L’intelligenza artificiale sta rapidamente diventando un requisito fondamentale nelle trattative di M&A, con il 62% dei negoziatori che afferma che il processo decisionale basato esclusivamente sull’uomo non è più sostenibile e il 71% che ritiene che le aziende che oggi ignorano l’AI non saranno in grado di competere nei prossimi cinque anni.
Tuttavia, i consigli di amministrazione rimangono il livello di governance cruciale anche per le trattative basate sull’AI, responsabili di garantire che le raccomandazioni siano accurate, verificabili e trasparenti.
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Il report Datasite
È quanto emerge dai risultati del “The New Deal Team”, un nuovo report commissionato da Datasite a FT Longitude. Secondo l’indagine, svolta su mille professionisti del settore delle operazioni di fusione e acquisizione a livello di C-suite o C-1 in 27 paesi nel marzo 2026, il 73% dei rispondenti utilizza già l’AI per la rendicontazione e la governance del consiglio di amministrazione, mentre solo il 22% è disposto a lasciare che l’AI prenda la decisione finale sulla conclusione di un accordo.
Le interviste, condotte nei settori dello sviluppo aziendale, del private equity, degli studi legali, della contabilità e dei servizi professionali, evidenziano una lacuna nel processo decisionale del consiglio di amministrazione: l’AI sta trasformando il modo in cui le informazioni relative alle operazioni vengono raccolte, analizzate e presentate, ma la responsabilità del momento decisivo rimane ancora in capo alle persone.
Che cosa chiedono all’AI decisori e negoziatori?
La ricerca ha inoltre rilevato che accuratezza (71%), sicurezza (70%) e affidabilità (58%) sono gli attributi principali richiesti all’AI, sottolineando la necessità per i consigli di amministrazione di esigere tracciabilità, verificabilità e fiducia nelle raccomandazioni basate sulla tecnologia.
D’altra parte, il 23% del campione prevede che l’AI fornirà un processo decisionale di qualità superiore a livello di consiglio di amministrazione entro il 2030, suggerendo che la qualità delle decisioni, e non la velocità, è l’aspetto in cui l’AI dovrebbe dare i suoi frutti ai vertici.
“L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo delle operazioni di fusione e acquisizione, ma i consigli di amministrazione continuano a determinarne l’esito. I dati dimostrano che le decisioni basate sull’AI sono ormai la norma, eppure il giudizio umano continua a essere determinante nel momento decisivo”, commenta Tobias Häckerman, general manager di Sherpany, piattaforma di Datasite specializzata nella gestione delle riunioni e dei processi di governance. “Con l’integrazione dell’AI nei report, nelle analisi e nelle raccomandazioni dei consigli di amministrazione, questi ultimi devono esigere accuratezza, sicurezza, affidabilità e una chiara provenienza dei dati. Le organizzazioni che avranno successo saranno quelle che combineranno l’intelligenza artificiale con una governance rigorosa e un processo decisionale di alta qualità.”
Chi è e cosa fa Datasite
Datasite fornisce l’infrastruttura che consente il flusso di informazioni per le transazioni sui mercati privati, con strumenti specifici utilizzati per ottimizzare i risultati. Il portfolio di prodotti Datasite – che comprende virtual data room per il lato vendita, intelligence per il lato acquisto, applicazioni di intelligenza artificiale agentica, gestione delle riunioni del consiglio di amministrazione e della governance e un livello di infrastruttura dati aperta – guida l’esecuzione lungo l’intero ciclo di vita dell’investimento, generando al tempo stesso insight unici per supportare investitori, consulenti e professionisti delle transazioni in tutto il mondo.








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