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Asstel aderisce a “1donna1lavoro1conto”: la parità passa da lavoro e autonomia finanziaria



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Dopo il protocollo firmato con NoiD Telecom, l’associazione rilancia sulle strategie di inclusione entrando nel progetto del Corriere della Sera. Di Raimondo: “Promuoveremo l’iniziativa attraverso i nostri canali di comunicazione, coinvolgendo le imprese associate e le loro persone”

Pubblicato il 29 giu 2026

Federica Meta

Direttrice



Laura Di Raimondo_Asstel
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Punti chiave

  • Asstel aderisce all’alleanza 1donna1lavoro1conto per promuovere autonomia economica femminile tramite accesso al lavoro, gestione delle risorse e alfabetizzazione finanziaria.
  • L’iniziativa unisce banche, imprese, sindacati e istituzioni (Comune, Banca d’Italia) per favorire lavoro di qualità, conciliazione e il conto personale come strumento di autodeterminazione.
  • AsstelNoiD prevedono Osservatorio, formazione e leadership inclusiva per colmare il divario di genere nel settore telecomunicazioni e valorizzare le competenze.
Riassunto generato con AI


Asstel aderisce all’alleanza “1donna1lavoro1conto”, l’iniziativa promossa dal Corriere della Sera per sostenere l’autonomia economica delle donne attraverso tre leve strettamente connesse: accesso al lavoro, possibilità di gestire le proprie risorse e maggiore consapevolezza finanziaria.

L’adesione dell’associazione porta dentro il programma anche la rappresentanza industriale della filiera delle telecomunicazioni. Asstelcontribuirà alla diffusione dell’iniziativa attraverso il proprio sistema associativo.

«Promuoveremo attivamente l’iniziativa attraverso i nostri canali di comunicazione, coinvolgendo le imprese associate e le loro persone», afferma Laura Di Raimondo, dg di Asstel.

L’iniziativa assume un significato particolare per un comparto che sostiene infrastrutture digitali, servizi, piattaforme, assistenza, software e occupazione qualificata. Portare il tema dell’autonomia femminile dentro la filiera delle telecomunicazioni significa collegare inclusione, competenze e competitività industriale.

L’obiettivo: più libertà economica e sociale

Il programma “Una donna, un lavoro, un conto” nasce dal presupposto ch la piena autonomia delle donne rappresenti un vantaggio per tutta la società e contribuisca ad accrescere il benessere generale, economico e sociale.

L’iniziativa punta a creare le condizioni perché le donne siano libere di lavorare, gestire le proprie entrate e costruire percorsi professionali stabili. Il progetto lega inoltre l’indipendenza economica a un equilibrio più sostenibile nella vita familiare e di coppia, affinché le famiglie possano avere figli, se lo desiderano, senza che questo comporti per le donne una rinuncia al lavoro o alla crescita professionale.

Il programma evidenzia come i divari di genere privino il Paese di capacità e competenze importanti. Promuovere equità nell’accesso al lavoro, garantire formazione e crescita professionale, favorire una migliore armonia tra dimensione pubblica e privata delle persone sono passaggi necessari per contrastare le asimmetrie tra uomini e donne e rafforzare l’inclusione.

Il conto personale come strumento di autodeterminazione

Il cuore dell’iniziativa non riguarda soltanto l’occupazione. Il lavoro è condizione essenziale di libertà, ma per avere piena autonomia serve anche la possibilità di gestire direttamente le proprie risorse.

Da qui il richiamo al conto personale. Avere un conto intestato a sé, poter amministrare entrate e risparmi, conoscere gli strumenti economici e finanziari di base significa rafforzare una dimensione concreta dell’autodeterminazione.

Il programma mette in relazione questo aspetto anche con il contrasto alla violenza di genere. Senza una possibilità stabile di lavoro di qualità, le donne vengono private di un elemento essenziale di indipendenza. Ma senza un’equa ripartizione dei compiti di cura e senza servizi adeguati, rischiano comunque di dover rinunciare al lavoro o di trovarsi penalizzate nei percorsi di carriera.

L’autonomia economica diventa quindi un presidio di libertà personale, ma anche un fattore di equilibrio sociale. Incide sui rapporti familiari, sulla partecipazione al mercato del lavoro, sulla natalità, sui consumi e sulla capacità del Paese di valorizzare tutte le competenze disponibili.

Un progetto con banche, imprese, commercio e sindacati

Il progetto coinvolge Abi, Federcasse, Confcommercio Milano, Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil di Milano. L’iniziativa conta inoltre sulla partnership istituzionale del Comune di Milano e sul supporto di Banca d’Italia.

Il tema dell’autonomia femminile viene affrontato mettendo insieme mondo del credito, rappresentanza delle imprese, commercio, organizzazioni sindacali, istituzioni e soggetti impegnati nell’inclusione economica e sociale.

