i risultati preliminari

Unidata oltre le attese: fatturato a 109,4 milioni e debito in calo



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L’azienda ha registrato un ebitda adjusted 29,4 milioni, investimenti 14,1 milioni e un indebitamento netto a 37,7 milioni

Pubblicato il 11 feb 2026



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Unidata archivia un 2025 che, almeno sul fronte del top line, chiude meglio delle previsioni. I dati preliminari consolidati al 31 dicembre indicano ricavi totali pari a 109,4 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto ai 101,3 milioni del 2024. Un livello che supera la forchetta comunicata in precedenza, compresa tra 103 e 108 milioni, e che conferma un passo di crescita più deciso rispetto alle attese.

A dare il perimetro dell’aggiornamento è la stessa società: si tratta di dati preliminari non sottoposti a revisione contabile, esaminati dal Consiglio di Amministrazione nella riunione dell’11 febbraio 2026, sotto la presidenza di Renato Brunetti.

EBITDA adjusted nella parte alta della forchetta, margine in lieve flessione

Sul fronte della redditività operativa, l’EBITDA Adjusted si attesta a circa 29,4 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto ai 28,5 milioni del 2024 e, soprattutto, nella parte alta della guidance (28–29,5 milioni).

La società chiarisce anche la “meccanica” del dato: l’EBITDA adjusted è calcolato al netto di costi straordinari per circa 0,7 milioni e dello storno di 1,9 milioni relativo all’utile infragruppo verso società collegate (IAS 28).

Il margine EBITDA adjusted scende però al 26,9% dal 28,1% del 2024: un arretramento contenuto, che arriva in un anno di crescita dei ricavi e che meriterà una lettura più puntuale quando saranno disponibili i conti completi.

Investimenti a 14,1 milioni: focus su infrastruttura e asset industriali

Nel 2025 Unidata ha sostenuto investimenti complessivi per circa 14,1 milioni di euro, finanziati “in larga parte” dal circolante. La ripartizione segnala una spinta concreta sull’asset base: 5,9 milioni in immobilizzazioni immateriali, 7,7 milioni in immobilizzazioni materiali (principalmente area infrastruttura) e 0,5 milioni in immobilizzazioni finanziarie.

In un mercato in cui la differenza competitiva si gioca sempre più sulla capacità di presidiare rete, qualità e servizi a valore (dal cloud all’IoT), la traiettoria dei capex è un indicatore chiave: non solo per sostenere la crescita, ma anche per mantenere affidabilità e sicurezza, elementi che l’operatore richiama come tratti distintivi della propria offerta.

Debito netto in calo a 37,7 milioni: la cassa operativa fa la differenza

Il segnale forse più “telecom” — perché parla di sostenibilità finanziaria in un settore tipicamente capital intensive — è il miglioramento dell’Indebitamento Finanziario Netto, che scende a 37,7 milioni di euro dai 43,8 milioni al 31 dicembre 2024.

La società attribuisce il progresso alla buona generazione di cassa operativa, allo svincolo di un deposito da 2,4 milioni (avvenuto a gennaio) e all’iscrizione di un provento finanziario non monetario da 1,9 milioni legato alla rinegoziazione del finanziamento da 50 milioni (IFRS 9).

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