L'INTERVENTO

AI e sovranità, Orsini: “In gioco il controllo mondiale, servono investimenti nell’ecosistema”



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Il presidente di Confindustria chiede di alzare la posta su “connessioni, infrastrutture digitali e cybersicurezza”, anche col debito comune Ue. Per accompagnare le imprese nella sfida dell’intelligenza artificiale servirà anche un grande piano di formazione dei lavoratori. Cinque le leve strategiche

Pubblicato il 26 mag 2026



Orsini
foto IPP/Mario Romano Milano 19/05/2025 Confindustria Moda Federazione Tessile e moda: -Assemblea Generale 2025- nella foto Emanuele Orsini, presidente Confindustria Italy Photo Press – World Copyright
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“L’intelligenza artificiale non è una tecnologia che possiamo semplicemente acquistare o integrare nei nostri sistemi, è un ecosistema che dobbiamo costruire”. Lo ha detto Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, intervenendo all’Assemblea pubblica di Confindustria al Roma Convention Center La Nuvola di Roma. Orsini ha sostenuto che chi controlla l’Ai “non controllerà solo l’innovazione di domani, ma l’intera economia mondiale”.

“Lasciare che questa dipendenza si consolidi vuol dire cedere sovranità, ha aggiunto. “Corriamo lo stesso rischio anche sui nostri dati, una materia prima che dovremmo proteggere e governare, investendo su connessioni, infrastrutture digitali e cybersicurezza”.

Il presidente di Confindustria ha indicato l’intelligenza artificiale tra i settori strategici da sostenere attraverso il debito comune europeo.

Orsini: incentivi agli investimenti in Ai e cloud

Quanto agli investimenti, “negli ultimi dieci anni le imprese italiane hanno raddoppiato gli investimenti in Ricerca & Sviluppo – ha aggiunto Orsini – grazie al credito d’imposta e agli Accordi per l’Innovazione. Ora serve un passaggio ulteriore per aumentare selettivamente le aliquote su tecnologie strategiche. E per estendere il più possibile la sperimentazione e la rapida applicazione dell’intelligenza artificiale in tutte le filiere della manifattura. Dobbiamo accompagnare le imprese nell’addestramento dell’Ai sui propri dati e, ancor meglio, su quelli dell’intera filiera”.

Per vincere questa sfida occorre anche un grande piano di formazione per tutti i lavoratori. E serve un progetto di formazione all’intelligenza artificiale da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani.

Sul sostegno riconosciuto dal governo, Orsini ha anche specificato: “Siamo soddisfatti che siano state emanate le norme attuative dell’iperammortamento, misura di politica industriale con visione pluriennale per la crescita del Paese, grazie alla quale ripartirà un ciclo di investimenti industriali esteso fino al 2028”, ma “occorre fare un altro passo avanti: includiamo negli incentivi anche gli investimenti delle imprese in software e cloud, che sono oggi strumenti essenziali per accelerare la digitalizzazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale”.

Meloni e Metsola, con Confindustria per plasmare il futuro

“Voglio dire al presidente Orsini che considero corretto e intelligente ragionare di includere negli incentivi gli investimenti su software e cloud, credo che dobbiamo fare i conti con il mondo verso il quale andiamo”, ha replicato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento all’assemblea di Confindustria.

“L’Europa deve aiutare le imprese a essere competitive, non rallentarle, semplificando le regole, riducendo la burocrazia e dotandosi di un bilancio più ambizioso”, ha affermato a sua volta la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, intervenendo con un videomessaggio all’assemblea annuale di Confindustria. “Confindustria si riunisce in un momento cruciale per il futuro dell’Europa”, ha proseguito Metsola, ringraziando il presidente Orsini per l’opportunità di discutere “su come possiamo plasmare questo futuro”.

La presidente ha assicurato che il Parlamento europeo ha ascoltato le richieste del mondo produttivo e “sta facendo da apripista”. “Stiamo agendo rapidamente per creare il contesto prevedibile di cui le nostre industrie hanno bisogno, semplificando le normative e riducendo la burocrazia affinché le imprese possano crescere e competere”, ha spiegato.