L’obiettivo è accelerare i cambiamenti necessari a favorire percorsi di autonomia, ciascuno nel proprio ambito: educazione finanziaria, accesso agli strumenti bancari, lavoro di qualità, crescita professionale, conciliazione, cultura organizzativa e responsabilità condivisa tra donne e uomini.

Asstel, parità e competenze nella filiera digitale

L’adesione all’iniziativa “1donna1lavoro1conto” si inserisce in un percorso più ampio già avviato da Asstel sul fronte della parità, delle competenze e della valorizzazione delle persone. In questa direzione va anche il protocollo siglato con NoiD Telecom Aps, community di donne manager e professioniste del mercato Telco e digitale.

L’intesa tra Asstel e NoiD punta a trasformare l’impegno sul superamento del gender gap in un programma di lavoro strutturato. Il perimetro è ampio: accesso alle opportunità, percorsi di crescita, sviluppo delle competenze, riconoscimento del merito e possibilità di arrivare ai ruoli di responsabilità.

“Quello che ci ha spinto a questa intesa è l’idea che non c’è futuro per la nostra società e per le nostre imprese senza l’energia, il talento e l’intelligenza dei giovani e delle donne – spiegava Laura Di Raimondo, direttrice di Asstel, a valle della firma – La vera sfida del nostro tempo è avere il coraggio del futuro: costruire contesti in cui ciascuno possa competere alla pari, con le stesse opportunità di crescita, di retribuzione e di accesso ai ruoli di responsabilità. Le politiche di genere non possono essere considerate un tema secondario o solo formale. Devono diventare una scelta concreta di inclusione, capace di incidere sulla cultura organizzativa e sulla visione strategica delle imprese. Nessuna organizzazione può permettersi di sprecare talento, passione e competenze. Per questo serve un approccio culturale forte, accompagnato da politiche progettuali chiare, strutturate e orientate al lungo periodo. Asstel rappresenta una filiera strategica per il Paese: le telecomunicazioni sostengono non solo infrastrutture e servizi digitali, ma anche occupazione qualificata, innovazione e competenze indispensabili per la competitività dell’Italia. Difendere e rafforzare il settore significa investire nelle professionalità e sul talento, che non ha genere, ma ha bisogno soltanto di essere riconosciuto, valorizzato e messo nelle condizioni di esprimersi pienamente”.

Le parole di Di Raimondo collocano la parità dentro una prospettiva industriale. Nelle telecomunicazioni, la questione non riguarda solo la rappresentanza femminile, ma la capacità del settore di attrarre professionalità, non disperdere competenze e costruire organizzazioni in grado di accompagnare la trasformazione digitale.

Osservatorio, formazione e leadership inclusiva

Il protocollo Asstel-NoiD prevede iniziative congiunte su tre direttrici: allargamento dell’Osservatorio di NoiD sul gender gap all’intero settore Tlc, attività di formazione e sviluppo delle competenze con focus sulla leadership inclusiva, iniziative di affiancamento e learning tour per favorire il confronto tra imprese e professioniste.

L’Osservatorio raccoglierà e analizzerà dati sui fenomeni organizzativi e sociali che incidono sul comparto, individuando tendenze, aree critiche e possibili raccomandazioni. La formazione servirà a rafforzare competenze manageriali, leadership inclusiva e cultura dell’equità. I learning tour permetteranno invece di osservare esperienze aziendali e modelli organizzativi già sperimentati.

“Per NoiD la collaborazione con Asstel è la naturale continuazione dell’impegno decennale intrapreso nel settore Telco/ICT per promuovere modelli manageriali orientati al merito, al talento e al superamento del gender gap – evidenziava Cristina Carollo, presidente di NoiD – La collaborazione fra le nostre associazioni porta valore alle nostre iniziative e contribuisce allo sviluppo di una leadership evoluta, che valorizzi le donne e renda possibile per il settore raggiungere livelli di eccellenza, e al contempo sostenibili.”

Inclusione come leva per la crescita

L’adesione di Asstel a “Una donna, un lavoro, un conto” rafforza il legame tra autonomia economica femminile e sviluppo del settore digitale. Le telecomunicazioni sono una filiera strategica per il Paese e la qualità di reti, servizi, assistenza, piattaforme e soluzioni software dipende anche dalla capacità delle imprese di valorizzare tutto il capitale umano disponibile.

Per questo la parità non può essere letta come un capitolo separato dalle politiche industriali. Sostenere l’accesso delle donne al lavoro, alla formazione, alla gestione autonoma delle risorse e ai ruoli di responsabilità significa ampliare la base di competenze su cui si regge la trasformazione digitale.

L’impegno di Asstel su questo fronte si pone un obiettivo stategico: fare dell’autonomia economica, della cultura finanziaria e della valorizzazione del talento strumenti concreti di inclusione e competitività.

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