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Internet in vacanza, reti pubbliche e falsi accessi mettono a rischio i dati



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Aeroporti, hotel, bar e campeggi sono tra gli ambienti più esposti a truffe digitali e intercettazioni. Aggiornamenti, autenticazione a due fattori, connessione mobile e Vpn aiutano a ridurre le minacce durante i viaggi. Ecco come difendersi

Pubblicato il 10 ago 2026



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Punti chiave

  • Aeroporti, stazioni e locali: rischio di reti contraffatte, portali di accesso contraffatti, protocolli obsoleti e shoulder surfing—verifica il nome rete e proteggi schermo e QR.
  • Prima e durante il viaggio: applica aggiornamenti, abilita autenticazione a due fattori, effettua backup; per attività sensibili usa connessione mobile, Vpn o eSim.
  • Adotta una gerarchia delle connessioni: usa reti condivise per contenuti non sensibili; riserva pagamenti e account alla rete mobile/Vpn; non riutilizzare password.
Riassunto generato con AI


La vacanza è sinonimo di pausa, ma sempre meno spesso significa anche disconnessione. Smartphone, tablet e computer portatili accompagnano ormai gli utenti durante tutto il viaggio e la possibilità di accedere alla rete è diventata un requisito essenziale per consultare prenotazioni, mostrare una carta d’imbarco, controllare mappe e itinerari, comunicare con familiari e colleghi o semplicemente utilizzare servizi di streaming e social network.

La crescente dipendenza dalla connettività, però, amplia anche la superficie di attacco. Durante gli spostamenti gli utenti si collegano più frequentemente a infrastrutture che non conoscono e sulle quali non hanno alcun controllo, dalle reti degli aeroporti a quelle degli hotel, passando per bar, ristoranti, campeggi, stazioni ferroviarie e mezzi di trasporto.

È proprio questa combinazione fra necessità di essere online, scarsa conoscenza dell’infrastruttura e minore attenzione dovuta al contesto di viaggio ad attirare i criminali informatici. Le minacce possono assumere forme differenti: reti wireless contraffatte, connessioni configurate in modo inadeguato, portali di autenticazione falsi, intercettazione delle comunicazioni e tentativi di furto delle credenziali.

La risposta non passa necessariamente dalla rinuncia al collegamento wireless. L’obiettivo è piuttosto distinguere le attività a basso rischio da quelle che richiedono livelli di protezione più elevati, scegliendo in questi ultimi casi la rete mobile o adottando strumenti aggiuntivi come una Vpn. Ecco i consigli di Panda Security.

Aeroporti e stazioni, la fretta aumenta il rischio di errore

Gli snodi di trasporto rappresentano uno dei contesti più delicati. Aeroporti e stazioni concentrano migliaia di persone, spesso in movimento e con la necessità di collegarsi rapidamente per controllare un biglietto, verificare un ritardo o comunicare con chi li attende a destinazione.

È una condizione ideale per chi tenta di sfruttare comportamenti poco prudenti. La fretta può infatti spingere l’utente a selezionare la prima rete disponibile senza controllarne il nome o le caratteristiche di sicurezza. Al tempo stesso, durante le attese più lunghe, la ricerca di una connessione gratuita per navigare, utilizzare i social network o guardare contenuti in streaming può aumentare ulteriormente l’esposizione.

Uno dei problemi più comuni riguarda le reti aperte o protette con tecnologie ormai obsolete. Una configurazione inadeguata può facilitare attività di intercettazione e monitoraggio del traffico. Anche la presenza di una password, da sola, non garantisce necessariamente un livello di protezione adeguato, soprattutto quando vengono utilizzati protocolli datati come Wep.

A questo scenario si aggiunge il fenomeno delle reti contraffatte. Un criminale può creare un hotspot con un nome molto simile a quello dell’infrastruttura ufficiale dell’aeroporto, della stazione o di un esercizio commerciale. La differenza può essere limitata a un trattino, una lettera o un carattere speciale, facendo leva su una tecnica che richiama il principio del typosquatting.

Una volta collegato alla rete sbagliata, l’utente può essere esposto a tentativi di intercettazione, reindirizzamento verso siti fraudolenti o sottrazione di informazioni personali. Per questo motivo è opportuno verificare il nome esatto della connessione, soprattutto quando sul dispositivo compaiono più reti quasi identiche.

