La connettività torna al centro della discussione sulle politiche industriali europee. La spinta arriva dalla 6G-IA, che insieme ai maggiori protagonisti della filiera delle telecomunicazioni ha inviato alla Commissione una lettera in cui chiede di includere reti e servizi digitali tra le priorità strategiche del nuovo programma quadro Fp10. Il documento invita a un ripensamento complessivo degli investimenti europei, perché l’Europa si trova in una fase in cui la capacità di sviluppare infrastrutture avanzate diventa determinante non solo per la competitività industriale, ma anche per la sicurezza e la sovranità tecnologica. Il sistema produttivo europeo necessita di una traiettoria più chiara per sostenere innovazione e crescita, ed è questo il punto attorno al quale ruota l’appello degli operatori.
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Il ruolo del nuovo programma Fp10
L’Fp10 rappresenta il decimo programma quadro per la ricerca e l’innovazione dell’Unione europea. Succederà a Horizon Europe e definirà la strategia scientifica e tecnologica del continente per il periodo successivo al 2027. Si tratta dello strumento con cui Bruxelles orienta la politica industriale, assegna risorse e indica le tecnologie su cui puntare. Le decisioni sull’Fp10 condizioneranno le scelte di imprese, centri di ricerca e governi per tutto il decennio successivo. La 6G-IA ritiene che la connettività debba occupare una posizione centrale in questa cornice, perché le reti non rappresentano più una funzione di supporto, ma un asset capace di determinare crescita economica, innovazione nei servizi e resilienza delle infrastrutture critiche.
Un settore che sostiene competitività e occupazione
Il documento ricorda che il comparto delle comunicazioni digitali non è più un segmento marginale dell’economia, ma uno dei motori della produttività europea. La componente dei servizi di rete genera valore aggiunto superiore a molti settori tradizionali e impiega milioni di professionisti altamente qualificati, con livelli di produttività più elevati rispetto alla media europea. La connettività abilita applicazioni industriali, servizi cloud, intelligenza artificiale e sistemi distribuiti che rappresentano la base per la trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni. Le reti evolute sostengono la riprogettazione delle filiere produttive e favoriscono la creazione di servizi innovativi ad alto impatto, aumentando la competitività del continente.
L’impatto economico si intreccia con una dimensione strategica. Il controllo delle tecnologie digitali avanza parallelamente al controllo sulle infrastrutture di dati e alle capacità di difendere sistemi critici. La connettività diventa quindi una questione di autonomia tecnologica, perché le catene del valore globali includono componenti e piattaforme che, se non presidiate, possono indebolire l’intero sistema economico europeo. La crescita industriale richiede quindi investimenti coerenti e continuità strategica nel sostegno alla ricerca.
L’Europa e il rischio di un divario crescente
La 6G-IA osserva che il continente si trova di fronte a una competizione globale molto intensa. Stati Uniti, Cina e Giappone stanno investendo in misura significativa su reti avanzate, cybersicurezza e intelligenza artificiale. L’Europa, invece, destina alla ricerca e allo sviluppo una quota ancora inferiore rispetto ai principali concorrenti. Questa dinamica contribuisce a un ritardo che si riflette sull’intera catena del valore, dai semiconduttori alle piattaforme cloud. La connettività rischia così di diventare un punto debole, perché il ritmo degli investimenti non tiene il passo con quello degli ecosistemi extra Ue, più rapidi nel creare infrastrutture e consolidare standard industriali.
ùLa distanza riguarda anche la capacità di attrarre capitali e di mantenere sul territorio know-how avanzati. Le imprese del settore chiedono quindi che l’Fp10 riconosca la necessità di un impegno più incisivo nelle tecnologie digitali, per evitare che l’Europa resti vincolata a soluzioni sviluppate altrove. L’appello richiama l’urgenza di un cambio di prospettiva, perché senza un adeguato supporto l’ecosistema europeo faticherà a competere nei settori emergenti.
I risultati dei partenariati e il valore delle collaborazioni
Il settore sottolinea i progressi compiuti negli ultimi anni grazie ai partenariati pubblico-privati. Le iniziative sviluppate nell’ambito del 5G hanno creato un ecosistema ricco di competenze e hanno generato brevetti essenziali per gli standard internazionali. La Joint undertaking Sns ha ampliato questo perimetro, rafforzando la collaborazione tra grandi aziende, università e piccole imprese innovative. La connettività è diventata un laboratorio di sperimentazione continua, con progetti che hanno favorito la nascita di soluzioni all’avanguardia e un confronto costante tra ricerca e industria.
Questi strumenti hanno dimostrato la loro capacità di ridurre i rischi legati all’innovazione e di sostenere la competitività europea nelle fasi più complesse dello sviluppo tecnologico. Tuttavia, il settore chiede ora una programmazione più solida, perché molte soluzioni restano confinate nei progetti pilota e faticano a raggiungere il mercato. Il nuovo Fp10 rappresenta l’occasione per colmare questo divario e dare continuità alle iniziative già avviate.
La direzione indicata dall’industria
La lettera propone una visione ampia e integrata dell’evoluzione delle tecnologie digitali. Il settore ritiene necessario rafforzare la ricerca di base in ambiti come reti wireless avanzate, sistemi ottici, comunicazioni non terrestri, sicurezza e architetture cloud-native. Ritiene altrettanto essenziale potenziare le sperimentazioni su larga scala, perché permettono di validare tecnologie e creare un ambiente favorevole allo sviluppo di nuovi servizi. Il documento invita inoltre a rafforzare gli strumenti che accompagnano la fase pre-commerciale, così da sostenere la diffusione delle innovazioni e favorire il trasferimento tecnologico.
La connettività emerge come elemento trasversale che collega chip, quantum computing, intelligenza artificiale e tutte le tecnologie che costituiscono l’infrastruttura digitale moderna. La capacità di favorire sinergie tra queste aree determinerà la forza dell’ecosistema europeo e la sua possibilità di mantenere un ruolo attivo nella competizione internazionale.
Un appello a ridurre frammentazione e ritardi
La 6G-IA conclude richiamando la necessità di superare le barriere regolatorie e operative che ostacolano lo sviluppo dei progetti transfrontalieri. La frammentazione limita la nascita di operatori in grado di competere con scala globale e rallenta l’evoluzione del mercato. Le imprese chiedono quindi che l’Fp10 promuova un quadro normativo più coerente e strumenti capaci di mobilitare investimenti significativi. Senza un intervento deciso, l’Europa rischia di perdere ulteriori posizioni nelle tecnologie che modellano la crescita e la sicurezza del continente.
L’appello si chiude con un messaggio diretto alla Commissione: “Il tempo di agire è ora”. La connettività rappresenta l’infrastruttura che sostiene l’innovazione, lo sviluppo industriale e la resilienza economica. Le decisioni su Fp10 definiranno la traiettoria europea per i prossimi anni e determineranno la capacità del continente di competere in uno scenario globale in rapida evoluzione.












