IL WHITE PAPER

MaaS for Italy: superati gli obiettivi Pnrr, parte la nuova fase della mobilità connessa



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Il programma del governo finanziato con 56,9 milioni di euro ha coinvolto 6 Comuni, 6 Regioni e 1 Provincia autonoma, promuovendo un modello basato su interoperabilità, condivisione dei dati e adozione degli standard europei per la digitalizzazione della mobilità

Pubblicato il 18 giu 2026



Maas for Italy
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La mobilità come servizio (MaaS) sta rinnovando il mondo del trasporto in Italia grazie a un ecosistema connesso di cui telco, fornitori tecnologici, PA e cittadini sono ugualmente protagonisti. La fotografia del mercato emerge dal white paper “Mobility as a Service for Italy – Il primo programma nazionale di mobilità come servizio”, promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che racconta l’esperienza di MaaS for Italy, la prima sperimentazione su larga scala in Italia del modello di mobilità come servizio.

Il MaaS (Mobility as a Service) è l’evoluzione digitale del trasporto. La filiera tlc ne è il motore tecnologico, visto che fornisce le reti (5G e fibra), le infrastrutture IoT e i sistemi di pagamento sicuri che permettono alle app MaaS di integrare e gestire in tempo reale la mobilità.

Centrale nel programma italiano è anche il Data and services repository for MaaS
(DSRM), la piattaforma nazionale che raccoglie e rende disponibili i dati statici e
dinamici dei servizi di trasporto
. Si tratta di un’infrastruttura abilitante che consente ai MaaS operator (le società che sviluppano strumenti digitali per la mobilità personale, come app e piattaforme intelligenti, in grado di offrire soluzioni di viaggio complete) di sviluppare soluzioni digitali per la pianificazione, prenotazione e pagamento di viaggi multimodali.

MaaS for Italy, il white paper del Governo

Il programma MaaS for Italy è stato avviato nel 2021 nell’ambito della strategia Italia digitale 2026 e finanziato con risorse del Pnrr e del Piano nazionale per gli investimenti
complementari
, per un valore complessivo di 56,9 milioni di euro. Il piano ha coinvolto 6
Comuni, 6 Regioni e 1 Provincia autonom
a, promuovendo un modello basato su
interoperabilità, condivisione dei dati e adozione degli standard europei NeTEx e SIRI.

Al 31 maggio 2026, gli utenti della sperimentazione hanno effettuato quasi 950 mila
viaggi, con una media di oltre 16 viaggi per utente.
I risultati superano gli obiettivi previsti dal Pnrr e mostrano l’interesse verso un nuovo modello di mobilità.

I progetti diffusi sul territorio

MaaS for Italy ha coinvolto i Comuni di Bari, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Torino
e i territori di Abruzzo, Bolzano, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia e
Veneto.

Le 14 applicazioni dei MaaS operator coinvolti hanno permesso di sperimentare modelli di business, soluzioni tecnologiche e politiche di incentivo, favorendo la collaborazione tra enti pubblici, aziende di trasporto, fornitori di servizi e cittadini.

Accanto alle sperimentazioni nei territori, il progetto ha attivato due Living Lab, a
Milano e Torino, dedicati alla mobilità connessa, cooperativa e autonoma,
con il coinvolgimento di oltre 1.500 cittadini, 54 ricercatrici e ricercatori e 223 organizzazioni.

“MaaS for Italy dimostra come la trasformazione digitale possa migliorare concretamente la vita quotidiana dei cittadini. Questa pubblicazione restituisce il valore di un’esperienza che ha messo in rete istituzioni, operatori, mondo della ricerca e cittadini. Abbiamo costruito un’infrastruttura digitale nazionale aperta — il DSRM — che parla la lingua degli standard europei e che continuerà a sostenere lo sviluppo del MaaS in Italia anche oltre la fase sperimentale”, dichiara il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Butti.

MaaS e i Living Lab: 1,5 milioni di investimenti aggiuntivi

Il white paper dedica un focus specificoai Living Lab. Le 8 soluzioni sperimentali realizzate hanno coinvolto oltre 1.500 cittadini, 54 ricercatori e attivato 14 partnership con il mondo della ricerca e dell’innovazione.

Un dato particolarmente significativo è la capacità dei due laboratori di attrarre investimenti aggiuntivi per 1,5 milioni di euro, a conferma dell’interesse generato da queste sperimentazioni nel territorio e della loro capacità di agire da catalizzatore per ulteriori progettualità.

Le differenze tra i due Living Lab riflettono approcci complementari e ugualmente efficaci. Milano ha concentrato le attività su un numero limitato di partner con un focus più mirato, mentre Torino ha adottato un modello più distribuito, coinvolgendo un maggior numero di organizzazioni e cittadini. Oltre 100 iniziative di disseminazione hanno avvicinato la mobilità del futuro ai cittadini e a più di 200 aziende e startup coinvolte nelle attività sperimentali.

Le sperimentazioni di Milano e Torino

La sperimentazione del Living Lab di Milano si concentra su una linea strategica del trasporto pubblico, il filobus 90-91, che percorre la circonvallazione esterna. Il progetto ha trasformato questo percorso in una strada intelligente, dotandola di telecamere,
sensori e semafori connessi
che comunicano con i veicoli in tempo reale. Questa infrastruttura tecnologica assiste i conducenti e ottimizza le corse, gestendo velocità e fermate per rendere il servizio più efficiente e fluido.

ToMove, il Living Lab torinese, sperimenta la mobilità di domani attraverso tre progetti innovativi. Il primo è un gemello digitale della città (Digital Twin), una piattaforma che raccoglie e analizza continuamente i dati di mobilità, consentendo di fare simulazioni e previsioni sul traffico. Il secondo è AuToMove, una navetta a guida autonoma per il trasporto pubblico su richiesta, che rappresenta il primo esempio in Italia di trasporto
collettivo senza conducente.
Il terzo è un robot per le consegne dell’ultimo miglio, in grado di portare pacchi a destinazione in modo autonomo, senza bisogno di corrieri.

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