I sistemi wireless si sono evoluti in un motore di crescita strategico capace di generare un effetto moltiplicatore, dove un singolo investimento di rete è in grado di produrre ritorni amplificati su produttività dei dipendenti, coinvolgimento dei clienti e ricavi. Ma, specie nell’era dell’AI, serve una strategia precisa per massimizzare il roi che può generare la modernizzazione del Wi-Fi.
A sostenerlo è lo “State of Wireless Report” realizzato da Sandpiper Research & Insights per Cisco. Basato su un sondaggio globale che ha coinvolto oltre 6mila professionisti del settore wireless, appartenenti a organizzazioni con almeno 250 dipendenti, distribuite in 30 mercati e in diversi settori industriali, lo studio evidenzia che, mentre le aziende di tutto il mondo – incluse quelle italiane – raggiungono un punto di svolta nella domanda di connettività, quelle che danno priorità strategica al wireless ottengono un valore di business significativamente superiore rispetto ai propri pari.
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Il “paradosso dell’AI nel wireless”
Secondo Cisco, si tratta di un valore governato dal “paradosso dell’AI nel wireless”: se da un lato l’intelligenza artificiale è il principale motore del roi per il wireless (basti pensare che le operations basate sull’AI permettono di recuperare oltre 850 ore all’anno per ogni addetto IT, permettendo ai team di passare da una gestione reattiva dei “ticket” a iniziative strategiche ad alto valore), dall’altro può alimentare complessità operativa e rischi per la sicurezza. Che questa dinamica si trasformi in un ostacolo o in un vantaggio competitivo dipende dalla capacità delle aziende di gestirla.
In questo senso, lo studio fornisce una roadmap strategica – che integra automazione guidata dall’AI, sicurezza e competenze specializzate – per affrontare queste potenziali sfide. Secondo il report, adottando questo approccio olistico, le aziende hanno quattro volte più probabilità di ottenere rendimenti elevati, trasformando la propria infrastruttura wireless in un vantaggio competitivo.
I driver e gli effetti della modernizzazione del wireless
La diffusione dell’Internet of Things, dei carichi di lavoro AI e delle applicazioni a elevata larghezza di banda come lo streaming 4K/8K e la realtà aumentata/virtuale, è il principale fattore trainante della modernizzazione delle reti wireless.
Il report evidenzia il fatto che le aziende stanno accelerando il processo di rinnovamento delle reti wireless, con una percentuale crescente di intervistati che prevede di aggiornarsi allo spettro a 6 GHz. Quasi tre aziende su cinque dichiarano l’intenzione di implementare Wi-Fi 6E o Wi-Fi 7 entro il prossimo anno, per garantire una connettività moderna e performante.
Allo stesso tempo, le organizzazioni si stanno adattando a nuovi modelli di lavoro, come l’hot desking e il Byod (Bring Your Own Device), aumentando in modo significativo i propri budget destinati al wireless.
“Il personale aziendale si sta evolvendo in team ibridi in cui persone, agenti AI e sistemi automatizzati, operano insieme alla velocità delle macchine. Il Wi-Fi rappresenta la base che rende tutto ciò possibile, collegando ogni endpoint, proteggendo ogni interazione e fornendo le informazioni operative necessarie per prendere decisioni più intelligenti in tutta l’azienda”, commenta Anurag Dhingra, svp e gm di Enterprise Connectivity & Collaboration di Cisco. “Oggi, l’AI rappresenta al tempo stesso la più grande opportunità e la sfida più importante per le reti aziendali”.
In particolare, a livello internazionale, l’80% del campione ha ampliato la spesa negli ultimi cinque anni e il 29% ha incrementato i budget del 50% o più nello stesso periodo, mentre l’82% prevede ulteriori aumenti nei prossimi 4-5 anni e il 35% prevede di aumentare i budget del 50% o più nello stesso periodo.
Le aziende che hanno già intrapreso percorsi di modernizzazione stanno sperimentando un vero e proprio effetto moltiplicatore. In Italia, l’impatto degli investimenti wireless è misurabile e diffuso: il 72% (78% a livello globale) segnala miglioramenti nell’efficienza operativa e riporta un aumento della produttività dei dipendenti (75% a livello globale), il 70% osserva un maggiore coinvolgimento dei clienti (75% a livello globale) e il 64% (68% a livello globale) riscontra impatti positivi sui ricavi grazie agli investimenti nel wireless.
Verso l’integrazione tra AI e Wi-Fi: la roadmap da seguire
Per sfruttare il vantaggio competitivo che deriva dall’adozione dei nuovi standard in concomitanza con lo sviluppo dell’AI, secondo Cisco le aziende dovrebbero prima di tutto dare priorità alla riduzione della complessità operativa: con il 96% delle aziende in Italia (98% il dato globale) che segnala una crescente complessità delle reti wireless, molti team si ritrovano intrappolati in un ciclo reattivo che assorbe risorse, le sottrae ad attività strategiche e compromette le iniziative legate all’AI. Per gestire questa situazione, oltre quattro organizzazioni su cinque tra quelle intervistate preferiscono una rete wireless completamente o prevalentemente automatizzata, basata su operazioni guidate dall’AI. L’efficacia di questo approccio è dimostrata: il 98% di chi già utilizza l’automazione tramite AI riporta vantaggi sostanziali, con un risparmio medio di 3 ore e 20 minuti al giorno per ogni addetto.
Occorre poi mitigare i rischi di sicurezza wireless: gli incidenti di sicurezza generati dall’AI rappresentano uno dei fattori determinanti dell’aumento dei rischi nel wireless. Il 51% delle aziende italiane (in linea con il dato globale) riferisce perdite finanziarie dovute a incidenti legati alla sicurezza wireless e, per il 47% di esse (50% il dato globale) l’impatto supera il milione di dollari all’anno. Il 30% delle aziende italiane colpite (35% il dato globale) identifica nei dispositivi IoT o OT compromessi la causa principale.
È infine indispensabile affrontare la carenza di personale specializzato: la carenza di figure professionali sta amplificando le sfide operative. In Italia, l’89% (90% il dato globale) dei responsabili wireless riscontra difficoltà nel reperire professionisti qualificati a causa di una crescente migrazione dei talenti verso ambiti quali l’AI e la cybersecurity. Questo divario di competenze ha un costo elevato: le aziende che affrontano le maggiori difficoltà di reclutamento hanno probabilità più elevate di subire costi per incidenti di sicurezza, con un impatto annuo superiore del 70% rispetto alle aziende che non riscontrano problemi di assunzione.






