LA RUBRICA ASI

Space debris, l’Agenzia spaziale in campo per il traffic management

Presso il centro di Matera sarà collocata l’Infrastruttura hardware e software finanziata dal Pnrr. A Telespazio la realizzazione

Pubblicato il 05 Set 2023

Andrea Di Cecco

Valeria Guarnieri

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L’avvento di costellazioni satellitari, la miniaturizzazione dei payload e l’accesso allo spazio da parte di compagnie private e di nazioni emer- genti, hanno generato, negli ultimi anni, un incremento significativo di oggetti lanciati in orbita, con il conseguente aumento del numero di de- triti spaziali. Questi particolari oggetti ricomprendono: satelliti non più operativi, stadi di lanciatori, frammenti dovuti a break-up spontanei o collisioni in orbita e altre piccole componenti, come quelle rilasciate du- rante le comuni operazioni di missione.

Detriti spaziali, una preoccupazione mondiale

I detriti spaziali sono motivo di preoccupazione a livello globale e costi- tuiscono un pericolo per le attività spaziali, tanto che nel 2021 sono stati anche inseriti nell’agenda del forum intergovernativo G7. La popolazione detritica è infatti incontrollata e date le alte velocità in gioco, ad esem- pio in orbita bassa, la collisione tra un satellite operativo e un piccolo frammento può portare al danneggiamento di un sotto-sistema o alla perdita dell’intera missione, con conseguente perdita di ingenti inve- stimenti economici. Detriti di grande dimensione, invece, potrebbero creare pericoli durante il rientro incontrollato in atmosfera terrestre, sia per il traffico aereo, che in caso di arrivo a terra di eventuali frammenti sopravvissuti all’attrito atmosferico.

Le mosse dell’Onu

Anche il Comitato per l’Uso Pacifico dello Spazio delle Nazioni Unite (Co- puos) promuove raccomandazioni per affrontare il problema dei detriti spaziali e l’aumento delle attività spaziali, sostenendo le “21 linee guida per la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali”.

La necessità di un ambiente spaziale sicuro, protetto e sostenibile è so- stenuta anche dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), cioè il programma di ripresa economica varato dall’Unione Europea per ridare slancio all’economia dopo la pandemia da Covid-19.

Il ruolo dell’Asi

L’Agenzia spaziale italiana partecipa ai programmi di Ssa (Space Situational Awareness) dell’Esa e Sst (Space Surveillance and Tracking) dell’Unione Europa e, nell’ambito della ‘Missione 1 – Componente 2 Investimento 4.4 – Piano operativo In-Orbit Economy – Sst/Flyeye’ del Pnrr, è stata pianificata la realizzazione di un’Infrastruttura Hardware e Software (Ihs) che sarà collocata presso il Centro Spaziale Asi situato a Matera.

I compiti che attendono il progetto Ihs sono molteplici, dato che sarà l’unico centro dell’Asi per le future operazioni di coordinamento delle attività di Space Traffic Management. L’obiettivo principale di Ihs è la distribuzione di servizi di allerta in caso di possibile collisione tra sa- telliti (collision avoidance), avvenuta frammentazione in orbita e rientri in atmosfera. Il potenziamento di tali servizi è anche un obiettivo fon- damentale del Programma Spazio dell’Unione Europea, che Asi sostiene attraverso la propria partecipazione alla Partnership SST. Un’ulteriore capacità dell’Ihs sarà quella di fornire servizi innovativi anche a supporto di campagne operative di In-Orbit Servicing e per manovre di evitamen- to di collisione (Collision Avoidance Manouvre). Tali servizi saranno mes- si a disposizione di operatori satellitari civili, privati e istituzionali, così come del Ministero della Difesa, in particolare, rafforzando la collabora- zione con il Centro C-SSA di Poggio Renatico dell’Aeronautica Militare.

Per raggiungere questi obiettivi, l’Ihs si interfaccerà con i sensori dell’Asi installati a Matera già impiegati nell’ambito della sorveglianza spaziale, come il telescopio Spade e il laser Mlro, e con la futura rete di sensori che verrà realizzata sempre nell’ambito del Pnrr, ovvero con il network dei telescopi “Flyeye” e con la stazione osservativa “Space Debris Laser-Ran- ging”. L’Infrastruttura sarà impegnata in attività relative all’acquisizio- ne, catalogazione e archiviazione dei dati dei sensori, nonché nel proces- samento dei dati osservativi attraverso un complesso sistema di software opportunamente sviluppati. Ihs integrerà anche cataloghi esterni, inclu- si i dati di Space Weather, per provvedere al mantenimento di un Catalo- go di Oggetti Orbitanti.

Inoltre, Ihs prevederà la possibilità di simulare l’evoluzione dell’ambien- te spaziale a seguito di nuovi lanci, collisioni e frammentazioni, sia per eventi simulati che reali.

In campo Telespazio

Il progetto Ihs, finanziato appunto con i fondi del Pnrr, sarà realizzato da Telespazio S.p.A., aggiudicataria del contratto a seguito di procedura selettiva. Allo sviluppo delle attività parteciperanno anche altre realtà industriali, incluse Pmi, oltre al mondo accademico e spin-off univer- sitari. Il progetto, che avrà una durata di 36 mesi, vede ancora una volta protagonista il Centro Asi di Matera, la principale struttura operativa dell’agenzia, che quest’anno celebra i 40 anni dalla sua fondazione.

Questo articolo è stato pubblicato su Spazio 2050

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