Standard & Poor’s alza il rating creditizio di Tim a BB+ da BB, con outlook stabile. Lo comunica il gruppo guidato da Pietro Labriola, sottolineando che il nuovo giudizio conferma il percorso di rafforzamento finanziario avviato dalla società.
Secondo l’agenzia, l’upgrade riflette la capacità dimostrata da Tim di rispettare le guidance e il proseguimento del percorso di riduzione dell’indebitamento. Standard & Poor’s prevede inoltre un significativo miglioramento delle metriche di credito nel periodo 2026-2027.
A sostenere il trend nel medio periodo, si legge nella valutazione dell’agenzia, saranno un contesto competitivo più razionale nel mercato italiano delle telecomunicazioni e la solidità delle performance nel segmento Enterprise e in Brasile. Due fattori che dovrebbero contribuire alla crescita degli utili e della generazione di cassa.
Il rialzo del rating da parte di Standard & Poor’s arriva dopo gli upgrade già annunciati nelle scorse settimane da Moody’s e Fitch e rappresenta, per Tim, un ulteriore passo di avvicinamento alla categoria investment grade.
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Del Fante: “Tim in posizione eccezionale per accompagnare l’accelerazione digitale”
Il rafforzamento del profilo finanziario di Tim si inserisce in una fase cruciale anche sul fronte degli assetti azionari. Sul dossier è tornato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, intervenendo all’evento “Futuro Capitale”.
“L’accelerazione digitale avviene ora e Tim è in una posizione eccezionale per poterla accompagnare e noi saremo di supporto come azionisti stabili e di lungo periodo”, ha detto Del Fante.
Secondo l’amministratore delegato di Poste, con l’operazione su Tim “c’è la possibilità di costruire un campione nazionale”. “L’ambizione è alta però ci sono tutti gli ingredienti”, ha aggiunto, sottolineando come in ogni Paese esista un operatore tecnologico di riferimento con una quota di mercato rilevante. Per Tim, ha spiegato, questo ruolo si concentra in particolare sul segmento Enterprise.
La roadmap dell’Opas
L’offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste su Tim dovrebbe avviarsi ad agosto e concludersi entro fine settembre, dopo l’assemblea straordinaria del 18 giugno chiamata a deliberare sull’aumento di capitale, il completamento dell’iter autorizzativo con Banca d’Italia e Consob atteso entro fine luglio e la presentazione del piano industriale standalone di Poste, prevista per il 24 luglio.
Il piano, secondo indiscrezioni di stampa, dovrebbe ridefinire la struttura interna del gruppo in due unità principali: Mail, Parcel & Distribution da una parte, Servizi finanziari, Assicurazioni e Pagamenti dall’altra. Una terza unità dedicata a Tim è ancora in fase di definizione, ma dovrebbe comunque configurarsi come entità separata.
Secondo le indicazioni emerse, i principali termini dell’offerta — 0,167 euro cash e 0,0218 azioni Poste per ogni azione Tim — non dovrebbero essere oggetto di rilancio. Resta confermato anche l’obiettivo di mantenere il controllo pubblico sopra il 50% post deal e di arrivare al delisting di Tim, così da facilitare integrazione, governance e sinergie industriali.


