Più regole comuni, nuove scelte di politica industriale: è questa la richiesta che le telco europee portano sul palco del Mobile World Congress 2026 di Barcellona, con l’obiettivo di arrivare alla costruzione di un contesto solido che consenta di attivare nuovi investimenti e rafforzare la sovranità digitale del continente.
La partita si gioca lungo tutta la catena del valore tecnologico – dall’intelligenza artificiale ai data center, dai semiconduttori all’automazione industriale – in un confronto diretto con Stati Uniti e Cina.
Indice degli argomenti
Murtra: “Non abbiamo l’orchestrazione”
Marc Murtra, presidente e ceo di Telefonica, parte da un dato strutturale: le reti sono il punto di passaggio dei dati e gli operatori hanno quindi un ruolo naturale nella costruzione della sovranità digitale e tecnologica. Ma questo vantaggio infrastrutturale non basta a garantire leadership industriale.
Murtra avverte che è ingenuo pensare “che a noi europei verrà concesso l’accesso ai più avanzati prodotti di intelligenza artificiale di cui avremo bisogno tra dieci anni” per gli use case industriali. “Questi prodotti sono molto difficili da realizzare e molto costosi – spiega – e penso che il know-how lo abbiamo, ma non abbiamo l’orchestrazione”.
Hoettges: investimenti e catena del valore
Tim Hoettges, ceo di Deutsche Telekom, lega il tema della sovranità digitale alla sostenibilità economica del settore. Margini ridotti e pressione regolatoria pesano sulla capacità di investimento delle telco europee.
Eppure la finestra per l’Industry 4.0 è aperta: “Gli Stati Uniti stanno investendo esattamente in questi ambiti – spiega – Hanno i chipset, hanno i data center, hanno gli strumenti di intelligenza artificiale, hanno la connettività e, su tutto questo, stanno sviluppando anche strumenti di automazione per sfruttare al massimo questa capacità produttiva”.
Per l’Europa sarebbe necessario presidiare ogni anello della catena tecnologica e creare condizioni che rendano sostenibili i capitali necessari nel lungo periodo.
Fallacher: scala europea contro la dispersione
Jean-François Fallacher, ceo di Eutelsat, sposta l’attenzione sulla dimensione del mercato. Il settore satellitare, per competere con i giganti globali, ha bisogno di massa critica e iniziative condivise. In Europa, osserva, “c’è sempre la tentazione” di costruire piattaforme “locali o nazionali” invece di finanziare progetti regionali. Questa frammentazione riduce l’impatto degli investimenti e rallenta la costruzione di campioni industriali su scala continentale.
ITU e OCSE: cooperazione e standard per la fiducia
Accanto alle richieste degli operatori, le istituzioni internazionali richiamano la necessità di un quadro coerente a livello globale. La segretaria generale dell’ITU Doreen Bogdan-Martin e il segretario generale dell’OCSE Mathias Cormann mettono in guardia dai rischi di politiche digitali divergenti .
“Dobbiamo smettere di pensare in termini di frammentazione”, spiega Bogdan-Martin , ricordando che 2,2 miliardi di persone sono ancora offline e che la collaborazione è “assolutamente fondamentale”.
Cormann definisce la connettività digitale una “infrastruttura economica fondamentale”, che richiede resilienza “fin dalla progettazione” , mentre persistono divari territoriali e sociali . Regole nazionali divergenti possono aumentare i costi e scoraggiare i capitali.
“Con gli standard possiamo davvero costruire fiducia” , aggiunge Bogdan-Martin, sottolineando l’importanza di interoperabilità e benchmark globali. La governance deve evolvere “da una forma di governance statica a una governance adattiva”, accompagnando l’accelerazione dell’AI con competenze considerate “fondamentali”.
GSMA: adeguare le regole ai servizi satellitari LEO
Intanto nel dibattito sulle condizioni per investire entra anche la Gsma, che dal MWC26 chiede ai governi di aggiornare i quadri normativi in vista della crescita dei servizi satellitari Direct-to-User basati su costellazioni LEO. In un position paper, l’associazione sottolinea che le regole attuali sono spesso disomogenee o non pensate per questi nuovi modelli e invita a intervenire ora, mentre i deployment sono ancora nelle fasi iniziali.
“Stabilire requisiti comparabili per operatori mobili e satellitari che forniscono servizi simili aiuterà a garantire una protezione coerente dei consumatori, a sostenere investimenti sostenibili nel lungo periodo e a salvaguardare la sovranità nazionale”, afferma John Giusti, Chief Regulatory Officer della GSMA.
L’obiettivo è costruire cornici regolatorie trasparenti, proporzionate e armonizzate, capaci di accompagnare l’innovazione senza creare nuove distorsioni nel mercato delle comunicazioni.












