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Ultrabroadband, FiberCop si aggiudica la gara Fnc da 712 milioni



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A seguito di una procedura competitiva nella quale l’azienda guidata da Massimo Sarmi è risultata la sola offerente, Invitalia ha assegnato i contributi a valere sul Fondo Nazionale per la Connettività. L’infrastrutturazione di 477mila civici partirà nella seconda metà del 2026 e sarà completata entro la scadenza fissata a giugno 2030

Pubblicato il 3 lug 2026



Fibercop gara FNC
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FiberCop si è aggiudicata la gara del Fondo Nazionale per la Connettività (Fnc) a seguito di una procedura competitiva nella quale l’azienda è risultata la sola offerente. Lo scorso 25 giugno, infatti, il consiglio di amministrazione di Invitalia ha adottato la deliberazione di approvazione e assegnazione dei contributi a valere sull’Fnc – iniziativa strategica promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e gestita da Invitalia in qualità di Implementing Partner – alla società guidata da Massimo Sarmi, per un importo massimo pari a 712,5 milioni di euro.

Cosa prevede il progetto assegnato a Fibercop

Il perimetro dell’aggiudicazione di FiberCop riguarda oltre 477mila civici (equivalenti a circa 700 mila unità immobiliari), che FiberCop potrà selezionare su tutto il territorio nazionale, suddiviso in sette lotti geografici, per un investimento complessivo previsto non superiore a 300 milioni di euro al netto dei contributi attesi. Più nello specifico, si tratta di 78.858 civici in Toscana nord, 52.713 in Toscana Sud, 71.069 a cavallo di Friuli-Venezia Giulia, Trento/Bolzano e Veneto, 72.033 in Emilia-Romagna, Marche e Umbria, 53.526 in Abruzzo, Lazio, Molise e Sardegna, 57.401 nel Nordovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia), 91.921 nel Meridione (Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).

Il roll-out partirà nella seconda metà del 2026, con un focus sul periodo 2027-2029 e completamento previsto entro la scadenza fissata a giugno 2030. L’incasso dei contributi è previsto durante l’avanzamento del roll-out, con un anticipo di cassa a favore di FiberCop già nel 2026.

L’impatto economico

“Questa ulteriore attività di copertura, di dimensioni contenute e supportata da una solida logica strategica e finanziaria, è in linea con la strategia precedentemente annunciata da FiberCop di completare il piano di roll-out Ftth nelle aree del Piano Italia a 1 Giga e nelle aree Autonome rispettivamente entro la metà del 2026 ed entro la fine del 2027, strategia che resta confermata e procede secondo le previsioni”, commenta il gruppo, secondo cui, “dal punto di vista economico, considerando il conseguente aumento della copertura non contendibile di FiberCop e i contributi attesi, l’aggiudicazione della gara del Fondo Nazionale per la Connettività dovrebbe avere un effetto accrescitivo sugli indicatori finanziari strutturali di lungo termine della società, senza tuttavia comportare un impatto materiale sulla guidance di Capex netto, nel breve periodo, sulla leva finanziaria attesa e sulla politica finanziaria”.

Le finalità del Fondo Nazionale per la Connettività

Il Fondo Nazionale per la Connettività è attuato in esecuzione della Decisione del Consiglio Ecofin del 27 novembre 2025 e dell’Accordo attuativo sottoscritto il 4 febbraio 2026 tra il Dipartimento per la trasformazione digitale e Invitalia L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Missione 1 – Componente 2 – Investimento 7 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il bando prevede la concessione di contributi pubblici destinati al finanziamento di progetti di investimento finalizzati alla realizzazione di reti fisse ad alte prestazioni con capacità Gigabit. Il contributo pubblico potrà coprire fino al 70% delle spese ammissibili. Gli interventi dovranno garantire, per i civici interessati, servizi di connettività con velocità attese, anche nelle ore di picco del traffico, pari ad almeno 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload.

“L’accordosi inserisce in un percorso che ha visto il Dipartimento impegnato, da un lato, a correggere le gravi criticità ereditate dal passato che avevano reso necessaria la rimodulazione del Pnrr e, dall’altro, a costruire – in piena sintonia con la Commissione europea – uno strumento capace di sostenere nuovi investimenti nelle reti a banda ultra-larga. Un’operazione che consente di reinvestire nel settore delle telecomunicazioni oltre 700 milioni di euro che, in assenza di questa rimodulazione, sarebbero andati persi”, aveva dichiarato il Sottosegretario all’innovazione Alessio Butti commentando l’accordo.

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