L’IoT connectivity entra in una fase di trasformazione profonda. La crescita delle connessioni continua, ma il valore non si distribuisce più in modo omogeneo. A delineare la nuova geografia competitiva è un’analisi di Analysys Mason, che prevede un mercato pronto quasi a raddoppiare tra il 2025 e il 2034, passando da circa 17 miliardi di dollari a oltre 30 miliardi. Anche il numero di dispositivi connessi registrerà un’accelerazione, superando gli 8 miliardi entro il prossimo decennio. Tuttavia, l’aumento dei volumi non basta: a spostare gli equilibri sono le applicazioni ad alta richiesta di dati, destinate a generare la parte più consistente dei ricavi, con effetti diretti sulle strategie degli operatori.
Il divario tra applicazioni high-bandwidth e low-bandwidth definisce un mercato sempre più polarizzato. La metrica che rende evidente questa tendenza è l’Arpc. Dopo una lunga fase di calo, la discesa si attenua e si avvia verso una stabilizzazione proprio grazie alla crescita degli use case che consumano più banda. Gli operatori devono quindi riposizionarsi e investire nei segmenti che offrono maggiori possibilità di monetizzazione, aprendosi al contempo alla cosiddetta “long tail” di applicazioni specialistiche.
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Automotive e utilities ridisegnano gli equilibri
Due settori guidano il mercato in modo opposto ma complementare. Da un lato, l’automotive domina il segmento ad alta banda. Dall’altro, le utilities presidiano quello a bassa intensità di traffico. Entrambi raccolgono la quota più rilevante delle connessioni a livello mondiale grazie a grandi contratti multi-anno, assegnati in genere a fornitori con solide capacità infrastrutturali.
L’automotive rappresenta il primo mercato IoT per ricavi. Nel 2025, ha generato quasi la metà del valore globale della IoT connectivity con circa 400 milioni di veicoli connessi. L’adozione diffusa dell’eSim nei mercati maturi, unita alla crescita costante delle vendite nei Paesi emergenti, alimenta ulteriormente la domanda. A questo quadro si aggiunge un elemento chiave: i veicoli generano sempre più dati. Le applicazioni di telematica video, gli assistenti avanzati alla guida e l’espansione del segmento elettrico contribuiscono a far crescere il consumo mensile, che nelle auto a batteria raggiunge diversi gigabyte, contro i 50 MB–1 GB delle vetture tradizionali.
Le utilities occupano invece il lato opposto dello spettro. I loro dispositivi trasmettono pacchetti ridotti e a intervalli predeterminati. Nonostante ciò, il valore economico deriva dalla durata dei contratti, spesso decennali, come dimostrano gli accordi già in corso in Europa e le recenti assegnazioni in America Latina e Asia. Telefónica, ad esempio, gestirà oltre 4,4 milioni di contatori acqua Nb-IoT in Brasile dal 2025, mentre Airtel fornirà 20 milioni di smart meter elettrici in India dal 2024. La scala, più che la banda, è il motore principale dei ricavi in questo segmento.
La long tail diventa strategica per i player più piccoli
Per gli operatori che non possono competere nelle grandi gare automotive e utility, la frontiera più promettente è la long tail, un mosaico di applicazioni che richiede approcci verticali e capacità di servizio avanzate. Nonostante i numeri ridotti rispetto ai colossi del settore, diversi use case ad alta banda garantiscono margini interessanti.
Il comparto sanitario è tra i più dinamici. La disponibilità a pagare per la qualità della connettività è elevata perché la continuità del servizio e la protezione dei dati rappresentano requisiti fondamentali. Il monitoraggio remoto dei pazienti si sta affermando come un ambito strategico in cui gli operatori possono offrire servizi a valore aggiunto, sostenuti da un’Arpc superiore alla media IoT. Si tratta di un segmento che beneficia non solo della crescita della telemedicina, ma anche dell’integrazione di reti mobili in dispositivi sempre più sofisticati.
Un’altra area in forte espansione è la sicurezza. Le telecamere connesse rappresentano una soluzione flessibile rispetto alle installazioni cablate e si diffondono sia nelle aziende sia nelle abitazioni. La necessità di trasmettere flussi video continui e ad alta definizione trasforma queste applicazioni in un’opportunità di ricavo significativa per gli operatori di rete.
Il ruolo del low-bandwidth nel garantire stabilità
La crescita degli use case ad alta banda non annulla il valore strategico delle applicazioni a basso consumo di dati. Tra queste, il tracking si distingue come uno dei motori principali, con oltre un decimo delle connessioni globali nel 2025. Le innovazioni nei dispositivi – in particolare le smart label basate su iSim – e l’evoluzione delle tecnologie mobili stanno alimentando l’adozione. L’uso crescente delle reti Lte Cat-1-bis consente implementazioni a costi contenuti e con piena capacità di roaming, elementi che favoriscono una diffusione più ampia.
Le soluzioni di tracciamento offrono agli operatori un flusso di ricavi stabile, anche se meno remunerativo rispetto agli use case ad alta banda. La combinazione di grandi volumi e gestione centralizzata rende questo segmento un pilastro dell’equilibrio economico del mercato IoT. Tuttavia, la spinta principale verso nuovi margini continuerà a provenire da applicazioni che generano traffico più elevato e richiedono servizi più complessi.
Verso un nuovo modello di crescita
L’IoT connectivity evolve in un contesto profondamente ridefinito dal consumo di banda. Le applicazioni ad alto traffico determineranno la maggior parte della crescita dei ricavi nei prossimi anni. L’automotive e le utilities resteranno i pilastri del mercato, ma i maggiori spazi per incrementare il valore arriveranno dai segmenti verticali emergenti, in particolare sanità e sicurezza.
Gli operatori dovranno rivedere le proprie strategie, puntando su un mix equilibrato tra servizi che garantiscono scala e use case che offrono margini più elevati. La capacità di differenziare l’offerta, presidiare nuove nicchie e sviluppare soluzioni integrate deciderà la competitività delle telco nell’economia dei dati.