Un ulteriore vettore di attacco è rappresentato dai portali di accesso contraffatti. Molte infrastrutture wireless pubbliche richiedono di visualizzare una pagina iniziale prima di consentire la navigazione. I cybercriminali possono riprodurne grafica e struttura con l’obiettivo di convincere la vittima a inserire credenziali, indirizzi email o altre informazioni.

Per le attività più sensibili, come l’accesso a servizi finanziari, account aziendali o piattaforme che contengono informazioni personali, la scelta più prudente resta l’utilizzo della connettività cellulare oppure di una Vpn affidabile.

Hotel e campeggi, la rete condivisa diventa un punto critico

Arrivati a destinazione, il livello di attenzione non dovrebbe diminuire. Le infrastrutture di hotel, residence, villaggi turistici e campeggi presentano infatti alcuni dei problemi già tipici delle reti pubbliche, ai quali se ne aggiungono altri legati alla loro configurazione e al grande numero di dispositivi connessi.

In molte strutture la rete messa a disposizione degli ospiti è semplicemente un’estensione dell’accesso a internet disponibile nell’edificio. L’utente, naturalmente, non può sapere quali misure di segmentazione, isolamento e protezione siano state adottate dal gestore, né se i dispositivi dei diversi clienti possano in qualche modo comunicare fra loro.

La dimensione del problema cresce quando la stessa infrastruttura viene utilizzata quotidianamente da decine o centinaia di persone. Oltre a rendere la rete un obiettivo appetibile per eventuali attaccanti, il numero elevato di endpoint aumenta la probabilità che almeno uno dei dispositivi collegati sia già compromesso.

Un computer o uno smartphone infettato da malware potrebbe quindi tentare di individuare altri sistemi presenti sulla stessa infrastruttura. Non significa che la compromissione sia automatica, soprattutto in presenza di sistemi aggiornati e correttamente configurati, ma la condivisione della rete rappresenta comunque un fattore da tenere in considerazione.

Anche le password possono trasformarsi in un elemento di debolezza. Le strutture ricettive tendono comprensibilmente a scegliere codici semplici da comunicare agli ospiti e facili da ricordare. Sequenze numeriche elementari, parole legate al nome dell’hotel o password mantenute invariate per lunghi periodi riducono però l’efficacia della protezione.

Prima di collegarsi è quindi consigliabile chiedere direttamente al personale il nome ufficiale della rete e le modalità di accesso, riducendo il rischio di selezionare un hotspot creato appositamente da un truffatore.

La distinzione fra attività diventa ancora una volta fondamentale. La connessione dell’hotel può essere utilizzata con maggiore tranquillità per leggere notizie o accedere a contenuti che non richiedono la gestione di informazioni particolarmente sensibili. Per effettuare pagamenti, entrare in account importanti o trasmettere documenti riservati è invece preferibile utilizzare la rete mobile o, quando necessario, attivare una Vpn.

Bar e ristoranti, sotto osservazione anche schermo e codici Qr

Bar, ristoranti e altri luoghi pubblici aggiungono una dimensione fisica ai rischi della connettività. Le reti offerte ai clienti possono essere aperte, utilizzare password facilmente individuabili oppure essere gestite senza particolare attenzione alla sicurezza.

Gli hotspot accessibili senza autenticazione sono particolarmente esposti e possono attirare anche attività di ricerca sistematica delle reti vulnerabili. Il cosiddetto wardriving consiste proprio nell’individuazione di reti wireless mentre ci si sposta fisicamente in un territorio, ad esempio utilizzando un veicolo.

Ma il problema non riguarda esclusivamente la tecnologia della rete. Alcuni portali di accesso chiedono agli utenti di fornire un numero di telefono, un indirizzo email o di autenticarsi tramite account personali, ad esempio quelli utilizzati per servizi online e social network.

Prima di concedere queste informazioni sarebbe opportuno valutarne l’effettiva necessità. Collegarsi per pochi minuti alla rete di un locale non dovrebbe diventare automaticamente un motivo per condividere una quantità eccessiva di dati personali. Quando possibile, inoltre, è preferibile non riutilizzare credenziali già impiegate per altri servizi.

