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AI di frontiera: l’Ue ha le carte per crescere, ma deve agire presto. Ecco la roadmap



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Lo European AI Office ha pubblicato le conclusioni degli esperti in merito alle direttrici su cui l’Unione dovrebbe sviluppare la tecnologia: competitività, sovranità e sicurezza. Occorrono investimenti ad alto rischio e ad alto rendimento da supportare attraverso collaborazioni con partner affidabili

Pubblicato il 16 lug 2026



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L’AI di frontiera è destinata a guidare uno dei cambiamenti tecnologici più significativi della storia recente. Ma l’Europa rischia di esserne estromessa se non entrerà in partita con una serie di interventi mirati. Ne sono convinti oltre 100 esperti, che nel rapporto pubblicato dall’European AI Office hanno provato a delineare la roadmap che l’Unione europea dovrebbe intraprendere per rafforzare la propria competitività, puntando su sovranità e sicurezza rispetto allo sviluppo della tecnologia.

Lo studio dello European AI Office

Ad aprile, l’AI Office aveva tenuto la prima riunione del Forum di esperti sull’AI di frontiera per discutere le opportunità che la tecnologia può offrire all’Europa, valutando in parallelo le traiettorie sottostanti dell’AI e la posizione strategica dell’Ue. La riunione ha permesso agli esperti di delineare raccomandazioni per azioni strategiche su come sviluppare le capacità europee e su come aumentare la possibilità di accedere, scegliere, controllare e trarre vantaggio da qualsiasi modello di AI di frontiera. Gli esperti hanno anche fornito indicazioni su come le azioni della Commissione europea o degli Stati membri possano adeguarsi alla velocità e alla portata di questa tecnologia.

Nel rapporto, l’Ufficio per l’AI evidenzia i principali spunti emersi dall’incontro e dalle relative dichiarazioni scritte degli esperti, mentre l’Ue prosegue il suo percorso per diventare un continente all’avanguardia nell’AI.

Un momento decisivo per un’azione strategica

Secondo gli esperti, le capacità di frontiera dell’AI si sono evolute a un ritmo senza precedenti, passando in circa tre anni dalla difficoltà di gestire compiti basilari all’avvicinarsi ai limiti di ciò che i test attuali possono misurare. La portata delle tendenze di mercato ha seguito rapidamente lo stesso andamento, mentre la posizione dell’Europa rimane relativamente modesta rispetto al peso economico dell’Unione.

Sebbene l’Ue produca ricerca di livello mondiale e formi una quota significativa di talenti globali nel campo della tecnologia, lo sviluppo dell’AI di frontiera è concentrato in gran parte al di fuori del Vecchio continente. Le infrastrutture informatiche europee e i capitali destinati alle fasi di crescita non sono infatti ancora al livello richiesto dall’AI di frontiera.

In questo scenario, gli esperti hanno accolto con favore l’impegno dell’Ue a rafforzare la competitività, la sovranità e la sicurezza nell’AI di frontiera. Hanno anche avvertito che i prossimi uno o due anni potrebbero essere decisivi per il passaggio dell’Europa a una posizione di forza.

Costruire capacità di frontiera sfruttando condizioni di mercato favorevoli

Lo sviluppo dell’AI di frontiera è d’altra parte guidato a livello globale dagli investimenti privati, sottolineano gli esperti. Un percorso credibile per lo sviluppo di capacità all’avanguardia in Europa dipende quindi innanzitutto dalla rimozione delle barriere strutturali che ostacolano condizioni di mercato favorevoli.

A questo si aggiungono le infrastrutture informatiche e l’energia necessaria per alimentarle, indicate come le priorità più urgenti per i prossimi due anni. Occorre affrontare anche le barriere all’accesso ai capitali per la fase di crescita, la certezza giuridica in materia di copyright e protezione dei dati relativi ai dati di addestramento, nonché le problematiche legate all’attrazione e alla fidelizzazione dei talenti.

Alcuni esperti hanno raccomandato di integrare questo approccio sostenendo selettivamente investimenti ad alto rischio e ad alto rendimento in cui l’Europa potrebbe svolgere un ruolo di primo piano, abbracciando il paradigma attuale, approcci alternativi e altri livelli dello stack dell’AI.

Garantire un accesso solido con partner affidabili

Come tutti sanno, lo sviluppo dell’AI è attualmente concentrato all’estero e i modelli non all’avanguardia ne rappresentano un sostituto imperfetto. Gli esperti hanno sottolineato che l’Ue deve comunque rafforzare la propria capacità sovrana di accedere, selezionare, controllare e trarre vantaggio dai modelli di AI di ultima generazione.

Ciò richiede una chiara valutazione della leva attuale e potenziale dell’Europa nell’intero stack dell’AI, unitamente a una strategia per proteggere, rafforzare e impiegare efficacemente tali risorse. Gli esperti hanno sottolineato la notevole leva che l’Europa può trarre da risorse quali le dimensioni del suo mercato, la solidità normativa, la base industriale e la leadership in alcune parti dello stack dell’AI. In questo contesto, la collaborazione con partner affidabili in grado di affrontare vincoli simili è stata identificata come un’opportunità strategica per amplificare sia le capacità che la leva.

Agire alla velocità e alla portata della tecnologia

Gli esperti hanno accolto con favore il riconoscimento da parte dell’AI Office che l’azione strategica deve essere all’altezza della velocità e della portata dell’AI di frontiera, raccomandando di fissare una serie di obiettivi – definiti ambiziosi – per il 2030. Per raggiungere tali obiettivi è però necessario che l’AI di frontiera diventi una priorità politica, con le capacità e le strutture necessarie, all’interno e tra le istituzioni, per dare seguito a tali obiettivi.

L’AI Office raggrupperà le raccomandazioni per le azioni strategiche in base alla priorità e collaborerà con altri soggetti per attuarle, facilitando ulteriori scambi di opinioni nell’ambito del Forum degli esperti, anche attraverso contributi scritti e workshop mirati. Saranno quindi pubblicati presto nuovi aggiornamenti sulle azioni strategiche e sull’Iniziativa sull’AI di frontiera, nonché spunti emersi dal Forum degli esperti.

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