La Commissione europea lancia il primo bando per riunire acquirenti e fornitori nell’ambito del Raw Materials Mechanism (Meccanismo per le materie prime). Attraverso questa piattaforma, gli acquirenti di materie prime critiche potranno aggregare la domanda e connettersi con fornitori, istituzioni finanziarie e fornitori di servizi di stoccaggio.
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Su cosa si focalizza il Meccanismo
Il Meccanismo per le materie prime rientra nell’ambito degli sforzi dell’Unione europea per diversificare le forniture di materie prime critiche, basandosi sulla Piattaforma energetica dell’Ue. Poiché l’industria comunitaria, inclusi i settori critici come quello delle telecomunicazioni, rimane fortemente dipendente da un numero limitato di fornitori di Paesi terzi, l’iniziativa mira a ridurre le vulnerabilità e rafforzare la sicurezza economica di fronte ai crescenti rischi geopolitici, dando visibilità a fonti alternative. Per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, consentirà di costruire partnership al di là delle reti esistenti.
Con un focus iniziale su ambiti strategici come le terre rare, la difesa e i materiali per batterie, lo strumento, innestato su un principio di volontarietà e basato sulle logiche di mercato, integra le relazioni commerciali esistenti senza intervenire nelle negoziazioni. Le imprese interessate a partecipare a questo primo ciclo possono registrarsi entro la fine di aprile.
Un percorso in divenire
La Piattaforma Ue per l’energia e le materie prime è un’iniziativa sviluppata per le imprese europee, con l’obiettivo di sfruttare le dimensioni e la forza del mercato dell’Unione per accrescere la competitività dell’industria europea, la sicurezza degli approvvigionamenti e la decarbonizzazione. Ospiterà diversi meccanismi che riguarderanno, inizialmente, l’idrogeno, le materie prime, il biometano, il gas naturale liquefatto e il gas naturale.
In futuro, altri prodotti correlati alle emissioni di anidride carbonica potranno rientrare nell’ambito di attività della piattaforma.
Dalle tecnologie verdi e digitali all’aerospaziale e alla difesa, tutti i settori industriali europei potranno beneficiare del Meccanismo per le materie prime e entrare in contatto con nuovi fornitori, partner finanziari o di investimento.
Gli effetti sulle Tlc: i vantaggi a monte della filiera
Come accennato, per sua natura il Raw Materials Mechanism implica impatti positivi pure per il comparto delle telecomunicazioni, anche se si tratta soprattutto di benefici che saranno percepiti come indiretti, e più visibili a monte della filiera che sugli operatori.
Il primo round, d’altra parte, non è incentrato specificamente sul settore telco, ma su terre rare, difesa e materiali per batterie. Quindi l’effetto diretto su operatori, towerco o system integrator sarà limitato nel brevissimo termine; l’effetto più evidente riguarderà invece Oem (Original equipment manufacturer) di apparati, filiera elettronica, componentistica per la gestione delle radiofrequenze, ottica e device.
Focalizzandosi sull’ambito della fibra e della trasmissione ottica, l’introduzione del meccanismo potrebbe avere per esempio un impatto diretto sull’acquisizione di germanio, usato nella produzione del vetro per fibra ottica destinata a data networking e telecommunication. Se l’Unione europea riuscirà a diversificare meglio gli approvvigionamenti, diminuirà il rischio di colli di bottiglia su fibra, componenti ottici e parte della catena legata a reti fisse e backbone.
Pensando invece agli allo sviluppo di apparati radio e alle applicazioni basate su semiconduttori e fotonica, un migliore accesso al gallio potrebbe determinare un impatto importante sulla catena di valore di stazioni radio, moduli RF, power electronics e componenti fotonici.
Le terre rare sono usate per la realizzazione di dispositivi hi-tech come smartphone, hard disk, Led e componenti di comunicazione portatile. La Commissione ricorda che la Ue dipende ancora in misura molto elevata dalla Cina per i magneti a terre rare. Questo significa che una maggiore diversificazione può aiutare il comparto delle telecomunicazioni a emanciparsi anche rispetto al fronte dei terminali e non solo in relazione allo sviluppo delle reti.
L’effetto strategico più importante, dunque, è la riduzione del rischio geopolitico, il che non porterà a una svolta immediata sui prezzi. Il meccanismo infatti non interviene nelle negoziazioni commerciali, e d’altra parte i risultati dei round sono condivisi solo con i partecipanti e sono non vincolanti. Quindi nel breve periodo l’iniziativa può migliorare visibilità della supply chain e l’accesso a supplier alternativi, ma non elimina naturalmente scarsità, volatilità o tempi lunghi di sviluppo dei progetti minerari e di raffinazione.