Nei luoghi affollati entra in gioco anche il cosiddetto shoulder surfing. La minaccia, in questo caso, non richiede particolari competenze informatiche: è sufficiente che qualcuno riesca a osservare lo schermo o la tastiera mentre l’utente digita una password, apre un documento confidenziale o controlla il proprio conto corrente.

Per questo la protezione della connettività deve andare di pari passo con quella fisica del dispositivo. Smartphone e computer portatili non dovrebbero essere lasciati incustoditi neppure per brevi periodi e devono essere protetti attraverso Pin, password o sistemi biometrici.

Negli ultimi anni anche i codici Qr sono diventati uno strumento da verificare con attenzione. Menu, sistemi di pagamento, promozioni e informazioni per i clienti vengono sempre più spesso raggiunti semplicemente inquadrando un codice con lo smartphone. Un adesivo fraudolento applicato sopra il Qr originale può però indirizzare verso un sito controllato da un attaccante, nel quale vengono richiesti dati personali, informazioni di pagamento o credenziali.

Prima di proseguire è dunque utile controllare l’indirizzo della pagina aperta e, se qualcosa appare insolito, rivolgersi direttamente al personale.

Sicurezza prima della partenza, aggiornamenti e autenticazione diventano essenziali

La protezione durante il viaggio inizia prima di mettere piede fuori casa. Una parte rilevante delle precauzioni può infatti essere adottata in anticipo, riducendo sia il rischio informatico sia la necessità di effettuare operazioni delicate attraverso connessioni sconosciute.

Il primo intervento riguarda gli aggiornamenti. Sistema operativo, browser e applicazioni dovrebbero essere portati alle versioni più recenti disponibili prima della partenza, in modo da installare le patch che correggono vulnerabilità già conosciute.

Un secondo pilastro è l’autenticazione a due fattori. Abilitandola sugli account più importanti, la sola sottrazione della password non è generalmente sufficiente per completare l’accesso. È una barriera particolarmente utile proprio in uno scenario nel quale aumenta la possibilità di collegarsi a infrastrutture non affidabili o di imbattersi in pagine di phishing.

Vale inoltre la pena disattivare la connessione automatica alle reti wireless aperte. Uno smartphone configurato per collegarsi senza intervento dell’utente può infatti agganciare infrastrutture disponibili nelle vicinanze prima ancora che il proprietario abbia verificato se siano effettivamente quelle desiderate.

Altrettanto importante è il backup. Smarrimento, furto o danneggiamento di un dispositivo possono avere conseguenze più limitate se fotografie, documenti e informazioni essenziali sono già conservati in un luogo sicuro.

Un approccio preventivo consente inoltre di ridurre la dipendenza dalle connessioni durante gli spostamenti. Mappe, biglietti, voucher, carte di imbarco e altri documenti utili possono essere scaricati anticipatamente, così da rimanere accessibili anche quando il collegamento non è disponibile o non appare sufficientemente affidabile.

Sui dispositivi compatibili è inoltre opportuno attivare “Trova il mio dispositivo”, così da aumentare le possibilità di localizzazione o gestione da remoto in caso di smarrimento.

Anche l’autonomia energetica entra indirettamente nella strategia di protezione. Portare con sé un caricabatterie e un powerbank permette di limitare il ricorso a soluzioni di ricarica pubbliche. L’obiettivo è evitare infrastrutture delle quali non si conoscono caratteristiche e condizioni di sicurezza.

Connessione mobile, eSim e hotspot cambiano la strategia all’estero

Il tema assume una rilevanza ancora maggiore quando il viaggio porta fuori dai confini nazionali. In questo scenario la disponibilità di una connessione dati cellulare può ridurre significativamente la necessità di affidarsi continuamente agli hotspot pubblici.

Il primo passo consiste nel verificare le condizioni previste dal proprio operatore per roaming e traffico dati. Le caratteristiche dell’offerta dipendono dalla destinazione e dal piano sottoscritto, per cui è consigliabile controllare in anticipo costi, eventuali soglie e pacchetti disponibili.

Quando la rete mobile è accessibile a condizioni sostenibili, può diventare il canale privilegiato per le attività più delicate. Attraverso la funzione hotspot dello smartphone la stessa connessione può essere condivisa anche con un computer portatile o con altri dispositivi personali.

