello sharing
L’evoluzione verso la prossima generazione mobile mette sotto pressione risorse radio, modelli di gestione e strategie dei regolatori. Le ultime analisi indicano che decisioni rapide sulle bande 6-8 GHz saranno decisive per capacità, competitività e sviluppo industriale nel prossimo decennio

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