Orsini: 5 leve per rimettere l’impresa al centro

Nel suo intervento Orsini ha invitato tutte le parti politiche e sociali a mostrare “responsabilità nazionale” per muovere cinque leve che rimettono l’impresa al centro.

Le priorità da affrontare per mettere le imprese nelle condizioni di crescere e “rafforzare il Paese” sono per il Presidente di Confindustria: “energia; crescita dimensionale delle pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della 231; risorse adeguate agli obiettivi”.

Per Orsini, “la prima leva è l’energia e lo ripeto con la forza che emerge da tutte le nostre assemblee sul territorio: per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale. Non possiamo continuare a pagare nei nostri stabilimenti l’energia ai prezzi più cari d’Europa”. L’Italia, “per le scelte fatte nel passato rinunciando al nucleare, o per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili, ormai è completamente fuori scala e fuori mercato. Diamo atto al governo – afferma – di aver impostato una politica energetica di maggior equilibrio, precondizione per salvaguardare il tessuto produttivo”.

La seconda leva da azionare “è una politica industriale orientata alla crescita dimensionale e tecnologica delle piccole e medie imprese”, sottolinea Orsini. P

La terza sono i contratti di sviluppo: “potenziarli significa credere nel principale strumento a sostegno dei grandi investimenti, che ha già riguardato oltre 1.500 imprese”. Occorre anche, ha ribadito Orsini, “estendere il più possibile la sperimentazione e la rapida applicazione dell’intelligenza artificiale in tutte le filiere della manifattura”.

La quarta leva “sono le semplificazioni e la riforma della 231” che, nel tempo, “si è trasformata in uno strumento quasi esclusivamente punitivo, avvicinandosi a forme di responsabilità oggettiva. Già un anno e mezzo fa l’avevamo indicata tra le priorità a costo zero per la competitività, e abbiamo contribuito in modo costruttivo al cantiere avviato dal governo. Dopo un anno e mezzo, quella riforma non è più solo necessaria, è assolutamente urgente”.

Appello alla responsabilità pubblico-privata

La quinta leva da attivare, per Orsini, “è quella delle risorse adeguate agli obiettivi. Sappiamo che la finanza pubblica italiana ha margini molto stretti. Per questo pensiamo che la via da seguire sia quella di un’azione di responsabilità nazionale per mobilitare risorse private a fianco di quelle pubbliche. Cominciamo dal fisco che è una leva di competitività. Richiede una visione, non un accumulo di misure a breve termine, frammentate e inique. Non può essere un ostacolo agli investimenti. Anche su questo, vogliamo fare la nostra parte. L’Italia è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati, ma esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile”.

Orsini ha lanciato una proposta al Governo e alle parti sociali: “Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”.

Anitec-Assinform: al lavoro sugli incentivi per software e cloud

“Accogliamo con grande soddisfazione le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che questa mattina, nel corso dell’Assemblea di Confindustria, ha dichiarato di considerare corretto e intelligente ragionare di includere negli incentivi gli investimenti su software e cloud. Come Anitec-Assinform abbiamo lavorato negli ultimi mesi, con Confindustria, per questo obiettivo e siamo a disposizione del Governo per trovare possibili soluzioni.”

Ha commentato così Massimo Dal Checco, Presidente di Anitec-Assinform, l’apertura del Presidente del Consiglio all’Assemblea.

“Ringraziamo anche il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini per aver posto con forza questo tema nella sua Relazione all’Assemblea, chiedendo esplicitamente di includere negli incentivi anche gli investimenti delle imprese in software e cloud, in quanto strumenti essenziali per accelerare la digitalizzazione delle imprese e del Paese. Questo dimostra che non si tratta di una questione settoriale, ma di una priorità per l’intera industria italiana”, ha proseguito Dal Checco. “L’inclusione di soluzioni in cloud ed edge negli incentivi rappresenta un tassello fondamentale di una più ampia politica industriale per il digitale. Servono strumenti, come un credito d’imposta, che siano davvero adeguati alle esigenze delle piccole e medie imprese. Siamo pronti a lavorare con i Ministeri per costruire insieme una soluzione efficace e operativa”.

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