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Satcom alla svolta: le Tlc satellitari motore della space economy



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Entro il 2033 i servizi satellitari supereranno 847 miliardi di dollari e peseranno per quasi metà dei ricavi: tra proliferazione di costellazioni, corsa ai lanci e servizi direct-to-device, la filiera accelera su produzione in serie, prezzi più accessibili e integrazione con le reti mobili. Il punto di Analysys Mason

Pubblicato il 23 feb 2026



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Il satcom – il comparto delle comunicazioni satellitari – entra in una fase decisiva e si candida a motore della nuova space economy globale. Un’analisi di Analysys Mason, contenuta nel report Global space economy: trends and forecasts 2023–2033, delinea uno scenario in cui i servizi satellitari genereranno oltre 847 miliardi di dollari entro il 2033, pari a quasi metà dei ricavi complessivi del settore. Di conseguenza l’intera filiera si trova di fronte a una trasformazione profonda che coinvolge produzione, lanci, modelli di prezzo e integrazione con le reti mobili.

Il mercato si prepara quindi a un decennio denso di sfide. Tuttavia il moltiplicarsi delle costellazioni e la crescente domanda di connettività globale, unita all’emergere dei servizi direct‑to‑device (D2D), stanno aprendo nuove opportunità industriali e commerciali. Per coglierle, gli operatori devono accelerare i ritmi di dispiegamento, ridurre i costi e rafforzare le partnership con i network terrestri.

La space economy verso i 1,8 trilioni di dollari

Lo studio rileva che la space economy globale crescerà fino a generare 1,8 trilioni di dollari di ricavi cumulati tra il 2023 e il 2033. La quota più consistente arriverà dalle telecomunicazioni satellitari, che continuano ad ampliarsi grazie al progresso delle costellazioni non geostazionarie.

Secondo l’analisi, la spinta principale arriva dagli attori che hanno già avviato programmi in orbita bassa con migliaia di satelliti. SpaceX con Starlink, Amazon con Leo, e diversi operatori cinesi hanno imposto un nuovo ritmo alla competizione. Le loro costellazioni forniscono banda larga ad alta capacità e abilitano i servizi D2D che consentono l’accesso diretto dagli smartphone.

Questa dinamica sta rimodellando l’industria upstream. I costruttori registrano una crescita senza precedenti e devono adeguarsi a richieste più complesse: piattaforme più flessibili, componenti software‑defined, throughput più elevati e tempi di produzione ridotti. Il risultato è un ecosistema che si muove verso processi industriali sempre più seriali, in forte contrasto con il modello artigianale che ha dominato per decenni.

La corsa ai lanci e il nodo della capacità disponibile

La domanda di satelliti cresce, ma la capacità di lancio non segue lo stesso ritmo. Per questo la competizione si concentra anche sui vettori, un elemento strategico del valore della filiera. SpaceX guida il mercato con Falcon 9 e con il futuro Starship, destinato a rivoluzionare la logistica orbitale pur mantenendo una priorità su programmi governativi.

Analysys Mason calcola che, escluse le mega‑costellazioni di Amazon, SpaceX e Cina, esiste un mercato potenziale di 7000 satelliti da costruire e lanciare entro il 2034. Tuttavia le finestre di lancio restano limitate e i prezzi tendono a salire, perché la domanda eccede l’offerta. Gli operatori devono quindi pianificare con anticipo, contando su possibili ritardi e su un incremento dei costi legati alla competizione per l’accesso all’orbita.

Le aziende che hanno internalizzato la fabbricazione, come Amazon e SpaceX, beneficiano di un vantaggio competitivo. Possono infatti controllare l’intera catena produttiva, riducendo la dipendenza dai fornitori e comprimendo i tempi tra produzione e lancio. Anche diversi operatori emergenti seguono questa strada e stanno ampliando gli impianti per supportare cicli produttivi ad alta frequenza.

Prezzi più bassi nei mercati emergenti per ampliare la domanda

Sebbene l’offerta aumenti, la domanda non crescerà senza una revisione dei modelli di prezzo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Le nuove costellazioni potrebbero offrire una copertura davvero globale, ma devono raggiungere tariffe compatibili con il potere di acquisto locale. Per Analysys Mason, la sostenibilità economica dei nuovi servizi passa da una discesa dei prezzi verso “livelli terrestri”.

Il caso dell’India è emblematico. Il report ricorda che, secondo le previsioni per il 2026, Starlink dovrà mantenere prezzi inferiori rispetto alla banda larga terrestre per ottenere una penetrazione significativa. La sfida interessa tutte le regioni con reti fisse poco diffuse o di bassa qualità. Ridurre la soglia di accesso permetterà di innescare nuove elasticità della domanda, portando online aree finora escluse.

Parallelamente cresce l’interesse per i servizi D2D, che promettono connettività ininterrotta anche nelle zone non coperte dai network mobili. Tuttavia il mercato raggiungerà la sua piena maturità solo quando i servizi saranno integrati nei piani tariffari degli operatori mobili, permettendo agli utenti di accedere alla connettività satellitare senza complicazioni tecniche o costi imprevedibili.

L’integrazione con gli operatori mobili diventa un passaggio chiave

La convergenza tra satelliti e reti mobili rappresenta il fronte più dinamico della trasformazione. Secondo Analysys Mason, la crescita del D2D dipenderà soprattutto dalla capacità dei satelliti di interoperare con gli operatori mobili, consentendo ai dispositivi di connettersi senza cambiare tecnologia.

Gli operatori mobili possono usare il D2D come strumento di differenziazione e di fidelizzazione, riducendo il rischio di churn nei segmenti premium e professionali. Il valore del servizio aumenta infatti in settori come agricoltura, logistica, sicurezza, energia e turismo outdoor.

Le partnership permetteranno ai player satellitari di accedere a basi clienti molto più ampie, mentre gli operatori mobili potranno rafforzare la continuità del servizio. La collaborazione, dunque, crea un ecosistema in cui ogni attore trae vantaggio e contribuisce al consolidamento del mercato.

Una filiera destinata a cambiare in modo permanente

La trasformazione in corso mostra una direzione chiara. Il satcom non si limita a espandere l’offerta di connettività, ma diventa un pilastro strutturale della nuova space economy. Il settore si muove verso un modello industriale più maturo, fondato su produzione in serie, integrazione verticale, costi contenuti e interoperabilità con il mobile.

Gli operatori che sapranno lanciare satelliti a ritmi elevati, proporre servizi più accessibili e collaborare con i network terrestri guideranno la crescita del mercato. Questi elementi, se combinati, possono generare un forte impulso a tutta la filiera e accelerare l’evoluzione dei servizi digitali a livello globale.

Il percorso non è semplice, perché la competizione si intensifica e i margini di errore si restringono. Tuttavia la traiettoria del settore indica che il satcom resterà una componente essenziale della connettività del futuro. Come sottolinea Analysys Mason, la sua capacità di “diventare il motore dell’economia spaziale globale” dipenderà dalla velocità con cui gli operatori riusciranno a cogliere questa fase di profonda trasformazione.

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