Un’opzione sempre più rilevante per chi viaggia è rappresentata dalla eSim, che consente di attivare un profilo mobile senza la necessità di inserire una scheda fisica compatibile, quando il terminale supporta questa tecnologia. In alternativa, una Sim locale prepagata può offrire traffico dati sulla rete dell’operatore del Paese di destinazione.

La disponibilità effettiva, le modalità di registrazione e i documenti richiesti cambiano tuttavia da mercato a mercato. Prima della partenza è quindi opportuno verificare le regole applicabili e la compatibilità del proprio smartphone.

Per l’utente il vantaggio è soprattutto operativo: disporre di un’alternativa cellulare riduce la dipendenza dagli hotspot di hotel, aeroporti, locali e altre strutture, permettendo di riservare le reti condivise alle attività meno sensibili.

Autenticazione a due fattori, attenzione ai codici quando si è fuori Paese

Un ulteriore elemento da pianificare riguarda l’accesso agli account protetti mediante autenticazione a due fattori. Se il secondo livello di verifica dipende esclusivamente dalla ricezione di un Sms, è necessario assicurarsi che la propria linea telefonica possa riceverlo anche all’estero.

Un problema apparentemente secondario può infatti trasformarsi nell’impossibilità di accedere a posta elettronica, servizi finanziari o piattaforme professionali proprio nel momento in cui se ne ha maggiore bisogno.

Quando il servizio lo permette, può essere utile configurare in anticipo un’applicazione di autenticazione e conservare in modo sicuro i codici di recupero messi a disposizione dal provider. In questo modo la protezione dell’account non dipende esclusivamente dalla raggiungibilità della rete mobile associata alla Sim principale.

La stessa logica preventiva si applica alla Vpn. Installare e configurare l’applicazione prima della partenza consente di verificarne il corretto funzionamento in un ambiente conosciuto, evitando di dover affrontare problemi di download o configurazione una volta giunti a destinazione.

Questo aspetto è particolarmente rilevante nei Paesi nei quali determinati servizi online, siti web o app store possono essere soggetti a limitazioni. L’utente deve naturalmente verificare anche le norme locali applicabili all’utilizzo di questi strumenti.

Il Wi-Fi resta utile, ma serve una gerarchia delle connessioni

La conclusione non è che il wireless pubblico debba essere evitato in assoluto. Hotel, stazioni, aeroporti e locali continueranno a rappresentare una componente importante dell’esperienza di connettività in viaggio, soprattutto quando la copertura mobile è limitata o il traffico dati disponibile è insufficiente.

Ciò che cambia è il modello di utilizzo. Non tutte le attività online hanno lo stesso livello di criticità e non tutte le reti meritano lo stesso grado di fiducia. Consultare informazioni pubbliche o leggere una notizia non espone l’utente agli stessi rischi di un pagamento, dell’accesso al conto corrente o dell’apertura di un documento aziendale riservato.

È quindi utile costruire una sorta di gerarchia delle connessioni. Le infrastrutture wireless sconosciute possono essere utilizzate con prudenza per operazioni meno sensibili, dopo aver verificato il nome della rete e le modalità di autenticazione. Per le attività che coinvolgono credenziali, informazioni finanziarie e dati personali rilevanti è preferibile affidarsi alla connessione cellulare oppure aggiungere un livello di protezione attraverso una Vpn.

Il punto centrale resta la consapevolezza. Durante le vacanze l’utente tende fisiologicamente ad abbassare il livello di attenzione, mentre per i criminali informatici la concentrazione di persone, dispositivi e reti condivise rappresenta un’opportunità.

Aggiornare i terminali, proteggere gli account con un secondo fattore, controllare attentamente hotspot e portali di accesso, limitare la quantità di informazioni condivise e predisporre una connessione mobile alternativa sono accorgimenti che consentono di ridurre sensibilmente l’esposizione.

La connettività è ormai parte integrante del viaggio. Renderla più sicura significa quindi non rinunciarvi, ma scegliere di volta in volta il canale più appropriato e mantenere anche lontano da casa quelle pratiche di cybersecurity che sono diventate indispensabili nella vita digitale quotidiana.

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