La spesa globale per l’Ai crescerà del 47% nel 2026 rispetto al 2025, raggiungendo un valore di 2.590 miliardi di dollari. Sono soprattutto fornitori e hyperscaler a investire, perché si tratta di una spesa prevalentemente infrastrutturale, dominata dai server per l’Ai. Le aziende, invece, “non hanno ancora pienamente sfruttato il loro potenziale di spesa”, non da ultimo per la difficoltà di ottenere un ritorno sull’investimento (Roi). Ma il 2026 potrebbe essere un anno di svolta.
È quanto rileva Gartner in due nuovi studi separati.
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Boom degli investimenti nelle infrastrutture per l’Ai trainata dal cloud
“Nei prossimi anni, la necessità di capacità renderà le infrastrutture per l’Ai, tra cui IaaS ottimizzate per l’Ai, server ottimizzati per l’Ai, reti per l’Ai, semiconduttori e dispositivi per l’elaborazione dell’Ai, il segmento più ampio del mercato: rappresenterà oltre il 45% della spesa e sarà trainata dai fornitori”, afferma John-David Lovelock, Distinguished VP Analyst di Gartner. “All’interno di questo segmento, la spesa per server ottimizzati per l’Ai triplicherà nei prossimi cinque anni, diventando il sottosegmento più ampio, poiché i fornitori di servizi cloud amplieranno la capacità in previsione dei carichi di lavoro creati dai modelli GenAi e dai flussi di lavoro agentici.”
Secondo lo studio di Gartner “Forecast: AI Spending, Worldwide, 2025-2030, 1Q26”, le aziende amplieranno l’utilizzo sia dei modelli GenAi integrati nelle applicazioni software esistenti, sia dei nuovi agenti Ai all’interno di molteplici flussi di lavoro.
Il consumo di modelli aumenterà gradualmente con l’integrazione in ampie suite di strumenti, man mano che le aziende riconosceranno il potenziale valore dell’automazione agentica. Questa dinamica fa sì che le prospettive a breve termine per i modelli Ai siano state riviste da Gartner al rialzo, con una crescita del 110% entro il 2026, 6 miliardi di dollari di spesa in più di quanto precedentemente previsto dalla società di analisi.
Investimenti delle imprese in Ai, 2026 “anno della svolta”
“Finora, la spesa per l’Ai è stata trainata principalmente dalle aziende tecnologiche e dai grandi operatori del settore”, ha affermato Lovelock. “Le imprese non hanno ancora sfruttato appieno il loro potenziale di spesa. Ma siamo vicini a un cambiamento e il 2026 sarà l’anno di svolta. Attualmente, le organizzazioni mostrano uno scarso interesse nell’utilizzare l’Ai per ottenere cambiamenti aziendali dirompenti. Preferiscono iniziative tattiche sull’Ai, con miglioramenti incrementali in termini di efficienza e produttività”.
Anche per questo motivo, secondo Lovelock, i Cio incontrano difficoltà nel dimostrare il valore degli investimenti in Ai e nel presentare risultati aziendali tangibili.
“Allineare le iniziative di Ai agli obiettivi strategici aziendali è il passo essenziale per il successo“, nota l’analista.
Misurare il Roi dell’Ai: servono nuove formule
Gartner ha dedicato un’analisi separata alla questione degli investimenti collegati al Roi e al ruolo dei Chief sales officer (Cso). I Cso sono sottoposti a una pressione crescente per dimostrare un valore aziendale misurabile derivante dagli strumenti e dalle iniziative che finanziano; tuttavia, molti faticano ancora a spiegare dove si manifestano i ritorni, come misurarli in modo credibile e quale impatto realisticamente ci si può aspettare dall’Ai nel breve termine.
Un sondaggio condotto da Gartner tra agosto e settembre 2025 su 227 Cso ha rilevato che, per il 31%, la difficoltà di dimostrare il Roi degli strumenti basati sull’Ai è una delle principali sfide per il raggiungimento degli obiettivi di vendita nel 2026.
In occasione della Gartner CSO & Sales Leader Conference di Las Vegas, Sandhya Mahadevan, Senior Director Analyst della divisione Sales di Gartner, ha spiegato che misurare il Roi con formule tradizionali può essere un errore e ha indicato qual è l’approccio più efficace per valutare gli investimenti in Ai.
“Molti responsabili delle vendite cercano ancora di dimostrare il Roi dell’Ai come se il valore dovesse manifestarsi rapidamente, chiaramente e in termini finanziari classici. Tuttavia, l’Ai raramente funziona in modo così lineare, soprattutto nelle fasi iniziali”, afferma Mahadevan. “Il Roi dell’Ai dipende anche dalla concomitanza di più condizioni. I leader hanno bisogno di casi d’uso appropriati, aspettative realistiche, preparazione organizzativa, ampia adozione, misurazione affidabile e vantaggi che si sommano in modo significativo. Anche quando ciascuno di questi fattori appare ragionevolmente solido di per sé, la probabilità che si allineino tutti contemporaneamente può essere sorprendentemente bassa”.
Gartner: il valore si misura nel tempo e nell’innovazione
Secondo Gartner, un approccio più efficace per valutare il Roi consiste nell’andare oltre i metodi ristretti e basati esclusivamente su formule, adottando una visione più ampia di come l’Ai crei valore nel tempo.
Mahadevan afferma che l’impatto dell’Ai si comprende meglio in termini di miglioramento della produttività, riduzione degli attriti e delle incongruenze, ampliamento della capacità dell’organizzazione di operare su larga scala e, in alcuni casi, supporto all’innovazione e alla crescita a lungo termine.
Inoltre, investimenti diversi investimenti in Ai generano diverse forme di valore nel tempo. I primi casi d’uso dell’Ai in genere apportano miglioramenti a livello di produttività individuale, come nel caso dei riassunti delle riunioni, del supporto alla stesura di documenti o assistenza alla ricerca, dove l’impatto si riflette più spesso nel tempo risparmiato. Tuttavia, tradurre direttamente il tempo risparmiato in risparmi sui costi non è sempre significativo.
Invece, i leader possono valutare il contributo dell’Ai collegando questi vantaggi alle lacune di produttività precedentemente identificate nei diversi ruoli o flussi di lavoro.
“Man mano che le organizzazioni maturano nell’adozione dell’Ai, i casi d’uso più avanzati si estendono oltre l’efficienza individuale per aumentare la capacità di esecuzione complessiva della funzione vendite. La realizzazione di questo tipo di valore richiede in genere modifiche ai processi e alla progettazione dei ruoli. In questa fase, il Roi si sposta dall’efficienza a livello dell’utente ai risultati organizzativi e può essere valutato attraverso miglioramenti in termini di capacità, copertura, conversione o crescita dei ricavi”, conclude Mahadevan.


