il progetto

5G Ran: Nokia rafforza la partnership con Virgin Media O2 per la trasformazione mobile UK



Indirizzo copiato

L’accordo pluriennale per il rinnovamento della rete radio segna un passaggio chiave nella strategia industriale dell’operatore britannico, tra modernizzazione infrastrutturale, automazione e scelte architetturali che guardano oltre il 5G

Pubblicato il 9 apr 2026



shutterstock_1890882505
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Il 5G RAN torna al centro delle strategie industriali europee con l’accordo siglato tra Nokia e Virgin Media O2, che va oltre la semplice fornitura tecnologica. La scelta dell’operatore britannico di affidare a Espoo una parte rilevante del proprio programma di rinnovamento radio racconta infatti un passaggio più ampio: la trasformazione della rete mobile come piattaforma abilitante, non solo come somma di siti e frequenze.

L’intesa, di durata pluriennale, prevede il deployment e la modernizzazione della rete radio 5G su scala nazionale nel Regno Unito, utilizzando l’ultima generazione del portafoglio AirScale RAN. In gioco non c’è soltanto un incremento prestazionale, ma la costruzione di un’infrastruttura capace di sostenere l’evoluzione verso il 5G Advanced, mantenendo al tempo stesso controllo su costi operativi, consumi energetici e complessità gestionale.

Una modernizzazione che parte dall’hardware, ma guarda al software

Nel perimetro dell’accordo rientrano Massive Mimo di nuova generazione, baseband modulari ad alta capacità e piattaforme radio progettate per essere aggiornabili nel tempo. È una scelta coerente con la Mobile Transformation Plan di Virgin Media O2, che punta a migliorare capacità, copertura ed efficienza spettrale, ma anche a preparare la rete a funzioni avanzate di automazione.

Il messaggio è chiaro: la modernizzazione del 5G RAN non si esaurisce in un refresh tecnologico. Serve una roadmap che consenta di integrare nuove funzionalità software, ottimizzare l’uso delle bande disponibili e supportare casi d’uso sempre più esigenti in termini di latenza e affidabilità.

In questa logica si inseriscono l’architettura GigaSite, le soluzioni Dual‑Band Massive Mimo e le piattaforme baseband abilitate all’uso di AI, elementi che consentono di scalare le prestazioni senza moltiplicare la complessità operativa.

Prestazioni e sostenibilità come variabili industriali

Uno dei punti qualificanti dell’accordo riguarda l’efficienza energetica. Il tema non è marginale. La densificazione della rete 5G, soprattutto in contesti urbani, impone un ripensamento dei consumi e dei modelli di gestione. Le funzionalità di risparmio energetico integrate nelle soluzioni Nokia puntano a ridurre l’impatto operativo, mantenendo elevata la qualità del servizio.

Il risultato atteso è un miglioramento tangibile dell’esperienza utente, con velocità più elevate, maggiore affidabilità e migliore copertura, ma anche una rete più sostenibile nel lungo periodo. È un equilibrio che gli operatori cercano sempre più spesso, soprattutto in mercati maturi come quello britannico.

Dalla fornitura alla co‑innovazione

L’accordo rafforza una collaborazione che dura da oltre vent’anni e introduce un elemento chiave: l’estensione dei programmi di co‑innovazione. Nokia e Virgin Media O2 lavoreranno insieme su progetti pilota e proof of concept focalizzati su automazione di rete, intelligenza distribuita e architetture avanzate di RAN.

Secondo Mark Atkinson, Head of Ran di Nokia, “siamo lieti di approfondire la nostra partnership di lunga data con Virgin Media O2 attraverso questo nuovo e importante accordo sul 5G RAN. Il nostro portafoglio AirScale è progettato per offrire le prestazioni, l’efficienza e la flessibilità necessarie alle future esigenze di connettività del Regno Unito”.

Dal lato operatore, Jeanie York, Chief Technology Officer di Virgin Media O2, sottolinea che “mentre continuiamo a far evolvere e migliorare la nostra rete mobile pluripremiata con il Mobile Transformation Plan, Nokia resta un partner strategico chiave per offrire connettività affidabile ai nostri clienti”.

Il contesto: Ran evoluta e scelte architetturali

L’operazione si inserisce in un momento di riflessione più ampio sul futuro della rete radio. Il dibattito su Open Ran, disaggregazione e virtualizzazione accompagna ormai tutte le strategie di modernizzazione. Anche quando non si parla esplicitamente di architetture completamente aperte, le scelte dei grandi operatori riflettono una tensione costante tra integrazione verticale e flessibilità.

Il caso Virgin Media O2 mostra un approccio pragmatico. Da un lato, la preferenza per soluzioni industriali mature, con responsabilità end‑to‑end chiare. Dall’altro, l’attenzione crescente a elementi tipici del mondo Open Ran, come la programmabilità, l’automazione e l’uso di controller intelligenti per l’ottimizzazione radio.

La letteratura tecnica e le sperimentazioni sul campo indicano che la disaggregazione spinta non è una ricetta universale. I benefici dipendono da spettro disponibile, vincoli di trasporto e capacità di orchestrazione. In reti pubbliche su larga scala, la modernizzazione progressiva del 5G RAN resta spesso la strada più solida.

Spettro, performance e complessità operativa

Il miglioramento dell’efficienza spettrale citato nell’accordo non è un dettaglio. In un mercato come quello UK, dove le risorse frequenziali sono un asset critico, ottimizzare l’uso delle bande esistenti diventa decisivo per sostenere la crescita del traffico senza moltiplicare gli investimenti.

Le tecnologie Massive Mimo e le piattaforme baseband avanzate consentono di aumentare la capacità per sito, ma richiedono anche una gestione sofisticata delle interferenze e dei carichi. È qui che entrano in gioco le funzionalità di AI‑driven intelligence, che trasformano la RAN in un sistema sempre più data‑driven.

Verso il 5G Advanced, senza salti nel vuoto

L’aspetto forse più rilevante dell’accordo riguarda la traiettoria evolutiva. Preparare la rete al 5G Advanced significa abilitare nuove funzionalità senza stravolgere l’infrastruttura esistente. Modularità e aggiornabilità diventano quindi requisiti centrali.

La scelta di Virgin Media O2 suggerisce che la transizione “oltre il 5G” passerà, almeno nei grandi network pubblici, da architetture evolutive, capaci di incorporare elementi di apertura e automazione senza compromettere stabilità e performance.

In questo senso, il 5G Ran non è più soltanto un dominio tecnologico, ma un terreno di confronto industriale. Qui si misurano visioni strategiche, modelli di partnership e capacità di governare la complessità. L’accordo tra Nokia e Virgin Media O2 offre una fotografia nitida di questa fase: meno slogan, più integrazione tra hardware, software e intelligenza di rete. È su questo equilibrio che si giocherà la partita della prossima generazione mobile.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x