IL RITORNO SULLA LUNA

Artemis, parte il conto alla rovescia: il 29 agosto prima finestra di lancio

Il programma della Nasa sta per entrare nel vivo. Rilevante il contributo di Esa, Asi e dell’industria aerospaziale italiana. In pole position Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio

Pubblicato il 09 Ago 2022

Orion
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Il momento in cui l’umanità tornerà sulla Luna si avvicina ancora di più e stavolta lo farà anche con il suo elemento femminile. Non a caso il nome del programma della Nasa che punta a riportare la nostra specie sul suolo selenico è Artemis, sorella gemella di Apollo che battezzò tutte le missioni arrivate sul nostro satellite naturale. Sul suo suolo furono 12 gli uomini a lasciare l’impronta dei loro scarponi e il 14 dicembre 1972 l’ultimo fu Eugene ‘Gene’ Carnan, comandante della Apollo 17.

50 anni dopo l’Europa e l’Italia ci sono

A 50 anni di distanza l’umanità si riavvicina all’astro d’argento con la volontà di portarvi anche astronaute e con un programma che lo vede non solo come punto d’arrivo, ma anche di presenza stabile per puntare lo sguardo verso una nuova frontiera: il pianeta Marte. E dopo mezzo secolo gli Usa non sono i soli detentori della tecnologia capace di fare tutto questo perché il contributo dell’Europa e dell’Italia, attraverso le loro rispettive agenzie spaziali e la loro industria, sono fondamentali. Leonardo, punta di diamante della nostra filiera dello Spazio, da anni sta lavorando a diversi elementi fondamentali di Artemis, da sola o insieme al partner Thales attraverso le consociate Thales Alenia Space e Telespazio.

I contributi italiani su Artemis-1

La missione Artemis-1, che sarà priva di equipaggio e la cui finestra di lancio è prevista tra il 29 agosto e il 5 settembre prossimi, potrà già contare su contributi essenziali da parte dell’Italia. Il veicolo spaziale Orion, che sarà portato in orbita intorno alla Luna per circa 6 settimane dallo Space Launch System, avrà un modulo di servizio dell’Esa denominato Esm (European Service Module) nel quale saranno firmati da Leonardo i sistemi di produzione e gestione di energia, temperatura, aria e acqua per l’equipaggio. I pannelli fotovoltaici, disposti su ali lunghe 7 metri ciascuna che possono erogare 11 kW complessivi, sono infatti prodotti a Nerviano (Mi) e sempre in Lombardia sono state assemblate le unità di controllo e distribuzione per l’energia prodotta.

Sistemi energetici e moduli funzionali

Thales Alenia Space si è invece occupata della struttura del modulo Esm e dei sistemi critici, come quello di protezione dai micro meteoriti e per il controllo termico. Ma vi sono molte altre aree fondamentali di Artemis dove l’Esa e l’Asi giocheranno un ruolo fondamentale. Il Lunar Gateway, la stazione spaziale che orbiterà intorno alla Luna, saranno dotati di moduli pressurizzati prodotti da Thales Alenia Space a Torino. Tra questi: I-Hab (International Habitation Module), Esprit (European System Providing Refueling, Infrastructure and Telecommunications) dedicato alle comunicazioni e al rifornimento, e Halo (Habitation And Logistics Outpost) abitativo e logistico.

Sistemi abitativi, di comunicazione e trasporto

Thales Alenia Space sta inoltre progettando per Esa anche moduli abitativi per il lunar shelter, l’avamposto pressurizzato che ospiterà gli astronauti sul suolo lunare, e anche per il trasporto e la logistica oltre al veicolo di trasferimento cislunare Cltv (Cis Lunar Transport Vehicle) e al sistema di atterraggio El3 (European Lunar Lander). Da parte sua, Telespazio è alla guida del consorzio internazionale per la realizzazione del Lunar Communications and Navigation Services (Lcns) all’interno di Moonlight, il programma dell’Esa per la creazione di un sistema di comunicazione e navigazione lunare.

Telespazio per comunicazione e navigazione

La rete sarà interoperabile con la Lunanet della Nasa e avrà la stessa funzione che Galileo e Gps hanno sulla Terra permettendo di localizzare e controllare tutto quello che si trova e si muove sulla Luna, compresi i sistemi robotici e ad intelligenza artificiale. In questo campo Leonardo potrà giocare un ruolo di primo piano, come dimostra il braccio robotico realizzato per l’Esa e che sarà impiegato per la missione Mars Sample Return. L’obiettivo finale è creare un base camp ovvero struttura abitative e di ricerca che consentano di condurre una vita stabile per uomini e donne sulla Luna nel quale sono contemplati anche lo svago e il divertimento. Questa “lunar economy” rappresenta per la nostra industria, il mondo della ricerca e altri settori una grande opportunità.

Tre finestre per un lancio “coast-to-coast”

La missione Artemis-1 partirà dalla piattaforma 39B del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, lo stesso da cui decollarono le missioni Apollo. E dal punto di vista delle immagini sarà un vero e proprio “coast-to-coast”: se infatti il vettore partirà guardando l’Oceano Atlantico, atterrerà nel Pacifico al largo di San Diego. Al momento, sono previste tre finestre di lancio: 29 agosto, due ore dalle 8:33 locali (14:33 in Italia) con “splashdown” dopo 42 giorni il 10 ottobre; 2 settembre due ore dalle 12:48 (18:48 italiane) con rientro l’11 ottobre dopo 39 giorni; 5 settembre con 90 minuti a disposizione dalle ore 17:12 (23:12 italiane) e “tuffo” il 17 ottobre dopo 42 giorni.

Leonardo mette le ali a Orion

A seguire Artemis-1 ci sarà Giovanni Fuggetta, senior vice president Divisional Space Business di Leonardo. Sarà un giorno che segnerà la storia dell’esplorazione spaziale. In quel momento – afferma – vedremo riconosciuto lo sforzo di circa 50 ingegneri e tecnici di Leonardo che hanno realizzato ‘ali’ e unità elettroniche per l’alimentazione del modulo di servizio europeo di Orion”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati