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6G, dall’Europa 116 milioni in 20 progetti per rafforzare la leadership digitale



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Il programma guidato dalla Sns Ju, la partnership europea sulle reti intelligenti di nuova generazione, coinvolge Commissione, industria delle telecomunicazioni, Pmi e centri di ricerca avanzati nello sviluppo di architetture evolute, piattaforme cloud‑edge integrate e tecnologie radio che abilitano la prossima ondata di servizi digitali

Pubblicato il 2 mar 2026



Digital Networks Act Europa

Il 6G diventa il nuovo terreno strategico su cui si gioca la competitività europea. L’annuncio, arrivato al Mobile World Congress di Barcellona, porta la firma della Sns Ju (European Smart Networks and Services Joint Undertaking), la partnership pubblico‑privata dell’Unione europea dedicata allo sviluppo delle reti intelligenti di nuova generazione. Con 116 milioni di euro assegnati a 20 nuovi progetti, l’Europa amplia un portafoglio che raggiunge quota 100 iniziative e consolida un percorso iniziato nel 2021 con i fondi di Horizon Europe. La scelta non riguarda soltanto nuovi brevetti o sperimentazioni tecniche, ma definisce l’architettura industriale, politica e tecnologica del prossimo decennio. Il nuovo ciclo di interventi arriva mentre prosegue la diffusione del 5G, ma ribadisce la volontà di agire in anticipo sulla prossima generazione di connettività. Il continente punta così a una posizione di forza nei tavoli di standardizzazione globali e a una filiera capace di sostenere investimenti, crescita e autonomia strategica.

Secondo Renate Nikolay, vicedirettore generale della Dg Connect, “il 6G sarà un abilitatore della sovranità tecnologica europea, rafforzando l’autonomia strategica nelle infrastrutture digitali critiche. Integrando cybersecurity, privacy-by-design e resilienza, il 6G punta a diventare una tecnologia affidabile e centrata sulle persone”. Il messaggio chiarisce la direzione di marcia: connettività come leva economica, ma anche come asset politico e industriale.

Nuovi finanziamenti per sperimentazioni avanzate e ricerca di frontiera

I 116 milioni stanziati dall’Sns Ju riguardano due linee d’azione: sperimentazioni avanzate e progetti di ricerca. Entrambe le traiettorie risultano cruciali perché unite da un obiettivo comune: dimostrare in condizioni reali il potenziale delle reti di nuova generazione e, in parallelo, sviluppare tecnologie ancora lontane dalla maturità ma decisive per la futura infrastruttura europea.

Le sperimentazioni coprono ambiti diversi, dal monitoraggio sanitario alla logistica, dalle smart factory alla mobilità connessa. Progetti come 6G-Care, SixG e Genius puntano a mostrare come i nuovi sistemi garantiscano affidabilità elevata, latenza ridotta e capacità di integrazione con piattaforme cloud-edge distribuite. Nell’intrattenimento avanzato entra in campo 6G-Holonet, mentre il settore industriale vede l’avvio di iniziative come Optimus-6G, Magic-6G e Prime-6G, dedicate alla robotica collaborativa e alla produzione autonoma.

Parallelamente procede la ricerca sulle architetture di rete e sulle tecnologie di base. Progetti come Prospero, 6G-Opticon e Pioneers-6G esplorano nuovi modelli di sistema, mentre iniziative come Sharc e Multiply-6G si concentrano su radio, forme d’onda e intelligenza del core network. L’attenzione resta alta anche su sicurezza e integrità operativa, come dimostrano Paises-6G e Shield-6G, oltre all’integrazione tra quantistica e intelligenza artificiale portata avanti da Quest6G.

Il cloud telco europeo e il ruolo del progetto Sovereign-6G

Tra le iniziative annunciate emerge Sovereign-6G, destinato a diventare uno dei pilastri della strategia continentale. Il progetto costruirà la prima infrastruttura europea di 6G Telco Cloud ibrida e multi-tecnologica, completamente automatizzata e pensata per unire in un continuum unico piattaforme IT e componenti di rete. La creazione di una Unified Service Platform, insieme a capacità edge basate su algoritmi avanzati, rappresenta un tassello essenziale per ridurre le dipendenze da fornitori extraeuropei e potenziare la reattività dell’ecosistema industriale.

L’iniziativa si inserisce nel Work Programme 2025 di Horizon Europe dedicato al digitale, dove cloud, edge e automazione rappresentano asset centrali per la sovranità tecnologica. L’obiettivo consiste nel costruire un’architettura comune su cui sviluppare applicazioni, servizi e modelli di business per i futuri operatori di telecomunicazioni, destinati a trasformarsi in digital service provider.

