NUOVE FRONTIERE

Quantum computing, l’89% delle imprese accede all’IT della nuova era. Ma solo il 3% ha progetti su scala



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La costruzione di capacità è la prossima sfida: le imprese globali restano su un punteggio di 58 su 100 come “quantum readiness”, al livello “In via di sviluppo”. Chi si muove ora otterrà un enorme vantaggio, ma dovrà puntare su competenze e algoritmi ad hoc. Sovranità dei dati questione essenziale in Europa

Pubblicato il 19 giu 2026



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Il quantum computing come nuova frontiera del calcolo è ormai entrato nell’era della consapevolezza ma non ancora della capacità: è quanto conclude State of Quantum 2026, studio pubblicato da IQM Quantum Computers e basato su ricerche e analisi condotte in modo indipendente da The Quantum Insider.

Il risultato è che l’89% degli intervistati dichiara di svolgere attività pratiche nel campo quantistico, mentre solo il 10% riporta un utilizzo limitato in produzione e il 3% ha raggiunto una distribuzione su larga scala.

“L’informatica quantistica ha superato la questione se le organizzazioni possano accedere a un sistema quantistico e si sta ora concentrando sulla possibilità di costruire qualcosa di utile attorno ad esso”, si legge nello studio.

Quantum computing, la nuova era è iniziata. Ma serve capacità

Questo divario rappresenta la principale criticità evidenziata dal rapporto. Lo slancio è reale e in crescita, ma il lavoro di trasformazione dell’accesso in capacità utilizzabili è appena iniziato – anche se, sottolinea lo studio – le organizzazioni che lo stanno facendo ora godranno di un vantaggio competitivi che chi si muoverà più tardi troverà strutturalmente difficile da colmare.

Il report si basa su dati di transazione tracciati dal 2021 al primo trimestre del 2026, su un sondaggio validato condotto su 107 professionisti senior in America, EMEA e Asia-Pacifico e su 19 interviste approfondite con leader di organizzazioni come Airbus, Bmw, Moderna, Deutsche Bahn, Argonne National Laboratory e l’Oxford Quantum Institute.

Ad oggi sono attivi o in fase di attivazione oltre 50 progetti di calcolo ad alte prestazioni (HPC) quantistico in 14 paesi. Ma la maturità commerciale è ancora in una fase embrionale. La maggior parte degli acquirenti sta ancora conducendo progetti pilota piuttosto che carichi di lavoro di produzione e l’acquisto di hardware a pagamento rimane concentrato tra governi, laboratori nazionali e centri di supercalcolo.

Il Quantum Readiness Index

Per quantificare il livello di preparazione delle imprese potenzialmente interessate ad acquistare soluzioni di quantum computing, il report ha introdotto il Quantum Readiness Index, un punteggio composito basato su quattro dimensioni – forza lavoro, innovazione, investimenti e adozione – e mappato su cinque livelli, da “Consapevole” a “Leader”.

Il campione globale ottiene un punteggio di 58 su 100, collocandosi nel livello “In via di sviluppo”: un mercato che ha superato la fase di consapevolezza e di esplorazione iniziale, ma non è ancora pronto per un’adozione su larga scala.

Il dato più rilevante emerge dal punteggio: assunzioni, budget e progetti pilota sono più avanzati rispetto alla produzione proprietaria o all’implementazione su larga scala. Solo il 9% delle organizzazioni intervistate dichiara di disporre di un programma di gestione della proprietà intellettuale con risorse adeguate.

Dagli investimenti alla domanda

“I mercati maturano quando maturano le loro domande”, ha affermato Alex Challans, ceo di The Quantum Insider. “Un anno fa, ci si chiedeva ancora se gli investimenti nel settore quantistico avessero raggiunto il picco. Il rapporto di quest’anno pone fine a questo dibattito. I capitali stanno arrivando in quantità considerevole e sono destinati alle aziende che hanno dimostrato di avere risultati concreti a supporto delle loro roadmap. La domanda ora non è se ci siano soldi nel settore quantistico, ma se la vostra organizzazione stia sviluppando le capacità necessarie per essere pronta quando quell’investimento si trasformerà in un prodotto commerciale”.

Per gran parte della storia commerciale del calcolo quantistico, il mercato si è misurato in base all’accesso, ma i dati del 2026 mostrano che la situazione sta cambiando. Considerando sia i modelli ibridi che quelli standalone, circa il 46% degli acquirenti prevede che l’infrastruttura on-premise farà parte del proprio modello di accesso entro tre anni, contro il 24% che preferisce il cloud pubblico esclusivo. Il report rileva che gli acquirenti più maturi hanno smesso di basarsi sul numero di qubit e ora si chiedono se possono accedere a una macchina, calibrarla, integrarla con i sistemi già in uso e conservare le funzionalità sviluppate.

Il vantaggio competitivo del quantum

Il motivo per cui questo è importante, sostiene il report, è legato alle tempistiche. Il vantaggio del calcolo quantistico non si concretizza al momento dell’installazione. Si costruisce gradualmente attraverso personale qualificato, algoritmi scritti per problemi specifici ed esperienza operativa accumulata in cicli successivi, elementi che non possono essere assemblati rapidamente in un secondo momento.

Le roadmap dei fornitori per tutte le principali modalità convergono ora su una finestra temporale dal 2029 al 2031 per il calcolo quantistico a tolleranza di errore, il che significa che gli anni intermedi rappresentano il periodo in cui è necessario sviluppare le capacità.

“Il futuro quantistico è più vicino di quanto sembri”, ha scritto Jan Goetz, co-fondatore e ceo di IQM Quantum Computers, nella prefazione dello studio. “Il lavoro per prepararsi inizia ora”.

Questo è vero soprattutto se si pensa che l’ostacolo principale alle implementazioni è rappresentato dalle competenze, citato dal 66% o più di grandi imprese, università e acquirenti governativi. Il secondo ostacolo è la progettazione degli algoritmi, piuttosto che l’immaturità dei qubit. La formazione della forza lavoro, osserva il report, richiede dai due ai cinque anni e il bacino di talenti non cresce se le organizzazioni non iniziano ora.

L’industria del quantum e i requisiti di sovranità

Come settore industriale, il quantum computing ha attratto 8,3 miliardi di dollari di investimenti nel 2025, quasi cinque volte l’anno precedente, un risultato che il report attribuisce a reali operazioni di M&A (e alla loro dimensione, non numerosità) piuttosto che a speculazioni.

I criteri di appalto si stanno evolvendo di pari passo con i capitali. Trasparenza, accesso alla calibrazione e qualità dello sviluppo congiunto stanno diventando sempre più importanti, e il rapporto rileva che un sistema “a scatola nera” è sempre più incompatibile con gli acquirenti il ​​cui obiettivo è quello di sviluppare capacità proprie. I requisiti di sovranità in Europa e nel Golfo rafforzano questa tendenza, poiché la residenza locale dei dati e il controllo del paese ospitante diventano condizioni formali per gli appalti.

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