La trasformazione digitale impone di ripensare i confini dell’industria tecnologica. Secondo Pietro Labriola telecomunicazioni, cloud e intelligenza artificiale fanno parte della stessa filiera, e proprio per questo cambiano anche le relazioni con le grandi piattaforme digitali: con gli OTT il terreno diventa quello della “coopetition”, tra collaborazione industriale e competizione. Sullo sfondo, una questione che per il ceo di Tim diventa sempre più centrale: governance, sicurezza e giurisdizione dei dati.
Al Mobile World Congress di Barcellona Pietro Labriola rilancia il ruolo strategico delle telecomunicazioni nell’economia digitale. Nel suo keynote speech il ceo di Tim invita a guardare oltre la vision “tradizionale” e ancorata al passato.
L’infrastruttura di rete, spiega Labriola, rappresenta il primo anello del nuovo ecosistema. Sopra di essa si sviluppano il cloud e le piattaforme digitali, mentre l’intelligenza artificiale utilizza i dati generati e gestiti da questo sistema. Per questo motivo il dibattito sull’economia digitale deve riconoscere la natura integrata della filiera tecnologica, sostiene l’Ad di Tim, superando una visione frammentata dei diversi livelli dell’innovazione.
Nel suo intervento il ceo di Tim insiste su un punto: senza connettività non esiste il cloud e senza cloud l’AI non può operare, perché la potenza di calcolo e i dati necessari all’intelligenza artificiale dipendono dall’infrastruttura digitale.
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Dalla velocità alla qualità delle reti
Il keynote ripercorre anche l’evoluzione delle telecomunicazioni negli ultimi vent’anni: “Nelle telecomunicazioni abbiamo sempre parlato di velocità, di megabit al secondo”, ricorda Labriola, sottolineando come questo approccio abbia dominato il dibattito per lungo tempo.
Oggi però lo scenario è cambiato. Le nuove applicazioni digitali richiedono prestazioni diverse: latenza ridotta, affidabilità della connessione, capacità di supportare applicazioni distribuite e servizi in tempo reale.
La trasformazione dell’ecosistema digitale spinge quindi a ripensare le metriche con cui si valuta la qualità delle infrastrutture. La rete – evidenzia Labriola – diventa una piattaforma su cui girano servizi complessi, dall’edge computing alle applicazioni di intelligenza artificiale.
Governance del cloud e giurisdizione dei dati
Un passaggio centrale dello speech riguarda la governance dei dati e delle infrastrutture cloud. L’economia digitale sta creando uno spazio globale nel quale la localizzazione fisica delle informazioni non coincide sempre con la giurisdizione che ne regola l’utilizzo.
“Quando parliamo di cloud – sottolinea Labriola – dobbiamo iniziare a parlare di governance, sicurezza e giurisdizione”. Il tema non riguarda soltanto dove vengono conservati i dati, ma anche chi esercita il controllo operativo sulle piattaforme e quale normativa si applica alle informazioni.
Nel nuovo scenario, afferma, diventano decisive tre dimensioni: la giurisdizione dei dati, la sovranità operativa sulle infrastrutture digitali e il controllo tecnologico delle piattaforme. Questioni che, evidenzia il numero uno di Tim, incidono direttamente sulla sicurezza, sulla competitività industriale e sull’autonomia strategica dei Paesi.
Il rapporto con gli hyperscaler
La crescita delle grandi piattaforme globali ridefinisce anche il rapporto tra operatori di telecomunicazioni e hyperscaler, uno dei nodi centrali dell’economia digitale.
Secondo il ceo di Tim serve un cambio di approccio. “Dobbiamo lavorare insieme agli hyperscaler per trovare un approccio diverso”, afferma dal palco del MWC. L’obiettivo è costruire modelli di collaborazione capaci di valorizzare le infrastrutture di rete e allo stesso tempo sviluppare nuovi servizi digitali su scala globale, con la competizione che si sposta sempre più sul terreno degli ecosistemi tecnologici, dove cooperazione industriale e dinamiche competitive convivono.
Innovazione sempre più veloce
Nel keyonote speech c’è spazio anche per la velocità crescente con cui le tecnologie digitali si diffondono a livello globale: piattaforme digitali e servizi online raggiungono centinaia di milioni di utenti in pochi anni o addirittura in pochi mesi, spiega Labriola, come dimostrano le recenti applicazioni di intelligenza artificiale generativa. Un fenomeno che evidenzia come imprese e istituzioni siano chiamate a farsi trovare pronti da questa nuova dinamica.
“Restare fermi non è un’opzione”
Il messaggio conclusivo lanciato da Labriola è diretto all’intero settore tecnologico europeo: “Restare fermi non è un’opzione”, afferma, invitando industria e istituzioni a muoversi con decisione di fronte alla trasformazione digitale in corso. Per affrontare la nuova fase dell’economia digitale – conclude Labriola – Solo con una visione integrata che tenga insieme infrastrutture di rete, cloud e intelligenza artificiale – conclude il manager – l’Europa potrà giocare un ruolo competitivo nello scenario tecnologico globale.








