Per anni la grande sfida del settore delle telecomunicazioni è stata costruire reti. Oggi la priorità è diversa: valorizzare gli investimenti realizzati, aumentando l’utilizzo dei servizi e facendo in modo che le infrastrutture sviluppate generino benefici concreti per cittadini, imprese e sistema Paese.
Grazie al PNRR e all’impegno degli operatori, l’Italia dispone infatti di una rete in fibra ottica sempre più estesa e capillare, capace di raggiungere territori fino a pochi anni fa esclusi dalla trasformazione digitale. In questo scenario la sfida non è più ampliare la copertura, ma incrementare il take-up dei servizi a banda ultralarga. Per riuscirci è necessario rendere più efficienti tutti i processi che consentono di attivare e mantenere i servizi nel tempo.
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Delivery e maintenance al centro dell’esperienza cliente
Delivery e maintenance assumono quindi un ruolo strategico: non sono più semplici attività operative, ma leve decisive per migliorare l’esperienza del cliente, favorire la fidelizzazione e massimizzare il ritorno degli investimenti. Strumenti come gli Smart Scheduler basati sull’Intelligenza Artificiale consentono di ottimizzare la pianificazione degli interventi, integrando competenze dei tecnici, localizzazione e priorità operative. Parallelamente, sistemi avanzati di knowledge management supportano il personale sul campo con documentazione e indicazioni in tempo reale, riducendo i tempi di attivazione e aumentando il numero di interventi risolti al primo accesso.
La manutenzione predittiva come nuovo paradigma
Anche la manutenzione sta evolvendo da un approccio prevalentemente reattivo a uno sempre più predittivo. L’integrazione tra dati di rete, informazioni territoriali e sistemi di monitoraggio consente infatti di individuare anomalie e criticità prima che si traducano in disservizi, ottimizzando l’impiego delle risorse soprattutto nelle aree periferiche.
Digitalizzazione degli asset e controllo delle performance
In questo percorso la digitalizzazione degli asset di rete è un fattore chiave. Tecnologie come RFID, QR Code e NFC permettono di identificare e tracciare in modo univoco componenti e infrastrutture, mentre sensori IoT distribuiti lungo la rete monitorano costantemente parametri come temperatura, umidità, vibrazioni e consumi energetici. I dati raccolti vengono centralizzati e correlati con le informazioni di rete, permettendo una gestione più efficace e tempestiva.
La digitalizzazione degli elementi di rete consente infatti di tracciare in modo puntuale ogni attività svolta sulle infrastrutture e in sede cliente, associandola alla risorsa che l’ha eseguita e creando uno storico completo degli interventi effettuati. La disponibilità di questi dati consente di individuare rapidamente eventuali criticità operative, come un’elevata incidenza di interventi post-delivery o il ripetersi di anomalie sulla stessa infrastruttura, indicatori spesso riconducibili a inefficienze nei processi o nelle attività eseguite sul campo.
L’analisi strutturata di queste informazioni rende così possibile adottare azioni correttive mirate, migliorare la qualità operativa e promuovere una maggiore responsabilizzazione delle strutture di Field Operation.
Dati e automazione per la prossima fase di sviluppo
La combinazione tra pianificazione intelligente, digitalizzazione degli asset e monitoraggio continuo abilita così un modello operativo più efficiente, nel quale i dati supportano le decisioni, ottimizzano le risorse e valorizzano gli investimenti lungo l’intero ciclo di vita della rete. È in questa capacità di trasformare le informazioni in azioni concrete che si giocherà la prossima fase di sviluppo delle reti a banda ultra larga.







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