LO STUDIO

Connettività via satellite D2D: operativo il 22% delle telco europee. Sprint al 6G



Indirizzo copiato

Secondo Omdia cresce il numero di operatori che avvia test e partnership per portare messaggistica e dati base sugli smartphone fuori copertura. La sfida ora è definire modelli commerciali, alleanze multi-vendor e quadro regolatorio in vista dell’integrazione nativa tra reti terrestri e non terrestri

Pubblicato il 5 mag 2026



AdobeStock_69024044-1536×971-1
Satellite dish sky sunset communication technology network image background for design
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Punti chiave

  • Fase iniziale ma in crescita: a marzo 2026 il 22% degli operatori mobili europei ha avviato/testato/annunciato partnership D2D via satellite, verso integrazione con i servizi mobili.
  • Offerta commerciale limitata a messaggistica e dati base; le telco posizionano D2D come potenziatore di copertura e resilienza, inserendolo in piani premium o come add-on a pagamento.
  • Strategie multi-vendor per preservare la sovranità; incertezza su spettro e regole; D2D considerato cruciale per il futuro 6G, spinto da attori come Starlink e Ast SpaceMobile.
Riassunto generato con AI

La connettività satellitare al dispositivo (D2D, direct-to-device) sta entrando nelle prime fasi di commercializzazione in Europa: lo rivelano i dati dell’ultima ricerca di Omdia. Il mercato è ancora in una fase iniziale, ma l’interesse è in crescita: a marzo 2026, oltre un quinto (22%) degli operatori di rete mobile europei aveva già avviato, stava testando o annunciato partnership D2D via satellite. Questo livello di attività segnala una crescente fiducia nel fatto che il D2D diventerà una componente importante delle prossime offerte di servizi mobili.

“Gli operatori di telecomunicazioni europei hanno iniziato a integrare il D2D via satellite nei loro portafogli di servizi mobili”, ha affermato Julia Schindler, Principal analyst, Service provider strategy, di Omdia. “Gli operatori che sfruttano questa fase iniziale per testare la tecnologia, stringere partnership e comprendere la domanda dei clienti saranno meglio posizionati per un futuro 6G in cui le reti terrestri e non terrestri saranno profondamente integrate”.

Satellite e connettività D2D, telco europee in pista

Attualmente, i servizi D2D commerciali in Europa sono limitati alla messaggistica e ai dati di base, il che restringe le opportunità di monetizzazione a breve termine. Di conseguenza, la maggior parte degli operatori sta posizionando il D2D come un potenziatore di copertura e resilienza piuttosto che come una fonte di ricavi a sé stante.

Gli approcci tipici includono l’integrazione delle funzionalità D2D nei piani tariffari premium o la loro offerta come servizi aggiuntivi a pagamento, analogamente al roaming internazionale.

Per Omdia questo è il momento ottimale per gli operatori per sperimentare la tecnologia, stringere partnership strategiche e perfezionare i modelli di commercializzazione prima che una maggiore adozione trasformi il D2D in un servizio più standardizzato.

Gli operatori europei stanno in gran parte convergendo verso soluzioni D2D che consentono agli smartphone di connettersi direttamente ai satelliti utilizzando le tecnologie mobili esistenti. Questo approccio offre la scalabilità maggiore e permette una più stretta integrazione con le offerte mobili e i sistemi di fatturazione già consolidati.

Le partnership e la salvaguardia della sovranità

“Sebbene Starlink consenta il percorso più rapido per l’implementazione iniziale, la sovranità e il controllo stanno diventando fattori sempre più importanti nella scelta di partner alternativi”, ha aggiunto Schindler. “Molti operatori di telecomunicazioni europei stanno deliberatamente perseguendo strategie multi-vendor per preservare la flessibilità e ridurre la dipendenza a lungo termine, dato che il D2D sta diventando parte integrante delle infrastrutture nazionali critiche.”

I fornitori alternativi, come Satellite Connect Europe, stanno diventando sempre più attraenti man mano che gli operatori diversificano il proprio ecosistema di partner.

Satellite D2D, ruolo cruciale per il 6G

Nonostante questi progressi, l’incertezza normativa e la disponibilità dello spettro rimangono i principali ostacoli a una più ampia diffusione commerciale. La preparazione normativa, nota Omdia, varia significativamente da paese a paese.

Ciononostante, Omdia prevede che le attuali sperimentazioni e i servizi commerciali D2D svolgeranno un ruolo cruciale nella preparazione degli operatori all’era del 6G, quando si prevede che le reti non terrestri saranno integrate nativamente nelle reti terrestri.

“Le capacità D2D sono limitate oggi, ma la loro importanza strategica per il futuro non deve essere sottovalutata”, ha concluso Schindler.

Il 2026 anno della svolta

Alla fine dello scorso anno Skywatch di Stl Partners aveva indicato il 2026 come anno della svolta per la connettività satellitare D2D, con il passaggio dei servizi dai progetti pilota a soluzioni mainstream. La spinta arriva da due fronti: le alleanze strategiche tra telco e operatori Ntn (Non-Terrestrial Network) e il via libera regolatorio in mercati chiave come la Cina.

Negli ultimi mesi del 2025 il settore ha registrato un’accelerazione senza precedenti. Cinque annunci su quattordici, dal solo ottobre 2025, confermano il lancio commerciale di servizi D2D in più regioni, guidati da Starlink e Ast SpaceMobile. Questi player stanno ridisegnando la mappa della connettività, puntando a integrare reti satellitari e terrestri per garantire copertura ubiqua.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x