L‘accordo di Ran sharing 5G tra Tim e Fastweb+Vodafone è in grado di produrre degli impatti positivi immediati sulla copertura rurale e sull’esperienza di rete dei clienti. È quanto rivela Opensignal nel suo ultimo report dedicato agli effetti della collaborazione per il Ran sharing 5G tra le due telco annunciata il 7 gennaio 2026.
Mentre le implicazioni competitive e normative più ampie si manifesteranno nel tempo, gli effetti immediati a livello di rete sono più chiari: accelerazione dell’espansione del 5G nelle aree rurali, miglioramenti misurabili nell’esperienza di copertura 5G e un posizionamento più forte in vista del processo di rinnovo delle licenze per le frequenze radio atteso nel 2029, secondo l’analisi di Opensignal (concentrata esclusivamente sulle implicazioni relative alla rete e all’esperienza dei clienti e che non valuta le potenziali dinamiche competitive, l’efficienza dei costi o i risultati normativi, chiarisce la società).
Indice degli argomenti
Ran sharing 5G Tim-Fastweb+Vodafone, miglioramenti immediati
Questi i risultati potenziali della collaborazione secondo Opensignal.
Innanzitutto, un immediato miglioramento del 5G nelle zone rurali: l’esperienza di copertura 5G nelle zone rurali potrebbe aumentare fino a circa 7,5 (su una scala da 0 a 10), rispetto al 5,6 di Tim e al 6,8 di Vodafone, con un miglioramento previsto rispettivamente del 32% e dell’11%.
Inoltre, nonostante non vengano rilasciate nuove frequenze, la copertura 5G aumenterà: entrambi gli operatori detengono già le stesse allocazioni nazionali nelle bande 700 MHz e 3,7 GHz. Il vantaggio deriva dalla condivisione delle infrastrutture e dall’ampliamento della portata di copertura, non dall’accesso a nuove frequenze.
Opensignal segnala anche un miglioramento misurabile dell’esperienza: il 5G su banda 700Mhz offre un significativo miglioramento nella metrica di Qualità Costante rispetto al 4G nelle aree rurali.
Copertura 5G nelle zone rurali: quantificazione dell’impatto
Sebbene i dettagli operativi dell’accordo di Ran sharing 5G tra Tim e Fastweb+Vodafone rimangano limitati, l’obiettivo dichiarato è chiaro: mettere in comune le risorse per accelerare l’introduzione del 5G nelle zone rurali, con ciascun operatore che gestisce metà delle regioni amministrative italiane.
Per quantificare il potenziale impatto, Opensignal ha applicato la stessa metodologia utilizzata nelle precedenti analisi di consolidamento e integrazione di rete (tra cui Vodafone-Three nel Regno Unito). La società di analisi ha sovrapposto le aree di copertura di entrambi gli operatori e stimato la percentuale di aree popolate in cui gli utenti avrebbero accesso alla copertura radio combinata, ipotizzando che i siti esistenti continuino a servire le loro attuali aree di copertura uniche. Ciò fornisce una proiezione a livello di rete senza fare ipotesi su prezzi, concorrenza o razionalizzazione dei siti.
Utilizzando il parametro di misurazione dell’esperienza di copertura 5G di Opensignal, che riflette la percentuale di aree popolate in cui gli utenti hanno osservato una connessione 5G attiva, misurata su una scala da 0 a 10, lo studio prevede che i punteggi nelle aree rurali per entrambi gli operatori saliranno a circa 7,5 a seguito del Ran sharing. Ciò rappresenta un aumento sostanziale rispetto ai livelli attuali: 5,6 per Tim e 6,8 per Vodafone, ovvero, rispettivamente, del 32% e dell’11%.
Un punteggio di 7,5 implica che gli utenti Tim e Vodafone potrebbero usufruire del 5G in circa il 75% delle località rurali popolate visitate dagli utenti sulle rispettive reti, rispetto all’attuale 57% circa per Tim e al 67% per Vodafone. Ciò rappresenta, sottolinea Opensignal, un miglioramento strutturale della connettività rurale, a diretto sostegno degli obblighi di implementazione della banda ultra larga e del 5G in Italia.
Il vantaggio dell’accordo: stesse frequenze, più siti 5G
A differenza di diversi casi di fusioni precedentemente analizzati da Opensignal, tra cui DTAC–TrueMove H (Thailandia), Digi (Malesia) e il consolidamento taiwanese, Tim e Vodafone non stanno combinando portafogli di frequenze complementari.
Entrambi gli operatori detengono già allocazioni nazionali identiche, tra cui: 700 MHz (n28) 2×10 MHz ciascuno; 3,7 GHz (n78) 80 MHz ciascuno. Si tratta di licenze nazionali. Pertanto, nessuno dei due operatori ottiene l’accesso a nuove bande o a larghezze di banda aggiuntive nell’ambito del presente accordo.
