Free Modem Alliance, Free Software Foundation Europe e Vtke (l’associazione dei produttori di terminali di telecomunicazione) hanno inviato una lettera aperta ad Agcom per chiedere un aggiornamento sulla consultazione che verte sulla definizione del punto terminale di rete (Network Termination Point, Ntp) per i servizi di accesso a Internet da postazione fissa.
Il procedimento è stato avviato più di un anno fa con la Delibera 31/25/Cons ed è per l’appunto ancora in corso. Nella missiva, le organizzazioni sottolineano l’importanza di una definizione chiara del quadro regolamentare, soprattutto alla luce dell’evoluzione del mercato Ftth.
Si tratta, sostengono le associazioni, di un tema cruciale perché riguarda anche la libertà di scelta degli utenti finali sulle apparecchiature terminali, la concorrenza nel mercato modem/router e il possibile superamento di forme di lock-in tecnologico.
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Occorre una pronta e chiara definizione dell’assetto regolamentare
“In un contesto di rapida evoluzione del mercato – in particolare per quanto riguarda lo sviluppo delle reti Ftth – riteniamo che una pronta e chiara definizione dell’assetto regolamentare in materia possa contribuire a rafforzare la certezza del diritto e a sostenere un efficiente sviluppo dell’ecosistema digitale”, si legge nella lettera.
Le associazioni si dicono “consapevoli della complessità tecnica e giuridica del tema” e desiderano “esprimere un esplicito riconoscimento e apprezzamento per l’approfondito lavoro di indagine svolto dall’Autorità, e in particolare dalla Direzione Tutela dei consumatori, anche in continuità con i principi introdotti dalla Delibera 348/18/Cons a tutela della libertà di scelta delle apparecchiature terminali”.
Contemporaneamente, i firmatari ritengono utile continuare a riflettere su come l’attuale assetto regolamentare, compresa l’eccezione introdotta – in un diverso contesto di mercato – per i collegamenti Ftth, possa evolvere in linea con le trasformazioni nel frattempo verificatesi e in conformità con gli obiettivi delle politiche nazionali ed europee.
La proposta dei firmatari della lettera
Secondo i firmatari della lettera, in tale prospettiva, una definizione del Ntp come punto passivo – in linea con i principi del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (Eecc) e le linee guida del Berec – potrebbe contribuire, tra l’altro, a rafforzare la libertà di scelta degli utenti finali, incoraggiando l’adozione di soluzioni tecnologiche più adatte alle diverse esigenze, e promuovendo una concorrenza aperta e non discriminatoria nel mercato delle apparecchiature terminali, anche prevenendo le concentrazioni e rafforzando la capacità di innovazione del settore. Un intervento di questo tipo aiuterebbe inoltre a sostenere obiettivi più ampi, anche in termini di sostenibilità e resilienza del sistema, favorendo lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni tecnologiche sicure e affidabili. Infine, quest’approccio risulterebbe utile a limitare il vendor lock-in, facilitando un migliore supporto dei dispositivi per nuove funzionalità d’uso, oltre che di sicurezza, e responsabilizzando gli utenti finali.
“Le esperienze maturate in altri Paesi europei dimostrano che gli approcci orientati alla piena libertà di scelta dell’attrezzatura terminale possono essere compatibili con elevati standard di qualità del servizio, e offrono possibili modelli ed evidenze utili anche per il contesto nazionale. In questo contesto, siamo fiduciosi che il processo di consultazione possa proseguire efficacemente e giungere, nei tempi che l’Autorità riterrà opportuni, a una definizione del quadro di riferimento, anche tenendo conto dei numerosi contributi raccolti”.
Le organizzazioni firmatarie chiudono la lettera confermando la loro disponibilità a contribuire al dialogo con evidenze tecniche addizionali, ove necessario, e restano a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.




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