Standard internazionali, posizionamento competitivo e contributo europeo

Il 2026 si presenta come un anno chiave per la definizione degli standard globali. Organismi come 3Gpp, Etsi e Ieee stanno avanzando nelle nuove specifiche, mentre il continente entra nella fase negoziale con un patrimonio consolidato di ricerca e innovazione. Finora i progetti Sns Ju hanno prodotto oltre mille contributi ai tavoli internazionali e 98 brevetti, di cui 94 confidenziali. Le cifre delineano un ruolo di primo piano nei processi di standardizzazione e confermano la volontà europea di guidare, e non inseguire, lo sviluppo delle reti avanzate.

Per Thibaut Kleiner, direttore Future Networks della Dg Connect, “l’Sns Ju sta già mobilitando investimenti significativi, rafforzando le sinergie tra programmi nazionali e Ue e consolidando la posizione europea nella standardizzazione globale”. La coesione tra Paesi membri e Commissione viene indicata come elemento decisivo per prevenire frammentazioni che nel passato hanno rallentato la competitività industriale.

Intelligenza artificiale come leva di trasformazione per le reti future

L’integrazione dell’intelligenza artificiale si conferma uno degli aspetti più innovativi della nuova fase di ricerca. Quasi l’80% dei progetti Sns Ju utilizza modelli di machine learning come componente nativa dell’architettura di rete. L’obiettivo consiste nel migliorare automazione, affidabilità e sicurezza, riducendo consumi energetici e complessità operativa. Con la trasformazione delle reti in sistemi sempre più autonomi, l’AI diventa un fattore determinante per garantire resilienza e rapidità di adattamento ai cambiamenti di traffico e alle minacce informatiche.

In questo quadro, progetti come Agentic6G e 6G-Cats sperimentano modelli predittivi e agenti intelligenti per ridurre gli errori di configurazione, ottimizzare lo spettro e anticipare eventuali anomalie. L’attesa è che il nuovo paradigma contribuisca a ridurre i costi operativi e a migliorare l’esperienza utente in servizi critici come telemedicina, logistica avanzata e mobilità autonoma.

Sostenibilità energetica e transizione verde: un pilastro della strategia

Il percorso verso il 6G segue anche una precisa traiettoria ambientale. Le nuove reti dovranno consumare meno, automatizzare l’allocazione delle risorse e ridurre il carico energetico di hardware e software. L’Sns Ju contribuisce direttamente agli obiettivi climatici dell’Ue e agli standard Onu per la sostenibilità, puntando su infrastrutture resilienti e carbon neutral.

Le tecnologie sviluppate supportano anche applicazioni in settori a forte impatto ambientale, come l’energia, la gestione idrica e l’agricoltura di precisione. Ottimizzando il monitoraggio in tempo reale e la distribuzione delle risorse, il 6G può accelerare la transizione digitale e quella ecologica attraverso un unico framework.

Reti integrate terra-spazio e partnership con l’Esa

La connettività satellitare diventerà parte nativa dell’architettura 6G. L’integrazione tra reti terrestri e non terrestri abiliterà servizi ubiqui e resilienti, particolarmente utili in zone remote e in operazioni critiche come logistica marittima, difesa e protezione civile. La collaborazione strategica con l’Esa, avviata dall’Sns Ju, garantisce l’accesso a infrastrutture avanzate e testbed su larga scala. La capacità di integrare l’orbita bassa con reti terrestri ad alta densità rappresenta uno degli aspetti più distintivi del futuro ecosistema europeo.

Competitività, filiera industriale e nuove competenze

L’intero programma, che raggiunge complessivamente 630 milioni di fondi pubblici, rafforza la capacità dell’Europa di sviluppare una filiera autonoma. Il sostegno a pmi e startup sostiene la nascita di nuove soluzioni in ambiti come semiconduttori, antenne avanzate e software-defined networking. Il mercato del lavoro beneficerà di nuove opportunità nei campi della ricerca, dell’ingegneria, dell’analisi dati e della produzione high-tech.

Secondo Erszébet Fitori, direttrice dell’Sns Ju, “l’investimento nel 6G non riguarda solo la tecnologia, ma il futuro dell’Europa e la capacità di creare opportunità per la prossima generazione di innovatori. Nei prossimi anni lanceremo nuove call per oltre 270 milioni di euro, con l’obiettivo di consolidare la leadership industriale europea”.

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