Il miglioramento deriva invece da un accesso più ampio ai siti 5G implementati, maggiore diffusione geografica di ciascuna banda e da una riduzione dell’asimmetria nella diffusione delle reti nelle zone rurali.
Nell’Italia rurale, l’ostacolo alla diffusione della banda ultra larga non è la disponibilità di blocchi di frequenze, ma la densità e la velocità del dispiegamento della rete 5G, spiegano gli analisti. L’accordo di Ran sharing 5G aumenta efficacemente la copertura utilizzabile del livello radio per utente, traducendosi in una migliore esperienza di copertura senza espandere la capacità dello spettro.
Due diverse strategie di roll-out
Tuttavia, sebbene le risorse dello spettro siano sostanzialmente simili, le strategie di rollout sono state diverse.
La strategia 5G di Tim si è concentrata maggiormente sulla banda bassa (700 MHz) per massimizzare la copertura iniziale. Grazie alla condivisione della rete, i clienti Tim ottengono un accesso più ampio ad aree coperte da n78 di Vodafone.
Questo è importante perché la banda n78 generalmente offre maggiore capacità e produttività, prestazioni più elevate per casi d’uso con un uso intensivo di dati e migliore consistenza sotto carico. Un maggiore utilizzo della banda 3,5-3.7 GHz è strettamente correlato a velocità di download 5G più elevate e a una maggiore stabilità, secondo le analisi di Opensignal.
Vodafone, da parte sua, ha dato priorità all’implementazione della banda n78 in tutto il Paese. Grazie al Ran sharing, gli utenti Vodafone ottengono un accesso ampliato alla copertura di banda n28 di Tim nelle zone rurali.
Sebbene la banda n28 non possa eguagliare la capacità della banda n78, i dati di Opensignal dimostrano costantemente che anche il 5G su frequenze 700MHz offre una maggiore affidabilità e una qualità più elevata rispetto al 4G.
Esperienza del cliente mobile: aumento della qualità
Infine, per quanto riguarda la Customer experience, Opensignal ha utilizzato l’indice di qualità costante dell’esperienza mobile, un parametro composito che misura la frequenza con cui gli utenti ricevono un livello di esperienza “sufficientemente buono” per le applicazioni mobili di uso quotidiano.
I dati raccolti dagli utenti Opensignal dimostrano che, nel caso di Tim e Vodafone, il passaggio dal 4G al 5G nelle aree rurali comporta un aumento della qualità costante compreso tra 4,9 e 5,5 punti percentuali quando il 5G viene fornito tramite banda n28 e un aumento compreso tra 8,7 e 11 punti percentuali con la banda n78.
L’aumento è maggiore su Tim rispetto a Vodafone: gli utenti rurali di Tim vedono la qualità costante passare dal 77,4% sul 4G all’88,4% sul 5G in n78, il che dimezza effettivamente la percentuale di tempo con un’esperienza di rete scadente.
Implicazioni in vista del rinnovo dello spettro radio nel 2029
Secondo Opensignal, il momento in cui è arrivato l’accordo di Ran sharing 5G tra Tim e Fastweb+Vodafone è significativo. Il prossimo rinnovo delle licenze delle frequenze radio in Italia dovrebbe rafforzare gli obblighi di copertura, includendo potenzialmente requisiti più severi in termini di latenza e densità di connessione. In tale contesto, l’estensione della copertura 5G nelle zone rurali favorisce sia l’esperienza dei clienti che la conformità normativa.
Una questione tecnica fondamentale riguarda la struttura dello spettro. Un blocco contiguo di 100 MHz nella “C Band” è ampiamente considerato come un punto di riferimento per le implementazioni 5G ad alte prestazioni. Oggi, Tim e Vodafone detengono ciascuna 80 MHz nella banda 3,7 GHz. Sebbene la condivisione della Ran non aumenti immediatamente la massima larghezza di banda, crea opzioni strategiche.
Se i futuri accordi normativi consentiranno un coordinamento più approfondito, potenzialmente nell’ambito di un quadro Multi-operator core network (MOCN), il pooling dei blocchi di frequenze potrebbe consentire un uso più efficiente dello spettro in banda n78. Tale sviluppo trasformerebbe la partnership da un acceleratore di rollout a un potenziale vantaggio di capacità a lungo termine. Dato che l’Italia già consente strutture Mocn nell’ambito dell’accordo Zefiro (Iliad), esiste un precedente.
Ran sharing, verso una leadership sostenibile nelle reti 5G
In definitiva, al di là dei vantaggi immediati per le zone rurali in termini di copertura e esperienza dei clienti, questo accordo potrebbe segnalare una più ampia transizione strutturale verso due importanti partnership infrastrutturali: Zefiro (Iliad) e Tim–Fastweb+Vodafone.
In un mercato caratterizzato da un’elevata intensità di capitale, obblighi di implementazione impegnativi e incertezza normativa, il Ran sharing 5G potrebbe rivelarsi non solo uno strumento di efficienza, ma anche una pietra miliare per la leadership sostenibile delle reti 5G negli anni a venire.





