punti di vista

Governance digitale e Tlc: perché la società civile conta



Indirizzo copiato

Con il Digital Networks Act, l’Ue mira a semplificare regole e investimenti per le reti di nuova generazione. La voce delle organizzazioni indipendenti serve a tenere insieme competitività e interesse pubblico, mettendo al centro inclusione, diritti e accountability

Pubblicato il 13 feb 2026

Flavia Marzano

Presidente Associazione Caffè della Scienza di Livorno



ai-nelle-telecomunicazioni-corcom

Nell’era digitale le telecomunicazioni hanno smesso di essere una materia esclusivamente tecnica o economica. Le decisioni su come connettere reti e persone influenzano ormai ogni aspetto della nostra vita quotidiana, incidendo profondamente sull’accesso ai servizi, sui diritti degli utenti online e sulla sostenibilità delle infrastrutture. Oggi queste scelte non maturano più soltanto nelle sedi di regolazione nazionale o negli accordi tra imprese, ma si formano all’interno di complessi processi di governance digitale che si sviluppano a livello globale ed europeo.

Partecipazione civica come necessità democratica

Ad esempio per le associazioni che si occupano di diritti digitali e per le reti della società civile, partecipare a questi processi non rappresenta un esercizio accademico ma una necessità democratica. È l’unico modo per difendere l’interesse pubblico e garantire che le nuove regole non sacrifichino i diritti delle persone sull’altare dell’efficienza di mercato. In Italia e in Europa assistiamo a una fase di profonda riforma che richiede una visione civica capace di comprendere le implicazioni sociali delle policy che verranno adottate nei prossimi anni.

La guida ECNL/CADE per orientarsi nella governance globale

Una bussola fondamentale per orientarsi in questo scenario è offerta dal documento sulle dinamiche di governance globale pubblicato nel novembre 2025 dall’European Center for Not-for-Profit Law (ECNL) all’interno del progetto CADE. Il testo descrive i principali spazi dove si discute di internet governance e tecnologie, offrendo indicazioni pratiche su come le organizzazioni civiche possano partecipare attivamente ai processi internazionali che influenzano la regolazione delle telecomunicazioni attraverso contributi diretti, interventi e proposte strutturate.

Il Digital Networks Act e la svolta del quadro normativo

Mentre la società civile si organizza nei forum multilaterali, l’Unione Europea sta portando avanti una trasformazione radicale del proprio quadro normativo. Il Digital Networks Act (DNA), presentato formalmente dalla Commissione Europea a gennaio 2026, si propone di armonizzare le regole sulle reti digitali sostituendo il precedente Codice delle comunicazioni elettroniche con un regolamento uniforme e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Questa riforma affronta temi cruciali come la diffusione della fibra e del 5G, la gestione coordinata dello spettro radio (con cui si passa si passa da una gestione a macchia di leopardo a una visione di spazio unico europeo delle frequenze), la resilienza delle infrastrutture e la cooperazione tra operatori tradizionali e grandi piattaforme digitali.

Fibra entro il 2035 e rischio esclusione nelle aree periferiche

Tra gli elementi più rilevanti della proposta emerge l’impegno a completare la transizione dalle reti in rame alla fibra ottica entro il 2035, con piani nazionali da presentare entro il 2029 e l’introduzione di possibili sanzioni per i ritardi. Questa transizione rappresenta un banco di prova sociale importante, poiché le regioni periferiche rischiano di rimanere escluse dalla connettività avanzata se la governance non mette al centro il principio di inclusione. Anche sul fronte dello spettro radio, la proposta punta a dare maggiore prevedibilità agli investimenti transfrontalieri facilitando lo sviluppo delle reti di nuova generazione.

Big tech e operatori: cooperazione senza contributo obbligatorio

Sebbene il testo non introduca un principio di contribuzione obbligatoria per le grandi piattaforme digitali ai costi di rete, esso propone meccanismi di cooperazione tra operatori e big tech sui temi dell’interconnessione e dell’efficienza del traffico. In questo contesto, la partecipazione civica deve assumere un ruolo doppio, intervenendo sia nei processi globali mappati dal documento ECNL per influenzare le norme internazionali, sia nelle consultazioni europee per portare analisi indipendenti a tutela dell’interesse pubblico.

Consultazioni, neutralità della rete e priorità italiane

Le consultazioni indette dalla Commissione nel corso del 2025 hanno già dimostrato quanto sia alta l’attenzione degli stakeholder, riflettendo visioni diverse su competitività e armonizzazione. Per le organizzazioni italiane, intervenire in questi spazi significa portare in primo piano questioni come l’accesso equo nelle aree svantaggiate, la difesa della neutralità della rete e la tutela dei diritti fondamentali. Ogni intervento in sede di audizione rappresenta un tassello per fare in modo che le regole promuovano equità e diritti anziché consolidare esclusivamente posizioni di mercato. In tale direzione si è mossa recentemente anche la Regione Toscana, sottolineando l’importanza del diritto alla connettività attraverso investimenti strategici nella rete ultraveloce.

Reti come infrastruttura di cittadinanza

In definitiva, la regolazione delle telecomunicazioni è oggi un terreno di confronto multilivello in cui la società civile può incidere in modo significativo. Strumenti come la guida ECNL/CADE e le nuove opportunità normative del Digital Networks Act sono le mappe necessarie per trasformare la partecipazione in influenza reale, favorendo un futuro digitale che sia realmente equo, aperto e sostenibile per tutti i cittadini europei.

In questo scenario, la capacità della società civile di farsi attore politico e tecnico non è più opzionale: solo un presidio costante dei processi normativi potrà trasformare le reti del futuro in un’infrastruttura di cittadinanza realmente democratica, inclusiva e orientata al bene comune.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x