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Artemis II, missione compiuta: l’uomo torna ad abbracciare la Luna



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Compiuto il volo orbitale che ha portato il modulo Orion nel punto più lontano dalla Terra mai raggiunto dall’umanità. L’avvicinamento massimo al satellite, a circa 6.500 km dal suolo, è stato raggiunto durante la perdita di segnale programmata di 40 minuti. E nella capsula spunta un barattolo di Nutella

Pubblicato il 7 apr 2026



Artemis II, missione compiuta: l’uomo torna ad abbracciare la Luna
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L’umanità torna ad abbracciare la Luna, anche se solo per sette ore e con una rotta orbitale a 6.550 km dal suolo del nostro satellite. La missione Artemis II ha infatti concluso uno storico sorvolo lunare, segnandoil primo ritorno della Nasa sulla Luna dall’Apollo 17 del 1972 e stabilendo nuovi record per l’esplorazione spaziale.

Gli astronauti all’interno della navicella Orion, infatti, non solo hanno catturato immagini del lato nascosto della Luna, ma hanno anche toccato il punto più lontano dalla Terra raggiunto da qualsiasi essere umano, arrivando a 252.756 miglia (406,7 mila km) superando la distanza di 248.655 miglia dell’Apollo 13 nel 1970.

La Nasa dunque celebra il pieno successo della missione, giunta al sesto giorno, che ha portato tanto lontano gli americani Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen.

L’equipaggio, che ha ricevuto le congratulazioni del presidente Donald Trump, ha anche parlato con l’amministratore della Nasa Jared Isaacman e ha risposto alle domande poste sui social media.

L’eclissi solare vista dallo spazio

I quattro membri dell’equipaggio hanno avuto anche l’opportunità di ammirare un’eclissi solare durata circa un’ora, durante la quale la prospettiva di Orion si è allineata con la Luna e il Sole. In questa fase, il Sole è “scomparso” dietro una Luna in gran parte oscurata, e gli astronauti hanno sfruttato l’occasione per analizzare la corona solare, ovvero l’atmosfera più esterna del Sole.

Si è trattato in effetti di un’eclissi solare sette volte più lunga di quelle che si possono osservare dalla Terra. “Una volta che il Sole è completamente nascosto dietro la Luna, l’equipaggio cercherà di individuare lampi d’impatto, polvere sollevata sopra il bordo della Luna e obiettivi nello spazio profondo, compresi i pianeti”, aveva comunicato la Nasa.

La perdita di segnale programmata

La navicella e il suo equipaggio hanno raggiunto il punto di massimo avvicinamento al satellite volando a circa 4.067 miglia (circa 6500 km) durante la perdita di segnale programmata di 40 minuti, dovuta proprio al passaggio dietro la Luna.

Il centro di controllo della missione ha ristabilito il segnale all’1.30 orario italiano, nel momento in cui gli astronauti hanno ripreso a utilizzare la Deep Space Network (rete internazionale di antenne radio) per mantenere il flusso di comunicazioni e dati scientifici tra lo Spazio e la Terra.

La prima astronauta a parlare, dopo il ripristino delle comunicazioni, è Christina Koch. “È fantastico sentirci di nuovo dalla Terra. All’Asia, all’Africa e all’Oceania: vi stiamo guardando. Abbiamo saputo che in questo momento potete alzare lo sguardo e vedere la Luna. Anche noi vi vediamo”, ha dichiarato Koch.

“Congratulazioni a questo incredibile equipaggio e a tutto il team della Nasa, ai nostri partner internazionali e commerciali, ma questa missione non sarà finita finché non saranno al sicuro con i paracadute, ammarando nell’Oceano Pacifico”, ha scritto la Nasa sui propri canali social complimentandosi per l’esito della missione.

Il ritorno degli astronauti è infatti previsto per venerdì 10 aprile quando Orion ammarerà al largo della California.

Non solo tecnologia: l’Italia vola nello spazio anche con la Nutella

Nei mesi di preparazione all’avvio della missione Artemis II si è molto parlato del contributo tecnologico fornito dalle aziende italiane, a partire da Leonardo e Telespazio, per la realizzazione del modulo di servizio.

Ma molto probabilmente, nell’immaginario collettivo, rimarrà il ricordo di un’altra eccellenza del Made in Italy presente in questo momento storico. Mentre milioni di persone seguivano in diretta da tutto il mondo le fasi di avvicinamento di Orion alla Luna, infatti, sugli schermi è apparso improvvisamente un barattolo di Nutella, che per qualche secondo ha fluttuato tra i quattro astronauti.

Ferrero non ha perso l’occasione per dedicare un post in inglese sui suoi canali social: “Onorati di aver viaggiato più lontano di qualsiasi altra crema spalmabile nella storia, portando la diffusione dei sorrisi a nuove vette”.

Anche il Kennedy Space Center ha partecipato al tono leggero della conversazione online, commentando la scena con un riferimento ai “dolci momenti” vissuti dall’equipaggio durante la missione.

La presenza del barattolo di crema a bordo della Orion ha sollevato diversi interrogativi non solo sui social, ma anche sulle testate giornalistiche. C’è chi ipotizza che si sia banalmente trattato di un’iniziativa dell’equipaggio per “addolcire” il menù dei dieci giorni di missione, mentre altri hanno alluso a un’operazione di product placement, smentite dalla Nasa. E c’è anche chi sostiene che il video possa essere stato manipolato con l’intelligenza artificiale. Dopo il finto sbarco sulla Luna girato da Stanley Kubrick, insomma, i complottisti avranno ancora qualcosa di cui discutere nei prossimi anni.

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