Le città intelligenti entrano in una fase nuova. Dopo anni in cui la trasformazione urbana è stata spesso raccontata attraverso sensori, piattaforme, reti e applicazioni, il baricentro si sposta. Secondo l’analisi di Capgemini, nel 2026 la vera sfida non sarà più acquistare hardware o software innovativi, ma orchestrare ecosistemi integrati, federati e guidati dai dati, capaci di generare risultati concreti per l’economia locale e per la qualità della vita dei cittadini.
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Smart city, cambia il paradigma: meno tecnologia isolata, più governo “sovrano” dei dati
La nuova fase urbana si gioca su ecosistemi in cui PA, aziende e altri soggetti possono condividere informazioni mantenendo controllo, regole, sicurezza e responsabilità sul loro utilizzo: dal traffico all’energia, dalla gestione delle emergenze alla pianificazione dei quartieri. Il punto di Capgemini
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